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07.3036 · Interpellanza · 2007-03-12

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Le disparità tra le coppie sposate e i partner registrati, da un lato, e i concubini, dall'altro, per quanto riguarda le rendite sono paragonabili a quelle esistenti per l'imposta federale diretta. Una soluzione consisterebbe nel versare rendite individuali. Chiediamo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. In che misura considera un tema di discussione l'eliminazione delle disparità in materia di rendite tra le coppie sposate e i partner registrati, da un lato, e i concubini, dall'altro? Come valuta la problematica?

2. Si è già chiesto in che modo si potrebbero eliminare queste disparità? Cosa pensa del versamento di rendite individuali, analogamente a quanto si mira ad introdurre in ambito fiscale?

3. Sono disponibili calcoli recenti in merito? Quali costi bisognerebbe attendersi approssimativamente per i singoli modelli?

4. Intende esaminare la questione prossimamente? Esiste un calendario?

5. Sarebbe disposto ad avviare una consultazione in merito, analogamente a quanto ha fatto per l'imposta federale diretta?

Begründung

Quando, quasi sessant'anni fa, è stata creata l'AVS, la rendita per coniugi è stata definita sulla base della ripartizione tradizionale dei ruoli tra uomo e donna. All'epoca si era calcolato che i costi che un'economia domestica composta da due persone doveva sostenere ammontavano a circa una volta e mezza quelli di una persona sola. L'importo della rendita per coniugi è stato quindi fissato al 150 per cento della rendita semplice di vecchiaia.

Questa definizione è rimasta invariata anche se, in seguito all'introduzione della 10a revisione dell'AVS, ogni coniuge o partner registrato ha diritto ad una rendita propria. La somma delle due rendite per coniugi non deve superare il 150 per cento dell'importo massimo della rendita semplice di vecchiaia. Dal 1948 la società ha tuttavia subìto notevoli cambiamenti. Attualmente molte persone vivono insieme senza essere sposate e, una volta in pensione, ricevono due rendite intere. Questo è incompatibile con la politica attuata dallo Stato in tema di rendite nei confronti delle coppie sposate e dei partner registrati.

Nell'ambito fiscale si osservano le stesse disparità. Per quanto riguarda l'imposta federale diretta molte coppie sposate sono svantaggiate rispetto ai concubini. In questo settore, però, la Confederazione ha deciso di compiere un passo decisivo al fine di eliminare le disparità più spiacevoli proponendo l'introduzione dello splitting o dell'imposizione individuale. Il gruppo dei Verdi, di cui faccio parte, è a favore dell'imposizione individuale in quanto consente il trattamento più equo di singoli.

È opportuno agire allo stesso modo anche nell'ambito delle assicurazioni sociali. Le imposte e le rendite dovrebbero essere individualizzate. Questo non significa però che in compenso si debba ridurre l'importo della rendita semplice di vecchiaia. Una tale misura sarebbe insostenibile per i beneficiari di rendite. È vero però che il versamento di rendite individuali farebbe aumentare i costi dell'AVS (in occasione della 10a revisione dell'AVS erano stati preventivati costi supplementari per 1,1 miliardi di franchi). Questo rappresenta sì molto denaro, ma la modernizzazione del sistema delle rendite è più importante degli oneri finanziari supplementari che ne deriverebbero.

Stellungnahme des Bundesrates

Conformemente al nuovo diritto matrimoniale del 1988, che ha introdotto la parità tra uomo e donna, nel 1997 (10a revisione AVS) le rendite per coniugi sono state sostituite da rendite individuali calcolate ripartendo tra i coniugi i redditi conseguiti durante il matrimonio. La somma delle due rendite individuali di una coppia di coniugi non può superare il 150 per cento della rendita massima. Se questo limite massimo è superato, le due rendite individuali vengono ridotte (art. 35 LAVS). Questa limitazione delle rendite è applicata nel caso delle coppie sposate e dei partner registrati, ma non nel caso delle coppie di concubini.

1. Il Consiglio federale è cosciente della disparità di trattamento tra le coppie sposate e i partner registrati, da un lato, e le coppie di concubini, dall'altro. Non vi è però motivo di modificare questa prassi poiché nel primo pilastro la situazione di svantaggio in cui si trovano le coppie sposate e i partner registrati non è paragonabile a quella in ambito fiscale. In generale, la legislazione AVS privilegia il matrimonio e, dal 1° gennaio 2007, anche la forma di convivenza ufficialmente riconosciuta dell'unione domestica registrata, offrendo loro una tutela particolare. Il concubinato è un'unione domestica non disciplinata dal Codice civile e non è dunque un istituto del diritto di famiglia, su cui si fondano le assicurazioni sociali. Nell'AVS, la posizione giuridica dei concubini è dunque peggiore sotto diversi aspetti. In caso di decesso del partner, per esempio, solo le persone sposate hanno diritto ad una rendita per superstiti (art. 23-24b LAVS) o ad un supplemento vedovile in aggiunta alla loro rendita di vecchiaia (art. 35bis LAVS). Per i concubini non è prevista la ripartizione dei redditi (art. 29quinquies LAVS). Inoltre, una persona esercitante un'attività lucrativa può esonerare il partner senza attività lucrativa dall'obbligo personale di contribuzione (art. 3 LAVS) unicamente se è sposata o vive in unione domestica registrata con quest'ultimo. I concubini non hanno nemmeno diritto al computo di accrediti per compiti assistenziali qualora si occupino di un partner gravemente handicappato (art. 29septies LAVS).

2. Il Consiglio federale ritiene che per ragioni oggettive e finanziarie non sia opportuno pensare ad un'individualizzazione completa delle rendite. Il 13 settembre 2006 aveva pertanto già respinto il postulato 06.3311 "Scelta del modello d'imposizione. Coordinare l'adeguamento della legislazione fiscale e la revisione dell'AVS", depositato dalla consigliera nazionale Meier-Schatz.

Nel quadro della 10a revisione AVS il Parlamento ha del resto valutato se limitare o meno le rendite delle coppie di concubini. Vi ha rinunciato poiché una piena parità di trattamento tra le coppie sposate e quelle di concubini contrasterebbe con il principio della tutela particolare del matrimonio. Il Consiglio federale è dell'opinione che il trattamento in parte più sfavorevole riservato nell'AVS alle coppie di concubini non debba essere reso ancora peggiore da una limitazione delle rendite dei concubini analoga a quella applicata alle rendite delle coppie sposate.

3. L'eliminazione del limite massimo comporterebbe per l'AVS costi supplementari pari a 1,5 miliardi di franchi all'anno, il che corrisponde più o meno al deficit registrato dall'AI nel 2006 o a 0,6 punti percentuali IVA.

4./5. Secondo il Consiglio federale non è giustificabile addossare all'assicurazione costi supplementari tanto ingenti al fine di migliorare la posizione delle coppie sposate e delle unioni domestiche registrate. A breve termine non intende pertanto modificare l'attuale disposizione sulla limitazione delle rendite.

Risposta del Consiglio federale.