11.3764 · Interpellanza · 2011-09-12
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Le ambasciate e le rappresentanze abilitate a rilasciare visti per i turisti non riescono a far fronte alla domanda crescente. Il problema appare oggi particolarmente pronunciato in Asia. Il disbrigo delle richieste di rilascio avanza a rilento. I tempi di attesa conducono de facto a una limitazione del numero di visti rilasciati giornalmente; questo scoraggia i numerosi operatori turistici che organizzano viaggi in gruppo e s'incaricano di richiedere contemporaneamente molteplici visti. Se venisse esclusa dall'offerta degli operatori turistici, la Svizzera rischierebbe di alienarsi una nuova categoria di turisti sempre più importante, proveniente segnatamente dalla nuova classe media dei Paesi emergenti.
Vista l'attuale forza del franco, occorre assolutamente eliminare tutti gli oneri amministrativi nel settore del turismo. Il Consiglio federale prevede di aumentare il proprio sostegno finanziario a Svizzera Turismo; sarebbe inoltre opportuno se, parallelamente, le risorse umane nelle ambasciate venissero messe in condizione di far fronte alla forte domanda di visti. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Che cosa ha intrapreso sinora nelle sue rappresentanze per risolvere il problema della lentezza e dei contingenti nell'ambito della concessione dei visti ai turisti?
2. Il Consiglio federale ritiene sia necessario migliorare la ripartizione delle risorse per quanto concerne il personale diplomatico?
3. Il Consiglio federale ritiene sia necessario coordinare il sostegno finanziario a Svizzera Turismo con i mezzi che dovrebbero consentire di far fronte alla richiesta di visti?
Stellungnahme des Bundesrates
Da diversi mesi il Consiglio federale ha notato un significativo aumento delle richieste di visto dovuto a una mobilità internazionale in continua crescita. La ripresa economica nei Paesi emergenti, in particolare in Cina, India, Russia e negli Stati del Golfo, ha comportato un aumento dei viaggi verso l'Europa sia per affari sia per turismo. La Primavera araba e le catastrofi naturali in Australia e in Giappone, rendendo temporaneamente inaccessibili alcune regioni tradizionalmente importanti per il turismo, hanno accentuato ancora di più questa tendenza. Tali circostanze e la necessità di mantenere un'elevata qualità dei servizi offerti hanno condotto i Dipartimenti interessati (DFAE, DFGP, DFE) a formulare alcune riflessioni particolari e ad adottare vari provvedimenti, descritti in dettaglio nelle risposte che seguono.
1. Presso alcune rappresentanze si è già provveduto o si provvederà a breve a un potenziamento dell'organico, cominciando innanzitutto con l'assumere altro personale locale o persone di accompagnamento (coniugi del personale svizzero trasferibile). La situazione dovrà essere verificata a intervalli regolari, al fine di garantire un impiego mirato delle risorse disponibili.
Inoltre, il DFGP e il DFAE hanno deciso d'intesa di estendere le competenze del personale locale avente la cittadinanza di un Paese dell'area Schengen, concedendogli facoltà decisionale nelle procedure riguardanti i visti. Tali competenze sono tuttavia concesse solo sulla base di criteri molto rigidi e uniformi e monitorate dalla Centrale del DFAE.
Sono state inoltre introdotte misure volte a razionalizzare i controlli senza nuocere alla qualità dei servizi offerti. Tali provvedimenti, sgravando da alcune incombenze il personale trasferibile svizzero, permettono di concentrarsi sul trattamento delle richieste e sulla gestione organizzativa del consolato.
Nella stessa ottica sono stati introdotti strumenti che permettono di delegare alcune procedure amministrative a fornitori di prestazioni esterni (outsourcing) che, in virtù di una convenzione, gestiscono gli appuntamenti con i richiedenti, forniscono informazioni generali e ricevono le richieste di visto per le circa venti rappresentanze più oberate. Per tali servizi i fornitori esterni richiedono un emolumento che aggiungono al costo del visto per la Svizzera. Non è dunque necessario alcun finanziamento aggiuntivo.
Gli organi responsabili del DFAE (Direzione delle risorse, Direzione consolare), del DFGP (Ufficio federale della migrazione) e del DFE (seco) hanno riconosciuto la necessità di una stretta collaborazione e si incontrano regolarmente, in parte anche con Svizzera Turismo e con operatori turistici esteri (agenzie di viaggi, società di trasporti del settore turistico, tour operator, ecc.), per pianificare di comune accordo l'impiego dei mezzi a disposizione.
Altri provvedimenti in materia di visti verranno decisi alla luce dei risultati della strategia di ottimizzazione della rete esterna messa in atto nell'ambito della verifica dei compiti della Confederazione.
2. Il rilascio dei visti è solo uno dei tanti compiti consolari svolti dalle rappresentanze svizzere all'estero. Le ambasciate sono state invitate a utilizzare un sistema di rotazione del personale, affinché tutto il personale consolare trasferibile possieda un adeguato livello di competenze e di formazione e sia quindi in grado di subentrare in qualsiasi momento nella procedura di rilascio dei visti.
A livello operativo il DFAE e il DFGP organizzano regolarmente moduli di formazione comuni. Almeno quattro volte all'anno si tengono inoltre incontri di lavoro a livello consolare che permettono uno scambio tra le rappresentanze delle regioni interessate e gli organi competenti di amministrazione federale e cantoni.
Tali misure sono volte ad assicurare un'organizzazione efficiente dell'impiego e del trasferimento del personale consolare, tenendo conto per quanto possibile sia delle oscillazioni stagionali sia dell'andamento dei visti.
Il Consiglio federale è del parere che siano stati messi a punto strumenti efficaci e che siano state prese le necessarie misure per garantire un impiego ottimale del personale consolare. Ritiene inoltre non giustificato l'impiego in questo settore di personale diplomatico, al quale competono altri specifici compiti e qualifiche, ad eccezione della responsabilità generica assunta dal/dalla capomissione.
3. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante.
Il crescente impegno di Svizzera Turismo e dell'OSEC nei grandi Paesi emergenti pone la Svizzera di fronte a un'importante sfida nella gestione dei flussi di visitatori, non solo per quanto riguarda l'aumento delle richieste di visto, ma anche nell'ottica delle specificità socioculturali dei potenziali clienti.
Benché le misure sopra descritte favoriscano la razionalizzazione delle procedure e un impiego più efficiente dei mezzi a disposizione, da sole non sono sufficienti ad affrontare il costante aumento delle richieste di visti.
Il sostegno messo a disposizione di Svizzera Turismo nell'ambito delle misure volte ad attenuare gli effetti del franco forte ha lo scopo di stimolare la domanda di soggiorni in Svizzera. Come conseguenza il Consiglio federale attende dunque un aumento delle richieste di visti dai Paesi oggetto di tali misure. Tale aumento bilancia tuttavia la riduzione della domanda dovuta alla forza del franco. Al momento non è inoltre possibile stabilire in che modo una normalizzazione della situazione nei Paesi menzionati all'inizio (Giappone, Australia, Paesi arabi) e l'evoluzione dell'economia mondiale incideranno sulla domanda di soggiorni in Svizzera. Una connessione tra il maggiore impegno di Svizzera Turismo e la possibilità di trattare le richieste di visto in modo più efficiente, tenendo quindi anche conto del fabbisogno di risorse di DFAE e DFGP nel settore dei visti (personale e infrastrutture), presuppone una concertazione adeguata a tale riguardo.
Un sostegno in questo senso sarà ancora più importante dal momento che l'introduzione scaglionata del visto biometrico a partire da ottobre 2011 comporterà per ciascuna richiesta un tempo di elaborazione di cinque minuti superiore rispetto all'attuale.
Risposta del Consiglio federale.