Strategia e misure per meglio incentivare la ricerca nel campo delle scienze sociali e umane
12.3518 · Postulato · 2012-06-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La ricerca svizzera nelle scienze umane e sociali deve diventare più competitiva. Il Consiglio federale è invitato a fare il punto della situazione, definire una strategia e proporre misure concrete per meglio incentivare la ricerca nelle scienze umanistiche in vista del trasferimento del settore educazione, ricerca e innovazione ERI al Dipartimento federale dell'economia e della conseguente istituzione della nuova Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione.
Begründung
La ricerca svizzera ha molto successo in numerosi settori scientifici, ma troppo poco in campo umanistico. Così, nel 2011, delle 44 borse di studio assegnate in Svizzera dal prestigioso Consiglio europeo della ricerca, soltanto tre sono state appannaggio delle scienze sociali e umane. La quota è nettamente inferiore alla percentuale di studenti in scienze umanistiche iscritti alle nostre scuole universitarie (30 000 su un totale di 200 000). Le nostre scuole universitarie fanno dunque un eccellente lavoro di formazione, ma mancano del sostegno necessario per migliorare il ritorno d'investimento rappresentato dalle prestazioni di ricerca.
Il Consiglio federale è invitato a definire una strategia per meglio incentivare la ricerca nelle scienze sociali e umane. Una strategia tanto più importante, se si considera che la nuova Segreteria di Stato, in seno al Dipartimento federale dell'economia, dovrà concretizzare la volontà politica di salvaguardare il profilo differenziato del polo scientifico svizzero. L'esecutivo è dunque invitato a proporre misure concrete e a fornire indicazioni:
1. sulla massa critica e sul rapporto numerico fra docenti e studenti;
2. sul finanziamento, dal 2017, delle infrastrutture di ricerca per le scienze sociali e le grandi rilevazioni;
3. sulla road map per digitalizzare i dati delle scienze umanistiche e garantire la partecipazione della Svizzera al progetto europeo Dariah dal 2017.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel quadro della riorganizzazione dei dipartimenti varata il 29 giugno 2011, il Consiglio federale ha deciso di subordinare tutto il settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione al DFE (che assumerà la nuova denominazione di Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca DEFR). La ristrutturazione avrà effetto dal 1° gennaio 2013. Alla stessa data l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia UFFT e la Segreteria di Stato dell'educazione e della ricerca SER saranno fusi nella costituenda Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione SEFRI. La riorganizzazione dei dipartimenti non ha alcuna incidenza sulla promozione delle scienze umane e sociali, che continueranno ad essere sostenute dai competenti organi di ricerca conformemente alla legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione LPRI.
A livello europeo, nel settore delle scienze umane e sociali negli anni 2007-2011 la quota di successo (cioè il rapporto tra progetti finanziati e progetti proposti) dei progetti presentati ai concorsi per nuove leve (Starting Grants) e ricercatori già affermati (Advanced Grants) del Consiglio europeo della ricerca è stata del 12,5 rispettivamente 9,2 per cento. Con quote del 7,1 rispettivamente 8,0 per cento la Svizzera non si discosta dalla media europea. Sui singoli provvedimenti richiesti dal postulato, la posizione del Consiglio federale è la seguente:
Tasso di inquadramento (rapporto numerico fra docenti e studenti): nel periodo ERI 2008-2011, le scuole universitarie, conformemente a una disposizione cogente della Confederazione, hanno destinato all'innalzamento del tasso di inquadramento il 75 per cento degli aumenti del sussidio di base accumulati dal 2006: la maggior parte della somma è andata alle scienze umane e sociali, che, nonostante un nuovo, leggero aumento degli studenti, sono riuscite a migliorare il rapporto numerico tra professori e studenti, che è ora di 1 a 51 (2006: 1 a 57). Se poi si considera tutto il personale accademico, cioè anche gli assistenti, i collaboratori scientifici e il rimanente personale docente, il rapporto docenti/studenti è di 1 a 9 (2006: 1 a 11). Le scuole universitarie proseguiranno con i provvedimenti per innalzare il tasso di inquadramento (p. es. introducendo/continuando ad impiegare categorie di personale attive soprattutto nell'insegnamento) anche nel periodo ERI 2013-2016. Inoltre, dal 2013 il FNS destinerà i mezzi che si libereranno con la conclusione del programma per dottorandi ProDoc alla promozione dei dottorandi nel quadro della promozione generale dell'attività progettuale, completata da uno strumento specifico per la promozione dei dottorandi in scienze umane e sociali.
Infrastrutture di ricerca: come già esposto nel parere sulla mozione Rossini (12.3217), con la road map svizzera per le infrastrutture di ricerca, il Consiglio federale ha creato uno strumento di armonizzazione e pianificazione funzionale al bisogno. Le infrastrutture per le scienze umane e sociali non fanno eccezione e saranno dunque anch'esse periodicamente sondate, valutate e classificate secondo la priorità nel contesto di consultazioni a larga partecipazione nella prospettiva di un'eventuale proposta di finanziamento nel quadro del messaggio ERI 2017-2020. In virtù della prima road map per le infrastrutture di ricerca, per il periodo ERI 2013-2016 è previsto che
- la Confederazione continui a finanziare con un sussidio di base, in virtù dell'articolo 16 LPRI, il Centro di competenza svizzero per le scienze sociali FORS e il FNS sovvenzioni i progetti per infrastrutture specifiche;
- nel quadro del sussidio federale all'Accademia svizzera di scienze umane e sociali sia finanziato un progetto pilota per infrastrutture digitali nel settore delle scienze umane. A livello europeo sono attualmente in corso i lavori preliminari per l'allestimento dell'infrastruttura di ricerca digitale per le arti e le scienze umane Dariah ("Digital Research Infrastructure for the Arts and Humanities") sotto la forma giuridica di un consorzio per un'infrastruttura europea di ricerca ("European Research Infrastructure Consortium", ERIC). Per il momento la Svizzera non può ancora partecipare ufficialmente a un ERIC. Le modalità di partecipazione potranno essere stabilite soltanto nel quadro dei negoziati per l'associazione del nostro Paese al programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione per gli anni 2014-2020 (Horizon 2020). Come singoli enti, le istituzioni svizzere interessate possono tuttavia partecipare già oggi alle attività di Dariah.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.