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10.1084 · Interrogazione · 2010-09-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il gruppo Editions Suisses Holding (ESH) prosegue il suo insediamento nel paesaggio mediatico della Svizzera romanda con l'acquisizione di diverse testate, tra cui spiccano "La Côte", "L'Express", "L'Impartial" e oramai anche "Le Nouvelliste". Al di là delle problematiche editoriali legate a questa concentrazione della stampa e già ampiamente discusse in altre sedi, poniamo al Consiglio federale la seguente domanda:

ESH appartiene a Philippe Hersant, tra le altre cose principale azionista e presidente del consiglio di sorveglianza del Groupe Hersant Media (GHM), proprietario in Francia di numerose testate a pagamento e gratuite, oltre che di radio e televisioni locali. Tuttavia, pare si tratti di un impero alquanto fragile, poiché avrebbe accumulato un debito di diverse centinaia di milioni di franchi al punto da essere recentemente costretto a cedere le sue parti in diverse società. Se ufficialmente ESH e GHM sono indipendenti l'uno dall'altro, stando alla stampa francese i creditori di GHM comincerebbero ad interessarsi alle attività più proficue svolte da Hersant in Svizzera.

Come valuta le conseguenze di tale situazione per le testate romande detenute da ESH?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è cosciente che la supremazia di una sola holding nel settore dei media può essere causa di incertezza per il mercato romando della carta stampata. Può inoltre capire che il legame tra Editions Suisses Holding (ESH) e il gruppo francese, il Groupe Hersant Media (GHM) generi determinati timori, soprattutto quando si viene a sapere che GHM sarebbe in difficoltà finanziarie. Il Consiglio federale non vuole però fare speculazioni circa le possibili ripercussioni delle supposte difficoltà finanziarie di GHM per ESH e per il mercato dei media nella Svizzera romanda.

Ai sensi dell'articolo 93 della Costituzione federale (RS 101) la Confederazione dispone della competenza legislativa nel settore dei media audiovisivi; manca invece qualsiasi riferimento alla stampa. La Costituzione si limita a sancire la protezione della libertà di stampa come elemento della libertà dei media (art. 17). Per questo motivo, oggi la possibilità di adottare misure dirette di politica dei media e intervenire a livello statale per proteggere e salvaguardare l'odierna pluralità dei media e delle opinioni riguarda unicamente il settore dei media elettronici e non quello della stampa.

Se la situazione sul mercato della stampa romanda dovesse evolvere negativamente, il Consiglio federale sarebbe dunque sprovvisto delle basi legali necessarie per un intervento correttore. A seconda degli sviluppi, la Commissione della concorrenza potrebbe essere chiamata ad affrontare il problema che pongono il rilevamento e la concentrazione d'imprese dal punto di vista del diritto della concorrenza.

Risposta del Consiglio federale.