Indennizzo per le vittime delle violazioni di diritti umani sotto il regime di Marcos
08.3880 · Interpellanza · 2008-12-18
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale è stato informato del fatto che i pagamenti alle vittime del regime di Marcos continuano a essere rinviati?
2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui non è più possibile tollerare nessuna proroga per l'indennizzo delle vittime delle violazioni ai diritti umani sotto il regime di Marcos?
3. Il Consiglio federale è disposto a rivolgersi di nuovo al governo filippino e a impegnarsi per il pagamento immediato degli indennizzi alle vittime del regime di Marcos?
Begründung
Nel 1997 la Svizzera, conformemente a una sentenza del Tribunale federale, ha versato alla Banca centrale filippina 683 milioni di dollari, che l'ex dittatore Ferdinand Marcos aveva depositato su conti svizzeri. Nel 2003 il governo filippino ha ricevuto tale somma, dopo che la Corte suprema ha riconosciuto il carattere disonesto della dittatura. Un terzo della somma deve essere versato come indennizzo alle vittime delle esecuzioni, delle torture e delle incarcerazioni. Il governo ha promesso di tenere al corrente la Svizzera riguardo ai versamenti. Fino ad oggi, però, non ha versato indennizzi alle vittime né adottato le misure necessarie per rendere possibile la ripartizione del denaro.
Nel 2003 è stato discusso un progetto di legge, tuttavia mai entrato in vigore.
Alla fine del 2007 i deputati hanno portato di nuovo in Parlamento l'argomento dell'indennizzo delle vittime del regime di Marcos. Il progetto di legge, approvato dal Senato, definisce chi ha diritto a un indennizzo e richiede l'istituzione di una commissione nonché il pagamento delle somme alle vittime entro un termine di due anni dall'entrata in vigore della legge. La lettura da parte della Camera dei deputati è tuttora in corso.
Stellungnahme des Bundesrates
Sulla base delle decisioni del Tribunale federale di dicembre 1997 e gennaio 1998 è stata avviata la procedura per la restituzione di beni patrimoniali di cui Ferdinand Marcos, la sua famiglia e persone a lui prossime si erano illegalmente appropriati. Nelle sue decisioni, il Tribunale federale aveva tra l'altro subordinato il trasferimento dei fondi a un obbligo d'informazione da parte del governo filippino: lo stesso si era impegnato a informare la Svizzera in merito alle misure e alle modalità d'indennizzo delle persone vittime di violazioni dei diritti umani sotto il regime di Marcos.
1. Le autorità svizzere, segnatamente l'ambasciata di Svizzera a Manila, sono in stretto contatto con le autorità filippine e con le diverse organizzazioni di difesa dei diritti umani. Esse seguono con grande attenzione i lavori preparatori necessari alla realizzazione di una procedura d'indennizzo delle persone vittime di violazioni dei diritti umani sotto il regime Marcos. Il corrispondente progetto di legge (Law on the Compensation to Victims of Human Rights Violations during the Marcos regime) è attualmente esaminato in terza e ultima lettura dalla Camera dei rappresentanti.
2./3. Spetta al legislatore filippino creare le basi legali dell'indennizzo delle vittime del regime Marcos. Il Consiglio federale si impegna presso il governo filippino in favore di una regolamentazione e dell'istituzione delle necessarie basi legali. Durante la sua sua visita di Stato tenutasi nei giorni 11 e 12 agosto 2008, il presidente della Confederazione Pascal Couchepin ha evidenziato le aspettative del Consiglio federale in merito alla procedura legislativa in corso in questo Paese. Nella dichiarazione comune consegnata in occasione di tale visita di Stato, la presidente della Repubblica delle Filippine, Gloria Macapagal-Arroyo, ha parimenti rilevato che il suo governo attribuisce grande importanza al fatto che la nuova legge sia rapidamente adottata, affinché sia resa giustizia alle vittime di violazioni dei diritti umani. L'ambasciata di Svizzera a Manila e il Consiglio federale continueranno a seguire da vicino l'evoluzione di questo affare, in particolare l'applicazione della nuova legge.
Risposta del Consiglio federale.