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Il Consiglio federale metterà i cantoni sotto pressione in modo antidemocratico nella procedura di rilascio dell'autorizzazione di massima per nuove centrali nucleari?

10.3359 · Interpellanza · 2010-06-02

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale lascerà ai cantoni il tempo necessario affinché, nel quadro della procedura di rilascio dell'autorizzazione di massima per nuove centrali nucleari possano dare il loro parere dopo aver consultato, come dovuto, i loro cittadini?

Begründung

Nel comunicato stampa del 21 maggio 2010, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) afferma che il calendario previsto per la procedura di autorizzazione di massima per nuove centrali nucleari lascia ai cantoni tempo sufficiente per allestire i loro pareri e procedere eventualmente a votazioni popolari facoltative o obbligatorie, e che si potrà tenere conto dei pareri cantonali nella decisione del Consiglio federale, prevista per metà 2012.

Per questa ragione il DATEC ha respinto una richiesta di proroga formale del termine di presentazione del parere, avanzata dal cantone di Berna.

Lo scadenzario previsto darebbe effettivamente la possibilità al Consiglio federale di prendere la propria decisione tenendo conto dei risultati delle votazioni cantonali, ma obbligherebbe certi cantoni, in determinati casi, a presentare i loro pareri senza avere conoscenza dei risultati di tali votazioni. In effetti, il parere della Commissione federale per la sicurezza nucleare, che consentirà ai governi cantonali di allestire i loro propri pareri, sarà noto solo a fine dicembre. In determinati cantoni, i pareri dovranno essere sottoposti all'esame di una commissione del parlamento cantonale. In seguito alle deliberazioni di tale commissione, il parere sarà presentato al parlamento affinché statuisca, in due o tre dibattiti, in merito a una raccomandazione di voto per il referendum obbligatorio. Il materiale di voto dovrà poi essere stampato e distribuito quattro settimane prima della votazione. È quindi impossibile che quest'ultima abbia luogo prima della fine di marzo!

Esigendo che i pareri dei governi cantonali siano trasmessi entro la fine di marzo, il Consiglio federale espone determinati governi cantonali a un'eventuale sconfessione popolare e li obbliga a stimare in modo azzardato la volontà del popolo. Inoltre, eventuali pareri contraddittori toglierebbero peso alla posizione dei cantoni interessati. Pareri prematuri potrebbero addirittura violare determinate costituzioni cantonali.

Il Consiglio federale dovrebbe quindi rivedere lo scadenzario previsto per non mettere in difficoltà certi governi cantonali e per non nuocere al funzionamento corretto del federalismo.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale dà molta importanza alla possibilità di tenere conto dei pareri dei cantoni e dei risultati delle votazioni popolari cantonali nell'ambito della procedura di rilascio dell'autorizzazione di massima (cfr. risposta del 14 giugno 2010 alla domanda van Singer 10.5264, Pression antidémocratique dans la procédure d'autorisation générale pour de nouvelles centrales nucléaires?).

A fine ottobre 2009 tutti i cantoni hanno ricevuto la documentazione rielaborata relativa alle domande di autorizzazione di massima per nuove centrali nucleari. Nel mese di ottobre 2010 sarà disponibile la perizia dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), che è la più importante perizia in materia di sicurezza. A fine 2010 la Commissione federale per la sicurezza nucleare esprimerà il suo parere, nel senso di una "seconda opinione", sulle domande di rilascio delle autorizzazioni di massima. I cantoni possono quindi iniziare ad allestire i loro pareri prima della fine del 2010. A fine 2010/inizio 2011, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) inviterà i cantoni a prendere posizione, entro tre mesi, sulla documentazione e sulle domande.

Prima di presentare i loro pareri definitivi, numerosi cantoni dovranno indire votazioni popolari. Per esempio, nel cantone Berna è possibile il referendum obbligatorio o quello facoltativo. Nel cantoni Vaud e Giura avrà luogo una votazione popolare obbligatoria. Ginevra, Neuchâtel e Vallese dispongono dello strumento del referendum facoltativo.

Al momento attuale, non è possibile dire se e in quali cantoni si svolgeranno votazioni popolari in relazione alla procedura di rilascio dell'autorizzazione di massima.

Il Consiglio federale ipotizza quindi il seguente modo di procedere:

- Entro fine marzo 2011, tutti i cantoni forniscono all'UFE, quale autorità che conduce la procedura, i loro pareri, eventualmente con la riserva del dibattito parlamentare e del referendum ancora da svolgere.

- Questi pareri vengono depositati pubblicamente da giugno ad agosto 2011 unitamente alle domande e alle perizie.

- I pareri definitivi dei cantoni nei quali si svolge una votazione popolare vengono depositati pubblicamente più tardi.

Questo modo di procedere assicura che i risultati delle votazioni popolari cantonali siano noti prima della decisione in merito all'autorizzazione di massima e che possano quindi essere tenuti in considerazione.

Se si volesse prolungare il termine per la presentazione dei pareri dei cantoni in modo tale che questi ultimi possano attendere l'esito di tutte le votazioni popolari, la procedura subirebbe un ritardo notevole. In particolare verrebbe ritardata la deposizione pubblica degli atti e quindi la trattazione delle obiezioni e delle opposizioni da parte dell'UFE e dell'IFSN. I titolari dei progetti hanno tuttavia diritto a una trattazione rapida delle loro domande.

Risposta del Consiglio federale.

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