09.3659 · Mozione · 2009-06-12
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di avviare una riorganizzazione mirata della sicurezza sociale. Il coordinamento dei compiti fondamentali dello Stato, vale a dire la garanzia del fabbisogno vitale e la promozione dell'integrazione sociale e professionale, va progressivamente migliorato e le prestazioni devono essere armonizzate. L'aiuto sociale va integrato in modo vincolante nella rete della sicurezza sociale. Alla riorganizzazione devono collaborare i cantoni e le parti sociali.
Begründung
La Svizzera spende oltre 142 miliardi di franchi, ossia quasi il 28 per cento del prodotto interno lordo, per la sicurezza sociale. L'attuale sistema, che comprende i dieci rami delle assicurazioni sociali, l'aiuto sociale e numerosi altri tipi di prestazioni volte a garantire il fabbisogno vitale (anticipo degli alimenti, riduzione dei premi dell'assicurazione malattie, sussidi agli asili nido ecc.), presenta doppioni, lacune e organizzazioni parallele.
Attuata la Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC), è ora giunto il momento di occuparsi della sicurezza sociale.
I punti principali di questo processo di riforma devono essere i seguenti: la progressiva armonizzazione delle prestazioni ad ogni singola revisione di legge, la riunione dei rami assicurativi e delle loro organizzazioni locali, l'estensione all'aiuto sociale dei concetti validi per tutte le assicurazioni sociali (LPGA) e l'instaurazione di vincoli tra assicurazioni sociali e aiuto sociale. Analogamente alla NPC, la riorganizzazione non dovrà essere incentrata sul catalogo delle prestazioni. Lo scopo non è nemmeno quello di trasferire alla Confederazione determinate responsabilità dei comuni e dei cantoni in materia di finanziamento.
Nell'ambito della politica sociale è necessario in particolare definire nel diritto federale la nozione di fabbisogno vitale. L'attuale interazione dei diversi tipi di prestazione genera sovente costi superflui, può comportare spiacevoli disparità di trattamento nonostante situazioni personali simili e spesso non ricompensa il lavoro. Questo viola sia il principio di parità che quello di prestazione.
La riorganizzazione, il cui obiettivo è di migliorare il coordinamento orizzontale e verticale dell'intero sistema di sicurezza sociale, richiederà la collaborazione attiva dei cantoni e delle parti sociali. Il processo di riforma dovrà però essere avviato dalla Confederazione, poiché l'accento è posto sulle assicurazioni sociali federali. Eventualmente andrà prevista un'attuazione a tappe.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'autore della mozione chiede al Consiglio federale di riorganizzare la sicurezza sociale includendo nella riforma anche l'aiuto sociale. Questa operazione avrebbe in primo luogo l'obiettivo di migliorare il coordinamento delle prestazioni destinate a garantire il fabbisogno vitale e l'integrazione e di sottoporre a revisione l'attuale ripartizione dei compiti.
Le assicurazioni sociali svizzere si fondano sul principio di causalità e ognuna di esse versa prestazioni destinate a coprire un rischio specifico (p. es. età, disoccupazione, invalidità ecc.). Le prestazioni sono pertanto appositamente concepite per far fronte alle situazioni di bisogno determinate dai singoli rischi. Anche le modalità di finanziamento sono strettamente legate ai rischi specifici (v. "Rapport sur les perspectives des financement des assurances sociales", Berne: OFAS 1996, pag. 117 segg.; disponibile soltanto in francese e tedesco). Uno studio commissionato dall'UFAS (Fluder R. et al.,: Quantifizierung der Übergänge zwischen Systemen der Sozialen Sicherheit - IV, ALV und Sozialhilfe. Bern: BSV 2009; disponibile soltanto in tedesco) mostra inoltre che l'87 per cento dei beneficiari di prestazioni volte a coprire i rischi disoccupazione, invalidità e povertà ha a che fare con un solo sistema di sicurezza sociale alla volta (AI, AD, aiuto sociale) e che la determinazione dell'assicurazione competente per i bisogni degli assicurati avviene senza problemi. Soltanto il 13 per cento dei beneficiari di prestazioni dell'AI, dell'AD e dell'aiuto sociale riceve contemporaneamente prestazioni di due o più sistemi.
Alcune assicurazioni sociali si trovano in una situazione molto difficile e il Consiglio federale considera prioritaria la risoluzione dei loro problemi. Rientrano in quest'ottica l'11a e la 12a revisione dell'AVS, il risanamento dell'assicurazione invalidità (finanziamento aggiuntivo e 6a revisione AI), il consolidamento finanziario e la revisione dell'assicurazione contro la disoccupazione e le misure di contenimento dei costi nell'assicurazione malattie. Questi problemi sono originati da profonde trasformazioni in atto (demografiche, sociali, tecnologiche ecc.), le cui conseguenze non potrebbero essere risolte nemmeno con una riorganizzazione della sicurezza sociale come quella richiesta nella mozione. Oltretutto le sinergie create da una riorganizzazione della sicurezza sociale darebbero probabilmente risultati piuttosto modesti, poiché i costi amministrativi delle assicurazioni sociali sono già oggi contenuti. Per le ragioni esposte, la priorità va data quindi all'attuazione delle riforme urgentemente necessarie nei vari rami assicurativi. In caso contrario vi è il rischio che durante il processo di riorganizzazione totale del sistema le difficoltà si aggravino ulteriormente.
Dalla mozione non risulta chiaro quale sia lo scopo di un'armonizzazione delle prestazioni volte a garantire il fabbisogno vitale. Se si tratta di reimpostare il sistema di sicurezza sociale in base al principio della garanzia del fabbisogno vitale, con prestazioni uniformi per tutti i rischi, il Consiglio federale non può condividere questo obiettivo. Ritiene infatti che il principio di causalità e il principio di assicurazione continuino a essere due elementi fondamentali delle assicurazioni sociali. La questione di fondo da porsi è se le persone che non dispongono di un reddito da lavoro per motivi diversi debbano veramente ottenere prestazioni identiche (p. es. giovani adulti senza formazione professionale e posto di lavoro, persone che perdono il posto di lavoro dopo una fase prolungata di attività, persone disabili o genitori soli che conseguono un reddito troppo esiguo a causa dei loro obblighi familiari). Un sistema non più basato sui principi di causalità e di assicurazione comporterebbe il rischio di un disinteressamento degli attori centrali (datori di lavoro e lavoratori) e di un abbassamento generale del livello delle prestazioni.
Se invece lo scopo fosse quello di raggruppare tutte le assicurazioni sociali e l'aiuto sociale in un'unica assicurazione, il risultato sarebbe un nuovo sistema, unico in Europa, le cui prestazioni dovrebbero essere esportate in tutta l'UE, il che non è il caso oggi per le prestazioni complementari, l'assegno per grandi invalidi e le prestazioni dell'aiuto sociale.
La ripartizione dei compiti nell'ambito della sicurezza sociale è oggi chiaramente stabilita dalla Costituzione federale: mentre la Confederazione è responsabile per le assicurazioni sociali, l'aiuto sociale (tranne che per i richiedenti l'asilo e i rifugiati) è di competenza dei cantoni. Il Consiglio federale è del parere che la ripartizione non debba essere modificata, se si vuole che questi compiti continuino ad essere svolti in modo efficiente ed efficace. L'Esecutivo ricorda inoltre che con la nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC) si è voluto procedere, anche nel settore delle assicurazioni sociali, a una capillare distinzione delle competenze cantonali e federali. Una nuova ripartizione volta a stabilire un maggior numero di compiti comuni andrebbe nella direzione opposta.
Per le ragioni esposte, la richiesta di riformare in modo radicale il nostro sistema di sicurezza sociale non convince il Consiglio federale, che chiede quindi di respingere la mozione. Il governo riconosce però che l'attuale sistema è complesso e che si deve cercare di migliorarne l'efficienza (v. in proposito anche la sua risposta al postulato 09.3281 "Coordinamento della garanzia del fabbisogno vitale a livello nazionale"). Attualmente sono in corso varie iniziative in tal senso (CII, CII plus, CII-MAMAC), che non necessitano di una revisione fondamentale del sistema per essere proseguite, tanto più che il bisogno di coordinamento - per quanto importante nel singolo caso - sussiste di fatto soltanto per un numero piuttosto ristretto di persone (v. Fluder R. et al., op. cit.). Per sostanziare la discussione sul futuro della sicurezza sociale, il Consiglio federale prevede di presentare al Parlamento entro la fine del 2010 un rapporto sull'attuale organizzazione del sistema, sui suoi principi e sulle riflessioni sul suo possibile sviluppo. Raccomanda pertanto al Parlamento di accogliere il postulato Schenker Silvia 09.3655, "Assicurazione universale di reddito".
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.