11.3654 · Mozione · 2011-06-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento le seguenti modifiche della legge federale sull'energia nucleare:
1. Nel caso di centrali nucleari che superano il quarantesimo anno d'esercizio, le licenze d'esercizio esistenti devono essere sottoposte ogni dieci anni all'Assemblea federale affinché essa decida in merito ad un eventuale prolungamento della durata d'esercizio.
2. La decisione dell'Assemblea federale sottosta al referendum facoltativo. Non esiste alcun diritto al prolungamento di una licenza d'esercizio.
3. In un rapporto, le autorità di vigilanza illustrano i rischi degli impianti e indicano gli investimenti e i vincoli connessi alla continuazione dell'esercizio delle centrali. Per analogia, alla procedura sono applicabili anche gli articoli 42-48 della LENu.
4. Questa nuova regolamentazione entra immediatamente in vigore per le centrali nucleari esistenti.
Begründung
Oggi, le centrali nucleari esistenti in Svizzera dispongono di una licenza d'esercizio di durata illimitata. Le autorità di vigilanza effettuano controlli regolari e, se riscontrano delle lacune nella sicurezza, possono esigere la realizzazione di migliorie e, per ultimo, chiedere al Consiglio federale di ritirare la licenza d'esercizio alla centrale in questione. La fissazione della durata d'esercizio delle centrali nucleari è, pertanto, una decisione di tipo puramente tecnico.
L'autore della mozione è dell'opinione che l'esercizio delle centrali nucleari è, invece, una decisione esclusivamente politica, che non può essere presa unicamente dalle autorità di vigilanza, ma in cui devono intervenire anche i responsabili politici, il Parlamento e, in ultima istanza, il popolo. Per questo motivo, a conclusione del termine d'esercizio di 40 anni concesso al momento della costruzione delle centrali nucleari, il Parlamento deve decidere in merito alla continuazione dell'esercizio delle centrali. Per gli impianti attualmente in servizio e in vista di un prolungamento del loro ciclo di vita di ulteriori dieci anni, le licenze d'esercizio dovrebbero quindi essere sottoposte al Parlamento, immediatamente per quanto concerne Beznau I e II, nel 2012 per Mühleberg, nel 2019 per Gösgen e nel 2024 per Leibstadt.
Questa procedura deve essere applicata indipendentemente da un'eventuale decisione a favore dell'abbandono dell'energia nucleare, poiché è funzionale al consenso politico per l'esercizio delle centrali in servizio. Le questioni relative alle vie di ricorso, alla responsabilità, alle indennità e ai fondi di disattivazione e di smaltimento sollevate dalla nuova regolamentazione devono essere disciplinate a livello di legge o di ordinanza.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo la legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), la sicurezza è il criterio fondamentale per l'esercizio o la messa fuori esercizio delle centrali nucleari. Si garantisce così che, qualora non soddisfi più determinate esigenze rilevanti per la sicurezza,
una centrale nucleare esistente possa essere messa fuori servizio in qualunque momento. Tali esigenze e il loro rispetto sono oggetto di controlli regolari: le oltre 400 ispezioni che l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) effettua annualmente negli impianti e le verifiche complete della sicurezza cui vengono sottoposte le centrali ogni dieci anni. Dopo 40 anni dalla messa in esercizio e, successivamente, ogni dieci anni si procede anche a un'approfondita verifica dei processi d'invecchiamento.
Una decisione politica quanto alla messa fuori esercizio delle centrali che non tenga conto del loro livello di sicurezza potrebbe porre problemi di diritto costituzionale per quanto riguarda la libertà economica e la garanzia della proprietà. Una messa fuori esercizio motivata da considerazioni politiche, anche se fondata su nuova base giuridica, potrebbe inoltre causare delle conseguenze in materia di indennità alla Confederazione.
Qualora l'Assemblea federale decidesse in merito alla proroga dell'autorizzazione di esercizio o rimettesse tale decisione all'esito di un referendum facoltativo, le possibilità di ricorso verrebbero meno. Gli interessati non potrebbero più difendere i loro interessi ricorrendo presso il Tribunale amministrativo federale e il Tribunale federale. Ciò significherebbe una violazione della garanzia della via giudiziaria sancita all'articolo 29a della Costituzione federale.
L'ammontare dei contributi da versare al fondo di disattivazione e al fondo di smaltimento viene calcolato sulla base di una durata d'esercizio delle centrali di 50 anni. In caso di una modifica a breve termine della durata d'esercizio, le risorse finanziarie dei fondi non garantirebbero più la copertura dei costi di disattivazione e di smaltimento e i contributi dovrebbero essere aumentati rapidamente e in modo significativo.
Le autorità di vigilanza sono già tenute a informare regolarmente l'opinione pubblica sullo stato degli impianti nucleari svizzeri. Esse devono anche comunicare alla popolazione eventi particolari. Tuttavia, talvolta l'accesso ai documenti relativi alla sicurezza delle centrali nucleari è vincolato a una necessità di tutela della segretezza dovuta, da una parte, a motivi di sicurezza e di protezione contro eventuali sabotaggi e, dall'altra, a ragioni di tutela dei segreti d'impresa delle società che gestiscono gli impianti. Non tutti questi documenti, pertanto, possono essere resi pubblici.
Per questi motivi il Consiglio federale decide di mantenere la regolamentazione vigente in cui la sicurezza d'esercizio delle centrali ha una posizione di primo piano.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.