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10.3853 · Interpellanza · 2010-10-01

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Cresce il numero dei "sans-papiers" nel nostro Paese, ossia di persone che vi soggiornano illegalmente. Chi tollera i clandestini non rispetta lo Stato di diritto. Concedendo diritti supplementari ai "sans-papiers", si incentiva gli immigrati a non annunciarsi più presso i centri di registrazione o le autorità cantonali di polizia degli stranieri. È un segnale decisamente sbagliato, un invito al soggiorno illegale; sarebbe più opportuno decidere rapidamente sullo statuto di soggiorno. Occorre pertanto fare chiarezza in merito ai costi e al numero di "sans-papiers" in Svizzera. In proposito si pongono i quesiti seguenti:

1. Quanti "sans-papiers" vivono in quale cantone (stima, compresi i dati estrapolati), quale è stata l'evoluzione di tali cifre negli ultimi dieci anni e quale sviluppo è previsto?

2. Corrisponde al vero che il cantone di Ginevra tiene dossier ed elenchi di molti clandestini nonché una cassa di soccorso per "sans-papiers"? In caso affermativo, quanti clandestini sono complessivamente registrati in questo dossier ginevrino?

3. Vi sono altri cantoni che dispongono di tali liste o casse speciali?

4. Quali diritti speciali e concessioni prevedono i cantoni per i "sans-papiers" (p. es. formazione scolastica, posti di apprendistato, cassa malati, certificato AVS, aiuto sociale, AI), indicati per cantone sotto forma di tabella? Quali diritti contempla la Confederazione per tali persone?

5. La Confederazione, in veste di autorità di vigilanza sui cantoni, non ritiene che sia un abuso di potere se alcuni cantoni, prevedendo diritti speciali per i clandestini, violano le leggi e le direttive vigenti?

6. Quali sono i costi di ogni singola misura nel cantone o nella Confederazione (indicati ciascuno separatamente)? Quali sono le ripercussioni finanziarie per le assicurazioni sociali, le casse malati e il settore della formazione?

7. Quante persone nell'amministrazione pubblica, nonché nel settore della formazione e della sanità sono impiegate per occuparsi dei "sans-papiers" (p. es. quanto tempo di lavoro vi dedicano)?

8. Quali sono i costi per l'economia causati dai sans papier, includendo il lavoro nero, il dumping salariale e la formazione?

9. Quali provvedimenti ha previsto e adottato il Consiglio federale al fine di rispedire i "sans-papier" nei loro Paesi d'origine?

10. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per evitare un ulteriore aumento delle persone in situazione irregolare?

Stellungnahme des Bundesrates

La richiesta degli autori esige un'analisi approfondita dei costi e del numero dei "sans-papiers" in Svizzera e andrebbe oltre il quadro della presente risposta. Inoltre, siccome numerose domande riguardano esclusivamente la sfera di competenza dei cantoni, il Consiglio federale non può esprimersi in merito.

Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la presenza di sans papier in Svizzera rappresenti un problema effettivo e sollevi diverse questioni. La situazione è aggravata in particolare dalla domanda di cosiddetti lavoratori a buon mercato, poiché l'esperienza dimostra che le persone in situazione irregolare sono disposte ad accettare condizioni d'assunzione che non corrispondono a quelle usuali nel luogo e nel settore. In passato sono state adottate diverse misure, in particolare nella legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) e nella legge federale contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41), tese a combattere questa situazione (cfr. risposta alle domande 9/10). Le discussioni ricorrenti sulla presenza e la regolarizzazione dei "sans-papiers", che si riflettono anche in numerosi interventi parlamentari, dimostrano l'eventuale necessità di intervento. Per quanto concerne la formazione professionale dei giovani e l'assistenza sanitaria dei "sans-papiers" sono in corso o sono previsti ulteriori accertamenti (cfr. risposta alle domande 4/5).

Le osservazioni seguenti si limitano alle questioni di competenza della Confederazione: Trattandosi prevalentemente di persone in situazione irregolare (i cosiddetti "sans-papiers"), per forza di cose non sono disponibili cifre precise in relazione a numero, costi, eccetera dei "sans-papiers" in Svizzera.

1. Secondo uno studio dell'Ufficio federale della migrazione del 24 febbraio 2005 sui "sans-papiers", ideato e valutato dall'istituto di ricerca gfs.bern, in Svizzera soggiornano illegalmente circa 90 000 persone. Stando a tale studio circa 20 000 sans papier vivono nel cantone di Zurigo, 12 000-15 000 soggiornano nel cantone di Vaud e 8000-12 000 clandestini nel cantone di Ginevra. Non è escluso che tali cifre siano nel frattempo aumentate.

2./3. Contrariamente a quanto sostengono gli autori dell'interpellanza, nel cantone di Ginevra non vi sono né elenchi di nomi di "sans-papiers" né casse di soccorso per tali persone. Anche in altri cantoni non esistono liste o casse di soccorso di questo tipo. Il soggiorno illegale non è promosso né dalle autorità cantonali né da quelle federali.

4./5. Gli stranieri devono lasciare la Svizzera se non possiedono la necessaria autorizzazione. I cantoni sono obbligati a eseguire la LStr. In via eccezionale possono rilasciare un permesso di dimora a stranieri in situazione irregolare per evitare casi di rigore personale grave. Ciononostante, analogamente a quanto succede in tutti gli altri Paesi europei, non è possibile evitare che in Svizzera soggiornino stranieri sprovvisti delle necessarie autorizzazioni. Anche gli stranieri in situazione irregolare beneficiano di determinati diritti sanciti dalla Costituzione. Per questo motivo i loro figli devono essere ammessi alla scuola dell'obbligo e gli stranieri devono avere la possibilità - indipendentemente dal loro statuto di soggiorno e in base alla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) di stipulare un'assicurazione malattia (mozione Kuprecht 10.3203, Soppressione dell'obbligo di affiliazione all'assicurazione di base LAMal per i "sans-papiers"; postulato Heim 09.3484, Sans papiers. Assicurazione malattie e accesso all'assistenza sanitaria; interpellanza Heim 09.4122, Dignità umana dei "sans-papiers"). Inoltre, in futuro i giovani sans papier potranno, a determinate condizioni, accedere a un apprendistato (mozione Barthassat 08.3616, Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato).

6.-8. Non è possibile dimostrare l'onere amministrativo sostenuto per questo gruppo di persone. Non è nemmeno possibile quantificare i costi per l'economia. Il rilevamento di tali comporterebbe un onere amministrativo notevole.

9./10. Negli ultimi anni il Consiglio federale e il Parlamento federale hanno dedicato particolare attenzione al tema delle persone in situazione irregolare. I cantoni allontanano ed espellono gli stranieri in situazione irregolare fondandosi sulla LStr. Secondo l'articolo 91 capoverso 1 LStr, prima che lo straniero assuma un impiego, il datore di lavoro, esaminandone la carta di soggiorno o informandosi presso le autorità competenti, deve accertarsi che l'interessato è autorizzato a esercitare un'attività lucrativa in Svizzera. Gli articoli 115 seguenti LStr prevedono disposizioni penali e misure amministrative in caso di violazione dell'obbligo di diligenza. Secondo l'articolo 117 LStr, chiunque impiega stranieri non autorizzati a esercitare un'attività lucrativa è punito con una pena pecuniaria o, in casi gravi, con una pena detentiva fino a tre anni. Spetta tuttavia ai cantoni attuare tali sanzioni. Il Consiglio federale è consapevole che vi sono datori di lavoro che permettono a persone in situazione irregolare di esercitare un'attività lucrativa. Questa situazione deve essere contrastata in maniera rigorosa, servendosi delle possibilità legali offerte dalla LStr e la LLN. I problemi d'esecuzione esistenti nell'accertamento dell'identità degli interessati e in occasione dei rinvii coatti sono affrontati in particolare mediante accordi di riammissione e convenzioni amministrative. L'Ufficio federale della migrazione assiste i cantoni nell'acquisizione dei documenti d'identità e nell'organizzazione della partenza delle persone allontanate.

Risposta del Consiglio federale.

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