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Regolarizzare i "sans papier" introducendo il concetto di prescrizione nella legge federale sugli stranieri

10.3762 · Mozione · 2010-09-30

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale sugli stranieri (LStr) tesa a introdurre il concetto di prescrizione nelle condizioni di ammissione in Svizzera. La revisione permetterebbe di ammettere in Svizzera un clandestino, a titolo individuale o con la sua famiglia che soddisfi i medesimi criteri, se può dimostrare di soggiornare nel nostro Paese, per esempio, da almeno dieci anni. Tale deroga sarebbe inoltre accordata soltanto a condizioni severe: integrazione del richiedente, rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero, situazione familiare, in particolare il periodo di scolarizzazione dei figli, situazione finanziaria, volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione. I clandestini oggetto di una grave condanna penale nel nostro Paese non potranno in alcun caso beneficiare di tale misura.

Begründung

Negli ultimi tempi, il tema dei "sans papiers"; in particolare dei giovani apprendisti, ha dominato il dibattito politico, suscitando numerosi interventi parlamentari (mozione Barthassat 08.3616, mozione Perrinjaquet 10.3375 e iniziativa parlamentare Perrinjaquet 10.446). Il caso della regolarizzazione della famiglia ginevrina Selimi, minacciata di espulsione nonostante un'integrazione considerevole e un lungo soggiorno in Svizzera, ha mostrato i limiti della legge attuale, che spesso non permette di espellere persone che hanno commesso reati gravi nel nostro Paese, ma che impone l'espulsione di un individuo e della sua famiglia ben integrati.

La situazione attuale in materia di regolarizzazione dei casi di rigore è insoddisfacente per varie ragioni. Da un lato, le espulsioni di clandestini sono, per vari motivi, molto rare. Inoltre, tali persone fanno prosperare la nostra economia assumendo lavori in cui la manodopera è insufficiente o molto poco qualificata (industria alberghiera e della ristorazione, ecc.). Dall'altro, anche i casi di rigore sono regolarizzati piuttosto raramente. Tutto ciò contribuisce a mantenere elevato il numero dei "sans papiers" presenti sul nostro territorio (ca. 100 000 secondo varie stime). Questa situazione è umanamente insostenibile, in quanto lascia tali persone in balia dei peggiori abusi nel mondo lavorativo (dumping salariale) e non contribuisce a combattere efficacemente l'immigrazione illegale. Inoltre, penalizza persone che lavorano e dunque versano contributi alle nostre assicurazioni sociali senza poterne beneficiare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha già esposto ampiamente la propria posizione riguardo al tema dei "sans papiers" (p. es: Ora delle domande, domanda Schenker 09.5035, "`Sans-papiers`. Uniformare l'attuazione delle regole applicabili ai casi di rigore", del 9 marzo 2009, non disponibile in italiano; interpellanza Heim 09.4122, "Dignità umana dei `sans papiers`", del 9 dicembre 2009; interpellanza Menétrey-Savary " 07.3207, "'Sans-papiers'. Situazione d'impasse?, del 23 marzo 2007) e in particolare riguardo al tema dei giovani apprendisti senza statuto legale (mozione Perrinjaquet 10.3375, "Giovani privi di documenti. Una formazione professionale, ma nessun diritto" del 3 giugno 2010; mozione Barthassat 10.3329, "Aprire le porte del tirocinio ai `sans papiers`", del 19 marzo 2010; mozione Hodgers 09.4236, "Rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo per i minori senza statuto legale", del 11 dicembre 2009; mozione Barthassat 08.3616, "Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato", del 2 ottobre 2008; mozione van Singer 08.3835, "Regolarizzazione dei giovani clandestini che hanno compiuto gli studi in Svizzera", del 16 dicembre 2008). Il Consiglio federale ha sottolineato in particolare che le vigenti disposizioni legali permettono di trovare soluzioni per i casi di rigore comprovati.

Nel corso dei lavori e dei dibattiti legati alla legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr), il Consiglio federale nonché tutti i cantoni e un'ampia maggioranza dei parlamentari sono giunti alla conclusione che un disciplinamento collettivo o un'amnistia per le persone che soggiornano in Svizzera senza autorizzazione non entrava in linea di conto. Di conseguenza, il Consiglio degli Stati non ha voluto inserire nella LStr la possibilità di regolarizzare in maniera generalizzata la situazione dei "sans papiers" che si trovano in Svizzera da più di quattro anni. Tale legge, entrata in vigore il 1° gennaio 2008, è stata accolta da un'ampia maggioranza in occasione della votazione del 24 settembre 2006.

Un "sans papier" può ottenere un'autorizzazione di soggiorno se si tratta di un caso di rigore (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr), ma non sussiste un diritto al rilascio di un permesso di dimora. L'articolo 31 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) enuncia i criteri da considerare in occasione dell'esame di una tale domanda: sono determinanti, in particolare in vista dell'integrazione del richiedente, il rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero, la sua situazione familiare e finanziaria, la volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione, la durata della presenza in Svizzera, lo stato di salute e le possibilità di reinserimento nel Paese di origine. Inoltre il richiedente deve trovarsi in una situazione di rigore personale e le sue condizioni di vita e d'esistenza devono essere molto più precarie di quelle della media degli stranieri (DTAF C_2740/2009 del 25 gennaio 2010).

Nei dibattiti in Consiglio nazionale in merito al disegno di legge federale sui provvedimenti di lotta contro il lavoro nero (Boll. uff. 2004 N 1203), il principio di una regolarizzazione generalizzata dei lavoratori illegali dopo un anno è stato respinto, poiché una tale disposizione incoraggerebbe l'immigrazione irregolare ed equivarrebbe a ricompensare il soggiorno illegale.

Consapevole del fatto che nell'ambito dei "sans-papiers" vi siano ancora dei problemi da risolvere, il Consiglio federale è anche disposto a cercare nuove soluzioni, ad esempio offrendo ai "sans-papiers" l'accesso all'apprendistato. A tale proprosito le Camere hanno accolto una mozione che il Consiglio federale dovrà ora attuare (mozione Barthassat, 08.3616, "Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato", del 2 ottobre 2008"). Anche nell'ambito delle assicurazioni sociali rimangono ancora alcune difficoltà. Attualmente è in fase di elaborazione un rapporto sulla situazione dei "sans-papiers" nell'assicurazione malattia e l'accesso alle cure mediche nei singoli cantoni (in attuazione al postulato Heim Bea 09.3484, "`Sans-papiers`. Assicurazione malattie e accesso all'assistenza sanitaria").

Occorre inoltre impedire con maggiore rigore l'occupazione illegale di stranieri (lavoro nero), spesso legata allo sfruttamento di situazioni di necessità da parte dei datori di lavoro. La legge federale contro il lavoro nero (LLN) prevede adeguate misure in tal senso.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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