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07.3401 · Mozione · 2007-06-21

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ridurre dell'1 per cento l'imposta sul valore aggiunto con effetto dal 1° gennaio 2010. Fino all'entrata in vigore della riduzione di questa imposta, il debito deve essere diminuito di 3 miliardi di franchi negli anni 2007, 2008 e 2009, vale a dire in totale di 9 miliardi di franchi.

Begründung

Nel 2006 il consuntivo ha chiuso con un'eccedenza di 2,5 miliardi di franchi e il conto economico con un risultato positivo di 6,7 miliardi di franchi. In vista dei dibattiti sul budget che si terranno nella sessione invernale, del piano finanziario 2009-2011 e delle elezioni del prossimo mese di ottobre, i cittadini devono avere un'idea chiara di quello che intendono fare il Consiglio federale e gli altri partiti, ossia se hanno la volontà di ridurre le imposte e diminuire il debito oppure se vogliono dare il via a un'espansione dell'attività dello Stato.

Le asserzioni del ministro delle finanze, che si compiace della sua disciplina in materia di budget, preoccupano: ad esempio, il piano di riduzione annunciato, pari a 700 milioni di franchi, non dovrebbe essere ripartito tra i dipartimenti e sarebbe in parte (!) compensato da entrate supplementari. I dipartimenti dovrebbero rassegnarsi a spendere un po' meno in determinati settori, in ogni caso non sarebbero previsti tagli come quelli effettuati nell'ambito dei programmi di sgravio.

Quando l'economia va bene e le elezioni sono alle porte, il ministro delle finanze non pensa più a risanare le finanze federali. Analogamente agli anni Novanta si profila quindi la minaccia di una crescita dell'apparato statale, dato che il Parlamento non ha intenzione di ridurre in maniera sistematica il debito. Occorre pertanto privare lo Stato dei mezzi che determinano la sua inerzia finanziaria e restituire ai cittadini questi mezzi. Con la riduzione dell'imposta sul valore aggiunto, che può essere combinata con l'attuale revisione, tutti approfittano della buona congiuntura, in particolare coloro che guadagnano meno. Nella fase di transizione 2008-2010 bisogna costringere lo Stato a ridurre il debito.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale non condivide questa interpretazione della sua politica finanziaria.

Le esperienze raccolte negli anni Novanta hanno insegnato che le maggiori entrate dovute all'alta congiuntura non devono essere utilizzate per il finanziamento di nuove richieste. È stata, tra l'altro, l'inosservanza di questo principio ad accrescere rapidamente il debito della Confederazione. Con lo strumento del freno all'indebitamento sono state quindi create le normative per impedire efficacemente il ripetersi di un tale scenario. In tempi di magra, il freno all'indebitamento ammette deficit, mentre nelle fasi di prosperità bisogna conseguire eccedenze. Grazie ai due programmi di sgravio 2003 e 2004, le uscite della Confederazione sono state ridotte in modo duraturo di circa il 10 per cento.

Durante la legislatura 2003-2007, insieme al Parlamento, il Consiglio federale ha saputo riportare nelle cifre nere le finanze della Confederazione. I valori di riferimento e gli obiettivi del preventivo 2008 non sono cambiati durante il processo di preventivazione. Per il prossimo anno il governo presenta un preventivo che rispetta le prescrizioni del freno all'indebitamento. L'eccedenza ammonta a circa un miliardo di franchi. Il piano finanziario della legislatura 2009-2011 presenta pure cifre nere.

Nel corso della legislatura, il debito della Confederazione è stato abbassato dal 28,5 per cento al 26 per cento del PIL.

L'elevata eccedenza del 2006 nonché le eccedenze attese nel preventivo 2008 e nel piano finanziario della legislatura 2009-2011 non devono essere messe a disposizione per il finanziamento di nuovi progetti. Per il 2008 si prevede infatti un considerevole fabbisogno di finanziamento straordinario di oltre 5 miliardi di franchi (pagamento di uscite uniche per la NPC, Publica, fondo infrastrutturale, politica in materia di asilo). L'obiettivo del Consiglio federale è di stabilizzare entro il 2015 la quota d'incidenza della spesa pubblica e di congelare fino al 2011 al livello attuale il debito in termini nominali. Le eccedenze pianificate dopo il 2008 servono dunque in primo luogo al controfinanziamento di queste uscite straordinarie e non devono indurre ad allentare la disciplina budgetaria.

Il Consiglio federale intende altresì impedire giuridicamente la possibilità di un'elusione del freno all'indebitamento mediante uscite fuori del conto finanziario. Esso ha pertanto deciso di garantire che venga impedito l'aumento duraturo dell'indebitamento nominale attraverso una soluzione vincolata a regole. Al riguardo ha incaricato il DFF di elaborare un progetto per la consultazione.

La richiesta di una diminuzione dell'imposta sul valore aggiunto non corrisponde alla strategia fiscale del Consiglio federale, che intende concedere agevolazioni fiscali laddove le ripercussioni positive sulla crescita e sui posti di lavoro risultano essere più elevate per il nostro Paese. Con effetto al 1° gennaio 2008 entrano in vigore le disposizioni volte ad attenuare la penalizzazione del matrimonio, che prevedono sgravi fiscali pari a 540 milioni di franchi. Con la riforma II dell'imposizione delle imprese verrà attenuata la doppia imposizione economica che grava le PMI. Questa riforma consente di conteggiare l'imposta cantonale sull'utile nell'imposta sul capitale e di ridurre gli ostacoli fiscali gravanti le imprese di persone in difficili fasi di transizione. Per la Confederazione la riforma II dell'imposizione delle imprese provoca minori entrate di circa 60 milioni di franchi. La scelta del sistema nell'ambito dell'imposizione dei coniugi o il miglioramento del contesto fiscale per le imprese costituiscono altri progetti di riduzioni fiscali.

Il Consiglio federale vuole sottoporre a una revisione totale l'imposta sul valore aggiunto. I miglioramenti sistematici sgraveranno sensibilmente le nostre imprese garantendo loro più sicurezza giuridica, una semplificazione fondamentale, maggiore trasparenza e uno spirito maggiormente orientato al cliente. La mera riduzione dell'aliquota IVA offre per contro minori vantaggi alle imprese. È inoltre sbagliato ritenere che tutti i cittadini approfitterebbero in ugual misura di una diminuzione dell'IVA. Chi consuma di più, trarrebbe maggior vantaggio.

Il conseguimento di un'eccedenza di 9 miliardi di franchi dal 2007 al 2009 nelle finanze federali allo scopo di ridurre il debito comporterebbe drastiche misure di risparmio a corto termine che non potrebbero essere realizzate senza mettere fondamentalmente in discussione l'affidabilità e la continuità dell'adempimento di compiti prescritti dalla legge. L'obiettivo di risparmio sarebbe nettamente più elevato degli importi realizzati a corto termine con il programmi di sgravio 2003 e 2004. L'abbattimento richiesto del debito di 3 miliardi di franchi annui corrisponde quasi alle uscite complessive annue del settore dell'agricoltura o quasi la metà del contributo della Confederazione all'AVS. Per l'anno in corso, il Consiglio federale avrebbe ancora a disposizione quale unico strumento l'imposizione di un blocco dei crediti per le uscite non vincolate. Tuttavia, neanche in questo modo sarebbe possibile conseguire, nemmeno approssimativamente, un volume di risparmio di diversi miliardi di franchi. Il potenziale per le misure di risparmio a corto termine è stato inoltre ampiamente esaurito dai due programmi di sgravio. Nell'ambito della verifica dei compiti il Consiglio federale mira piuttosto a ridurre la crescita delle uscite nei settori di compiti non influenzabili a corto termine attraverso riforme strutturali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.