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13.3066 · Interpellanza · 2013-03-13

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L'articolo 46 capoverso 1 della legge federale sulla circolazione stradale impone ai ciclisti di "circolare sulle ciclopiste e sulle corsie loro riservate". Le biciclette da corsa non fanno eccezione e sono pertanto tenute a utilizzare, conformemente all'articolo 46, le piste ciclabili esistenti, ovvero è loro vietato circolare sulle strade normali fintanto che è disponibile una ciclopista.

È un dato di fatto, però, che negli ultimi anni le piste ciclabili hanno visto un utilizzo sempre più vario: oggi vi si incontrano pedoni, famiglie in bici, pattini in linea, skateboard e diversi altri mezzi di trasporto non a motore alquanto originali. Ciò è sempre più spesso causa di contrasti, situazioni pericolose e collisioni. Inoltre, l'evoluzione tecnica ha per conseguenza che le biciclette da corsa superano spesso e volentieri i 40 chilometri all'ora. Centinaia di piste ciclabili sono infine talmente mal concepite da incrociare strade con diritto di precedenza, restringersi in corrispondenza di curve strette o terminare improvvisamente in incroci con scarsa visibilità. Ne consegue che sempre più biciclette da corsa circolano illegalmente sulla strada semplicemente perché più sicuro per i ciclisti stessi e per gli altri utenti delle piste ciclabili. Per queste ragioni, invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale è a conoscenza di tali problemi? In caso affermativo, quali misure prevede o ha già attuato per risolverli?

2. Sarebbe disposto a modificare l'articolo 46 capoverso 1 in modo tale che i ciclisti non debbano bensì possano utilizzare le piste e corsie ciclabili disponibili?

3. Come si potrebbe formulare una norma speciale che esenti le biciclette da corsa dall'obbligo di utilizzare le piste e corsie ciclabili?

4. Condivide l'opinione secondo cui una modifica in tale senso aumenterebbe la sicurezza stradale e ridurrebbe gli incidenti?

Stellungnahme des Bundesrates

Un percorso fisicamente separato dalla carreggiata può essere messo a disposizione dei ciclisti senza alcun impiego di segnaletica specifica oppure se accompagnato dal segnale "Ciclopista" o dal cartello complementare "Ciclisti" a integrazione del segnale "Strada pedonale".

L'utilizzo del percorso è obbligatorio solo nel primo caso, mentre negli altri due i ciclisti possono transitare anche sulla carreggiata. Nella situazione concreta, la scelta della variante adeguata, tra quelle proposte dalle disposizioni legali federali, spetta all'autorità esecutiva.

1. Il Consiglio federale ritiene che il diritto federale soddisfi ampiamente le esigenze dei ciclisti; si adopera tuttavia per continuare a migliorarne le condizioni generali. Ad esempio, nel 2008 è stata realizzata una guida per la pianificazione di percorsi ciclabili, la quale contiene indicazioni per un loro impiego sensato e sicuro. Inoltre, l'Associazione dei professionisti della strada e dei trasporti sta studiando un sistema per migliorare la gestione del traffico ciclistico.

2. Come spiegato precedentemente, esiste già oggi la possibilità di non imporre l'obbligo di utilizzo mediante opportuna segnalazione. Poiché in determinate situazioni vi è la necessità giustificata di far transitare le biciclette sull'apposita infrastruttura invece che sulla carreggiata, il Consiglio federale ritiene non adeguata la modifica proposta. Va inoltre sottolineato che anche il diritto internazionale in presenza del segnale "Ciclopista" prevede l'obbligo di utilizzo.

3. Effettuare una delimitazione precisa tra le biciclette da corsa e le altre bici è alquanto difficile. Il Consiglio federale non vede pertanto alcuna possibilità di introdurre una normativa speciale al riguardo, che, tra l'altro, non sarebbe indicata per ragioni di parità di trattamento di tutti i ciclisti.

4. Il Consiglio federale è dell'avviso che l'attuale normativa, che consente di prescrivere un obbligo di utilizzo a seconda della situazione, tenga conto nel modo migliore della sicurezza stradale. Va inoltre considerato che, abrogando il suddetto obbligo, non si escluderebbero le ripercussioni negative sulla sicurezza stradale. A seconda della situazione, le probabilità e le conseguenze di incidenti su una pista ciclabile sono anche per le biciclette da corsa di molto inferiori che sulla carreggiata.

Risposta del Consiglio federale.