12.4054 · Interpellanza · 2012-12-04
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Stando a un'analisi dell'Organo consultivo sui cambiamenti climatici (OcCC), con la revisione della legge sul CO2 la Svizzera ha compiuto un primo passo nella giusta direzione. Tuttavia, non vi sono ancora tutti i requisiti per poter intraprendere una via sostenibile a lungo termine, e vi sono punti incompatibili con l'obiettivo globale di protezione che prevede di contenere il riscaldamento entro un limite massimo di 2°C. Sempre secondo lo studio dell'OcCC, sono necessarie riduzioni di entità ben superiori. A medio termine, ovvero entro il 2050, le emissioni devono diminuire nell'ordine di grandezza dell'80-95 per cento (rispetto al 1990) e a lungo termine, ovvero attorno alla fine del XXI° secolo, devono tendere allo zero, anche su scala globale. Affinché tale obiettivo possa essere raggiunto, sono necessari strumenti di economia di mercato, diverse regolamentazioni e, soprattutto, la promozione di nuove tecnologie. Secondo l'OcCC, la Svizzera dispone di un potenziale tecnico e finanziario per poter condurre una politica climatica ambiziosa, senza alcuna perdita di benessere.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica, in generale, l'analisi dell'OcCC?
2. Condivide le conclusioni dello studio dell'OcCC?
3. Come giudica, in generale, le misure proposte?
4. Come giudica la proposta di una politica climatica "autonoma" in Svizzera?
5. Quali conclusioni si possono trarre dall'analisi dell'OcCC?
6. È necessario un adeguamento degli obiettivi climatici della Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
1.-3. In generale, il Consiglio federale ritiene che la legislazione svizzera sul clima in vigore dal 1° gennaio 2013 sia ampiamente coerente con le raccomandazioni pubblicate dall'Organo consultivo sui cambiamenti climatici (OcCC).La revisione della legge sul CO2, ad esempio, prevede in Svizzera una riduzione entro il 2020 di almeno il 20 per cento delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 e, oltre a una combinazione di strumenti di economia di mercato, prescrizioni e misure di promozione, contempla anche l'adattamento ai cambiamenti climatici. Inoltre, il Parlamento ha delegato al Consiglio federale la competenza di aumentare l'obiettivo di riduzione al 40 per cento, in linea con gli accordi internazionali.
Il 2020 costituisce il punto di arrivo della prima tappa. Come già illustrato nel messaggio concernente la politica climatica della Svizzera dopo il 2012 (FF 2009 6467) e nella strategia per uno sviluppo sostenibile 2012-2015, il Consiglio federale persegue una politica climatica a lungo termine, continuativa e basata su risultati scientifici. Entro la fine del secolo le emissioni di gas serra devono essere ridotte, globalmente, a 1-1,5 tonnellate pro capite. A tempo debito, il Consiglio federale sottoporrà all'Assemblea federale delle proposte per definire le basi della politica climatica per il periodo dopo il 2020.
4. Il nostro Paese da solo non può arrestare il riscaldamento globale. È pertanto imprescindibile che tutti i Paesi contribuiscano a trovare una soluzione a questo problema e che la Svizzera mantenga gli impegni assunti, sia a livello nazionale che internazionale. A tal fine continuerà ad adoperarsi affinché si giunga a un trattato sulla protezione del clima vincolante a livello globale.
Il Consiglio federale è convinto che la politica climatica nazionale, con i suoi obiettivi e la sua attuazione, a medio termine rappresenti una sfida economica e sociale non indifferente. Si tratta di una sfida che offre tuttavia anche grandi opportunità in vista dello sviluppo sostenibile del nostro Paese. Ad esempio, una politica climatica ambiziosa crea incentivi per l'utilizzo efficiente dell'energia (fossile) e per ridurre la dipendenza dall'estero. Può inoltre contribuire al rafforzamento del settore delle innovazioni e delle tecnologie (ad es. nell'ambito delle tecnologie pulite) e, di conseguenza, della competitività della Svizzera.
5./6. Dalle analisi dell'OcCC risulta che la politica climatica svizzera è sulla buona strada, ma ancora ben lontana dall'obiettivo. È indispensabile una strategia a lungo termine che garantisca uno stretto legame tra la politica climatica e la politica energetica ed economica.
A fine 2012, in occasione dei negoziati sul clima a Doha, la delegazione svizzera ha annunciato che il nostro Paese sarebbe pronto a rafforzare il proprio impegno in materia di riduzione, ma soltanto a condizione che anche altri Paesi industrializzati si sottopongano a obblighi simili. Fintanto che ciò non avviene, la Svizzera manterrà l'obiettivo di una riduzione, entro il 2020, del 20 per cento rispetto al 1990, annunciato a livello internazionale.
Risposta del Consiglio federale.