12.4048 · Postulato · 2012-12-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Con il seguente postulato si chiedeal Consiglio federale di valutare la sottoscrizione con l'Italia di un sistema d'imposizione dei frontalieri che preveda l'assoggettamento fiscale di questi ultimi alle aliquote italiane (notoriamente ben più elevate di quelle elvetiche). La Svizzera, incaricata del prelievo fiscale, tratterrebbe l'intera quota dell'attuale imposta alla fonte (quindi senza ristorno del 38,8 per cento). La differenza verrebbe ristornata all'Italia.
In questo modo entrambi gli Stati coinvolti vedrebbero aumentare il gettito fiscale pagato dai frontalieri. Questi ultimi sarebbero, di conseguenza, sottoposti ad una pressione fiscale maggiore. Non potrebbero più, per tale motivo, accettare stipendi improponibili per i residenti, come invece accade ora.
La nociva e deplorevole pratica della sostituzione di lavoratori residenti con frontalieri pagati meno, anche molto meno, ne risulterebbe pertanto ostacolata, a tutto vantaggio dell'occupazione e della pace sociale.
Begründung
La fiscalità dei frontalieri italiani è un tema di grande importanza in particolare per il Ticino. Da un lato infatti, visto l'aumento sconsiderato del numero dei frontalieri attivi sul territorio cantonale, il "quantum" del prelievo fiscale, come pure del ristorno all'Italia si fa sempre più importante. Si ricorda che la quota di ristorno è stata fissata ad un insostenibile tasso del 38,8 per cento negli anni Settanta in base a presupposti che oggi non sono più dati.
D'altro canto la presenza di 55 000 frontalieri attivi su territorio ticinese genera fenomeni di dumping salariale e di sostituzione dei lavoratori residenti con frontalieri pagati meno: contro questo deplorevole fenomeno ed i danni economici e sociali che esso comporta, occorre intervenire con ogni mezzo a disposizione. Si pone inoltre un problema di equità di trattamento non solo tra residenti e frontalieri, ma anche tra frontalieri: infatti l'assoggettazione in Svizzera tramite imposta alla fonte vale solo per quei frontalieri che risiedono nella cosiddetta zona di confine (20 chilometri dal confine) mentre quelli che provengono da più lontano sono imposti dal fisco italiano.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 29 agosto 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di condurre con l'Italia i negoziati su questioni fiscali e finanziarie. La tassazione dei lavoratori frontalieri è uno dei temi contenuti nel pacchetto delle trattative. I negoziati con l'Italia sono condotti nell'ambito di questo mandato e non è quindi auspicabile definire ulteriori parametri nella questione dei lavoratori frontalieri. Il Consiglio federale è consapevole che i negoziati in materia di imposizione dei lavoratori frontalieri toccano una serie di problematiche di natura fiscale, economica, politica e sociale. Attualmente le delegazioni svizzera e italiana stanno valutando diverse soluzioni compatibili con le rivendicazioni svizzere - sollevate, tra l'altro, dai cantoni che aderiscono all'accordo sui frontalieri del 1974 - e consone a salvaguardare le buone relazioni economiche tra i due Paesi. Un assoggettamento secondo le aliquote italiane non è auspicabile, in quanto costringerebbe le autorità fiscali cantonali ad applicare un sistema fiscale estraneo alla prassi svizzera (ad es. in materia di base imponibile e di aliquote progressive), generando notevoli costi supplementari.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.