13.3718 · Postulato · 2013-09-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto in particolare sui rischi negativi esistenti e futuri per l'interesse pubblico legati al fenomeno "too big to fail" in Svizzera e sulle strategie per ridurli ulteriormente. L'interesse pubblico dovrà essere inteso in senso ampio, non dovrà limitarsi a criteri di economia politica, ma tenere conto tra l'altro delle ripercussioni sul processo politico e dell'indipendenza della politica.
Begründung
Con la legislazione in materia di "too big to fail" (modifica del 1° marzo 2012 della legge sulle banche) la Confederazione ha compiuto i primi importanti passi. Tuttavia, secondo gli esperti ciò non basta e ritengono che, in un mondo internazionale globalizzato, i piani d'emergenza previsti non possono essere applicati facilmente. In sostanza, i sistemi d'incentivazione finanziari che favoriscono gli eccessi degli istituti bancari esistono ancora. Sebbene i mercati finanziari siano attualmente relativamente calmi, in ragione delle enormi quantità di denaro a livello mondiale e dei potenziali problemi di diverse banche e nazioni, la prudenza è d'obbligo.
In occasione della presentazione della scorsa primavera del suo rapporto annuale 2012, la FINMA aveva dichiarato di aver constatato, per il 2012, una riduzione dei rischi sistemici e delle complessità. Alla domanda se questa riduzione fosse sufficiente, aveva tuttavia risposto con un "probabilmente no", spiegando che erano necessari ulteriori provvedimenti.
Nel suo comunicato stampa del 7 agosto 2013, la FINMA scrive: "In mancanza di una minaccia di fallimento che si prospetti concretamente, in un sistema di economia di mercato viene meno la funzione centrale di disciplinamento."
La richiesta del presente postulato è formulata in modo aperto. Si tratta di ridurre il "too big" che comprende aspetti quantitativi e qualitativi. Il Consiglio federale deve essere libero di scegliere le misure che riterrà più opportune per raggiungere e valutare gli obiettivi. Un sistema bancario separato, la tassa sulle transazioni finanziarie, esigenze più elevate in materia di fondi propri, la conversione di obbligazioni in azioni (tramite la FINMA o clausole "bail-in") non sono che alcune delle possibilità per i casi di emergenza.
In un mondo altamente interconnesso si faranno presto sentire voci a sostegno del fatto che solo grazie a strategie di risanamento e liquidazione coordinate a livello internazionale si potrà risolvere il problema, per cui è bene aspettare. Per alcune misure questo è senz'altro corretto. È però anche importante che, nella misura in cui si tocca l'interesse pubblico, i responsabili politici agiscano in modo indipendente nel quadro del margine di manovra svizzero.
La relativa calma di questi giorni non dovrebbe farci rimanere inattivi, ma dovrebbe fornire l'occasione per guardare avanti e vedere cosa possiamo realmente attenderci.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Come giustamente rilevato dall'autore del postulato, con la legislazione in materia di "too big to fail" la Svizzera ha già compiuto passi importanti per rafforzare la stabilità dei mercati finanziari e ridurre i rischi dovuti alla dimensione e alla complessità delle banche di rilevanza sistemica. La relativa modifica della legge sulle banche (LBCR) è in vigore dal 1° marzo 2012. Questa base legale fornisce alla Svizzera un quadro giuridico prevedibile, che viene applicato in maniera coerente. Il nostro Paese ha quindi tratto rapidamente e concretamente i suoi insegnamenti dall'esperienza passata. La tutela e il consolidamento della stabilità dei mercati finanziari nonché la resistenza alle crisi delle banche di rilevanza sistemica in Svizzera, ma anche all'estero, sono compiti di cui le autorità competenti si occupano regolarmente.
Con la legislazione in materia di "too big to fail", la commissione di esperti, il Consiglio federale e il Parlamento si sono pronunciati a favore di un approccio completo basato su quattro pilastri (misure essenziali): fondi propri, liquidità, ripartizione dei rischi e struttura organizzativa. Rispetto alle altre banche, entro il 2018 le banche di rilevanza sistemica dovranno aver costituito fondi propri supplementari, soddisfare esigenze più severe in materia di liquidità e ripartire meglio i loro rischi. Inoltre dovranno organizzarsi in modo che anche in caso di rischio d'insolvenza le funzioni di rilevanza sistemica siano garantite per l'economia nazionale. Il piano di stabilizzazione e di liquidazione nonché l'allestimento del piano di emergenza sotto la vigilanza della FINMA procede gradualmente e secondo calendario. Questa regolamentazione svizzera completa sull'insolvenza delle banche raccoglie ampi consensi all'estero.
Come fa notare l'autore del postulato, il coordinamento internazionale in questo settore è fondamentale al fine di garantire la parità di condizioni (level playing field). Sebbene la Svizzera voglia, per quanto possibile, agire in modo autonomo, l'applicazione di vincoli regolatori deve seguire di pari passo lo sviluppo di standard rilevanti e riconosciuti a livello internazionale o le misure delle principali piazze finanziarie concorrenti.
Dal canto loro, le grandi banche svizzere hanno compiuto notevoli progressi nella riduzione delle loro poste rischio e nel rafforzamento della loro capacità di resistenza alle crisi. Dopo la crisi queste banche hanno quasi dimezzato la loro somma di bilancio. Per contro, negli altri Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Francia) gli istituti di rilevanza sistemica sono in parte diventati più grandi.
Il Consiglio federale e il Parlamento hanno già esaminato la problematica concernente la riduzione dei rischi "too big to fail" alla luce della legislazione in materia di "too big to fail" e adottato necessarie misure. In virtù dell'articolo 52 LBCR, al più tardi entro il mese di febbraio del 2015 il Consiglio federale dovrà esaminare una prima volta il pacchetto di misure paragonando la sua attuazione con quella delle norme internazionali corrispondenti e riferirne al Parlamento. Inoltre, il 9 settembre 2013 il governo è stato incaricato di sottoporre al Parlamento un rapporto sulle varie opzioni possibili per istituire in Svizzera un sistema bancario separato (postulato 11.4185). È previsto un esame completo del nostro pacchetto di misure "too big to fail". Nel quadro di questi lavori sarà possibile tenere conto delle richieste dell'autore del postulato, per cui non sembra necessario redigere un rapporto separato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.