Promuovere l'assolvimento responsabile dei doveri invece di restringere i diritti civici
07.3781 · Interpellanza · 2007-12-05
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
La maturità del cittadino in relazione ai diritti civici di cui è titolare è insieme fondamento e presupposto di ogni collettività organizzata democraticamente. Ma ai diritti civici corrispondono anche civici doveri. Secondo l'articolo 59 della Costituzione federale, ad esempio, tutti gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. Quest'obbligo include anche quello di comportarsi in modo consapevole e prudente con l'arma d'ordinanza. Il cittadino maturo tenuto a prestare servizio militare, che è stato istruito all'uso dell'arma e con essa ha familiarità, non incontra difficoltà a custodire l'arma in modo coscienzioso: non si può mettere in dubbio la maturità dei cittadini in generale a causa di un solo episodio isolato, per quanto tragico esso sia. Conviene piuttosto interrogarsi sulle circostanze che hanno causato tale episodio e sulle misure che si possono adottare per garantire un comportamento sicuro con le armi d'ordinanza.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come si può fare per identificare già al momento del reclutamento i militari che in seguito potrebbero avere problemi rispetto all'arma?
2. Nel periodo tra il reclutamento e la scuola reclute, quali misure adotta l'esercito per identificare questi militari?
3. Oggi, prima del reclutamento ma anche prima dell'entrata in servizio per la scuola reclute, viene garantito all'esercito l'accesso integrale agli schedari di polizia, ai casellari giudiziali e ai dati concernenti i procedimenti penali pendenti e non ancora conclusi?
4. Nell'ambito dell'istruzione durante la scuola reclute, dei corsi di formazione per i quadri e dei corsi di ripetizione, quali misure vengono adottate per evitare rischi a livello di comportamento con l'arma d'ordinanza? Quali possibili miglioramenti intravede il Consiglio federale?
5. Quali misure adotta il Consiglio federale per garantire un atteggiamento responsabile riguardo alle armi d'ordinanza dopo il congedo dalla scuola reclute?
6. I militari con un retroterra migratorio conoscono problemi particolari o presentano singolarità nel comportamento riguardo all'arma d'ordinanza?
7. Qual è il tasso e quali sono le cause dell'inidoneità al servizio militare delle persone con retroterra migratorio soggette all'obbligo di leva che vengono riformate?
8. Come si può fare per garantire in procedura di naturalizzazione che la nazionalità venga concessa soltanto a chi è in grado di adempiere i doveri di cittadino, tra cui quello di comportarsi in modo coscienzioso con l'arma d'ordinanza?
Stellungnahme des Bundesrates
Il capo del DDPS ha istituito un gruppo di lavoro "Armi d'ordinanza" con l'incarico di effettuare un'analisi completa, entro fine 2008, degli aspetti di carattere militare, giuridico, istituzionale e sociologico relativi all'arma di servizio personale. Senza voler anticipare i risultati di tale analisi, il Consiglio federale risponde come segue alle domande:
1./2. In virtù degli articoli 365 e 367 del Codice penale, lo Stato Maggiore di condotta dell'esercito ha oggi accesso, per l'esecuzione dei controlli di sicurezza relativi alle persone, ai dati personali concernenti le condanne iscritti nel sistema d'informazione Vostra per il casellario giudiziale, gestito dall'Ufficio federale di giustizia. Tuttavia, possono essere sottoposti a un tale controllo di sicurezza soltanto i militari che in virtù della loro futura funzione hanno accesso a informazioni, materiale o impianti classificati. Le condanne penali recenti vengono registrate nel sistema di gestione del personale dell'esercito (PISA) con data della sentenza, entità della pena, forma dell'esecuzione (sospensione condizionale, sospensione condizionale parziale o pena da scontare) e legge infranta. La fattispecie penale concreta non può essere registrata. Quando si tratta di sentenze rilevanti, si verifica se occorre eventualmente pronunciare l'esclusione dall'esercito ai sensi dell'articolo 21 della legge militare. Queste verifiche vengono effettuate regolarmente quando giunge la notifica di una nuova condanna.
Il summenzionato gruppo di lavoro sta attualmente vagliando se e quanto possano servire ulteriori informazioni, e se convenga modificare le procedure e le basi legali a tale riguardo. Il gruppo esaminerà anche l'opportunità di estendere i test psicologici o psichiatrici eseguiti in occasione del reclutamento per valutare la potenziale pericolosità.
È inoltre prevista la creazione, nel contesto di una revisione della legge militare che prossimamente sarà sottoposta al Parlamento, delle basi legali che consentiranno di trattare dati personali allo scopo di ridurre i casi di abuso dell'arma personale.
3. Oggi non esistono basi legali che consentano un accesso integrale agli schedari di polizia, ai casellari giudiziali e ai dati concernenti i procedimenti penali pendenti o l'interconnessione delle diverse banche dati. Nel quadro della summenzionata revisione della legge militare è però prevista la creazione delle basi legali che consentiranno di accedere al sistema Vostra per i seguenti fini:
- esame di un non reclutamento o di un'ammissione al reclutamento, di un'esclusione dall'esercito, una riammissione nell'esercito o una degradazione ai sensi degli articoli 21 a 22a della legge militare;
- esame dell'idoneità in vista di una promozione o di una nomina ai sensi dell'articolo 103 capoverso 3 della legge militare.
Nei relativi sistemi d'informazione dell'esercito e dell'amministrazione militare, inoltre, dovranno ora essere menzionate espressamente, tra le finalità del trattamento, anche la prevenzione dell'abuso dell'arma personale (consegna e ritiro dell'arma personale) e la determinazione del potenziale pericolo in relazione con un simile abuso.
4. Quando ricevono l'arma personale dal comandante d'unità, le reclute vengono rese attente alle gravi responsabilità che incombono loro come detentori di un'arma.
Nell'ambito dell'istruzione impartita nelle scuole reclute e nei corsi di ripetizione, i militari vengono prima di tutto formati all'impiego della loro arma personale e addestrati fino ad automatizzare i gesti. Non ne va solamente dell'impiego efficace dell'arma in caso di evento reale, si tratta anche di imparare a maneggiarla senza mettere in pericolo terze persone.
Per di più, nell'ambito dell'istruzione al servizio di guardia e in occasione delle sequenze di insegnamento sugli obblighi fuori del servizio, tutti i militari vengono istruiti con meticolosità sul modo di custodire al sicuro arma e munizione per impedire che vi accedano terzi non autorizzati.
I quadri si preparano al loro ruolo di guida e di formatore assolvendo sequenze di istruzione supplementari. Anche nell'ambito dell'istruzione al comando dei quadri di milizia viene attribuita un'importanza particolare ad aspetti quali la conoscenza di se stessi, la gestione dei conflitti e la psicologia del comando, per consentire ai quadri di identificare eventuali eccentricità nel comportamento dei loro subordinati.
5. In vista del licenziamento si fa principalmente appello alla responsabilità personale e agli obblighi di diligenza sanciti dal regolamento di servizio richiamando le possibili conseguenze penali. L'esercito parte dal presupposto che le conoscenze e le capacità acquisite nell'ambito dell'istruzione alle armi (compresa l'istruzione riguardante le norme di sicurezza) vengano applicate conformemente ai pertinenti regolamenti. L'esercito prepara i militari alla responsabilità individuale, ma fuori del servizio ciascuno deve assumersi da sé le proprie responsabilità. La concessione di fiducia e la delega di responsabilità comportano un rischio residuo che non può mai essere eliminato con certezza. Questo rapporto di fiducia tra Stato e cittadino è un pilastro fondamentale di ogni collettività organizzata secondo principi di libertà e democrazia.
6./7. Secondo la Costituzione federale, gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. L'autorità militare in molti casi non è assolutamente a conoscenza di un eventuale retroterra migratorio (in caso di naturalizzazione prima del censimento militare), il quale oltretutto non costituisce un dato rilevante e come tale non viene neppure rilevato. Perciò, non è possibile rispondere alle domande a questo riguardo sulla base di riscontri acquisiti scientificamente. Tuttavia, da un sondaggio effettuato tra i comandanti di scuola nelle formazioni d'addestramento delle forze terrestri, è risultato che non si rilevano particolari eccentricità o problemi, nel senso di una più pronunciata predisposizione alla violenza nell'impiego dell'arma di servizio, nei militari con (per quanto noto) retroterra migratorio. Esistono casi isolati di militari con traumi di guerra che prestano servizio, ma di norma senz'arma.
8. Il rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero è uno dei presupposti della naturalizzazione (art. 14 LCit). Chi soddisfa questo requisito non manca neppure di adempiere civici doveri che poggiano su una base legale e la cui inosservanza comporta sanzioni penali di proporzioni rilevanti.
Risposta del Consiglio federale.