Escludere i prodotti agroalimentari dagli accordi di libero scambio
08.3263 · Postulato · 2008-05-28
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di vagliare l'opportunità e le possibilità di trattare gli scambi commerciali di prodotti agroalimentari indipendentemente dagli accordi di libero scambio onde tutelare la sovranità alimentare di ciascun Paese e consentire a ogni individuo di avere accesso al cibo di cui ha bisogno.
Begründung
Nei Paesi dell'AELS, tra i quali rientra la Svizzera, si moltiplicano gli accordi bilaterali di libero scambio. Questi accordi possono nuocere alla sovranità alimentare dei Paesi interessati. Ciò è quanto ha messo in luce l'attuale crisi alimentare. Alcuni Paesi in via di sviluppo, finora in grado di produrre generi alimentari in misura sufficiente per coprire il loro fabbisogno, sono diventati completamente dipendenti dalle importazioni di derrate alimentari a basso costo. Gli accordi di libero scambio li hanno costretti ad aprire i loro mercati a prodotti agricoli esteri. Parallelamente a ciò sono stati smantellati i loro sistemi di regolazione pubblica delle scorte e i loro controlli all'importazione. Da allora, le piccole aziende contadine che producono generi alimentari, abbandonate a se stesse, non sono più in grado di far fronte alla concorrenza rappresentata dai prodotti d'importazione a basso costo. Le terre di buona qualità sono riservate alla coltivazione intensiva di prodotti d'esportazione. La pressione rappresentata dagli agrocarburanti, dalla crescente domanda dei Paesi emergenti, dalla minaccia climatica e dalla speculazione sulle materie prime ha determinato un'impennata dei prezzi tale che i generi alimentari di base sono diventati inaccessibili per milioni di persone. Il cibo non è una merce come tutte le altre. Siccome risponde a necessità vitali, non deve essere assoggettato alle semplici regole dell'offerta e della domanda. Il principio della sovranità alimentare, ossia il diritto di ogni Paese di impostare e di attuare le misure necessarie per l'approvvigionamento della propria popolazione, deve essere applicato agli scambi commerciali concernenti i prodotti agroalimentari. Gli accordi di libero scambio contemplano norme puramente commerciali e mercantili. Non sono quindi adeguati per gestire gli scambi di prodotti agroalimentari, i quali devono essere trattati separatamente e tutelati conformemente al principio della sovranità alimentare e del diritto di ogni individuo di accedere al cibo di cui ha bisogno.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice del postulato la quale afferma che gli scambi di prodotti agricoli devono essere trattati in modo appropriato. In Svizzera l'agricoltura è oggetto di una politica che risponde alle esigenze della produzione nazionale di derrate alimentari rispettando le condizioni ambientali ed elevati standard qualitativi. Tuttavia, i prodotti agricoli sono oggetto di scambi commerciali su scala mondiale. Anche la Svizzera, in quanto Paese importatore netto di prodotti agricoli, dipende da tali scambi.
La strategia del Consiglio federale in materia di accordi di libero scambio muove dalla volontà di sviluppare relazioni commerciali privilegiate nei settori dei servizi, degli investimenti e dei prodotti industriali. I partner della Svizzera sono, nella maggior parte dei casi, Stati esportatori netti di prodotti agricoli. Questi Paesi sono i primi ad auspicare che anche l'aspetto degli scambi agricoli sia disciplinato nel quadro di simili accordi. Ciò vale sia per i Paesi in via di sviluppo sia per quelli industrializzati.
Gli accordi di libero scambio contemplano pertanto un fascicolo agricolo che, se ha una portata più limitata rispetto agli altri capitoli, comporta concessioni reciproche d'accesso al mercato per un determinato numero di prodotti. Mediante le concessioni, la Svizzera risponde alle aspettative dei suoi partner in materia d'esportazione, rispettando il quadro della sua politica agricola. I prodotti agricoli sono trattati separatamente da quelli industriali e le concessioni sono solo puntuali. Se, per i prodotti industriali negli accordi si mira a un libero scambio per quanto possibile completo, le concessioni in ambito agricolo riguardano soltanto una piccola parte dei prodotti.
Il Consiglio federale rammenta che attribuisce una valenza fondamentale al sistema multilaterale, in particolare all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Le norme dell'OMC in materia di accordi di libero scambio impongono una liberalizzazione che vada oltre quella convenuta nel quadro dell'OMC. Inoltre, gli accordi devono interessare la maggior parte del commercio tra le parti. Questa esigenza non potrebbe essere soddisfatta senza un fascicolo, anche di esigua portata, sui prodotti agricoli.
Nel quadro dell'OMC il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi dai Paesi meno avanzati (PMA). Ciò significa pure che gli interessi correlati al diritto all'alimentazione e alla sicurezza alimentare sono tenuti in considerazione all'atto dell'elaborazione della posizione svizzera, garantendo a questi Paesi la flessibilità necessaria per mantenere e sviluppare la loro politica nazionale in materia di sovranità alimentare. Inoltre, i PMA beneficiano di un accesso in franchigia di dazio per i prodotti agricoli esportati verso la Svizzera. Nel ciclo di negoziati di Doha la Svizzera si impegna per la soppressione delle sovvenzioni all'esportazione nonché per la selezione di prodotti speciali (deroghe fondate su criteri come la sicurezza alimentare) da parte dei Paesi in via di sviluppo.
Per la Svizzera è pure importante che le rappresentanze elvetiche in seno all'OMC, al Consiglio dei diritti dell'uomo e ad altre istituzioni adottino una posizione coerente concorde con i diversi impegni assunti a livello internazionale, tra i quali rientra il rispetto dei diritti dell'uomo. Il Consiglio federale attribuisce infatti una valenza fondamentale al diritto all'alimentazione, specie nell'attuale contesto di crisi alimentare e si impegna affinché tale diritto sia rispettato. Il nostro Paese ha ribadito la sua posizione nei dibattiti internazionali svoltisi in queste ultime settimane (dibattito in seno al Comitato economico e sociale delle Nazioni Unite del 20 maggio, sessione speciale del Consiglio dei diritti dell'uomo del 22 maggio e Vertice della FAO svoltosi a Roma dal 3 al 5 giugno).
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.