12.504 · Iniziativa parlamentare · 2012-12-14
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:
La Costituzione federale è modificata come segue:
Art. 61 Protezione civile
...
Cpv. 2
La Confederazione emana prescrizioni sull'impiego della protezione civile in caso di catastrofi e in situazioni di emergenza. Le costruzioni che, su domanda dei proprietari, sono messe a disposizione della protezione civile quali riserve d'emergenza da parte dei Cantoni o che vengono messe a disposizione come alloggi in occasione di grandi eventi nazionali sostenuti dalle Camere federali non rientrano nella limitazione di cui all'articolo 75b capoverso 1 della Costituzione.
Begründung
Le evacuazioni su larga scala sono rare ma non possono per questo essere escluse a priori. Il concetto profondamente radicato di protezione civile deriva dalla disponibilità, ampiamente sostenuta a livello politico, di adottare misure preventive adeguate volte a garantire la sopravvivenza della popolazione, in particolare in caso di gradi catastrofi naturali o causate dall'uomo.
In occasione del grande incendio divampato il 1° novembre 1986 nei magazzi della Sandoz a Schweizerhalle i responsabili della protezione civile dovettero prendere in considerazione l'evacuazione della popolazione delle aree circostanti. Passata la mezzanotte vennero azionate le sirene d'allarme e inizialmente emanato un divieto di uscire regionale valido per la città di Basilea con la raccomandazione di mantenere chiuse porte e finestre. Le 1350 tonnellate di prodotti chimici depositati nei magazzini riuscirono però a essere salvati dalle fiamme, limitando così anche il temporaneo inquinamento ambientale a 400 chilometri del Reno in cui si riversarono le acque utilizzate per domare le fiamme. Non così fortunati furono nel 1957 gli abitanti di Mayak, nell'ex Unione sovietica, dove dopo un incidente atomico classificato come grave secondo la scala internazionale degli eventi nucleari (INES) dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) circa 10 000 persone dovettero essere evacuate. A seguito dell'incidente di Cernobyl nel 1986 - con quello di Fukushima il più grave della storia, di livello 7 (incidente molto grave) - circa 350 000 persone dovettero essere trasferite. E nel caso di un'avaria del reattore veloce a plutonio di Creys-Malville, nel frattempo messo fuori servizio, diverse centinaia di migliaia di persone in Svizzera avrebbero dovuto essere allontanate in breve tempo. L'evacuazione di grandi città americane come New Orleans e New York a seguito di uragani mostra che anche eventi naturali quali terremoti e cadute di massi possono richiedere evacuazioni che, con adeguate misure preventive, consentono di arginare i danni in modo significativo e risultare meno gravose.
La presente iniziativa parte dalla constatazione che le regioni di montagna costituiscono zone di protezione naturali non solo durante i periodi di guerra, come dimostra il passato. Le costruzioni ubicate in queste zone - anche se in gran parte occupate solo poche settimane all'anno - sono tutte completamente equipaggiate e subito abitabili. Sono pertanto indicate quali riserve d'emergenza, ma possono essere sfruttate anche come alloggi di riserva in occasione di manifestazioni nazionali e internazionali. Le costruzioni idonee all'alloggio devono quindi essere escluse dalle disposizioni definite nell'articolo 75b capoverso 1 della costituzione se i loro proprietari sono disposti a metterli preventivamente a disposizione dei cantoni e a rinunciare contrattualmente al diritto dell'utilizzo prioritario nella misura in cui essi stessi e i loro familiari non sono interessanti dall'emergenza.