13.4317 · Mozione · 2013-12-13
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la modifica dell'ordinanza del 20 novembre 1996 sull'imposizione degli oli minerali (OIOm; RS 641.611), approvata il 23 ottobre 2013, affinché:
a. il biogas utilizzato direttamente per produrre energia elettrica senza immissione in una rete di gas naturale non sia sottoposto all'OIOm e sia esentato dall'imposta;
b. le prescrizioni della Direzione generale delle dogane (DGD) siano separate da quelle dell'ordinanza del 7 dicembre 1998 sull'energia (OEn; RS 730.01) relative alla rimunerazione per l'immissione di energia a copertura dei costi (RIC).
Begründung
Con la modifica dell'ordinanza, il biogas è ora sottoposto all'imposta sugli oli minerali poiché, contrariamente all'Ufficio federale dell'energia (UFE), la DGD definisce come "carburante" il combustibile utilizzato per gli impianti di cogenerazione forza-calore con motori stazionari. Per ogni impianto si ha così bisogno di un'autorizzazione d'esercizio supplementare, oltre all'esenzione dall'imposta concessa dalla DGD. I circa 350 impianti di biogas (impianti di depurazione delle acque di scarico con codigestione anaerobica, unità agricole e regionali) sono nuovamente esentati dall'imposta, secondo la nuova ordinanza, se trattano, per ragioni economiche, i rifiuti e i concimi aziendali. Pertanto, l'autorizzazione supplementare non è solo inutile, ma genera anche delle spese finanziarie e in materia di personale supplementari (per la DGD e per i gestori degli impianti):
1. Gli impianti devono fornire la prova che trattano solo dei prodotti che figurano sulla lista positiva. Per gli altri substrati deve essere presentata una domanda nonché la prova dell'osservanza delle esigenze ecologiche e sociali.
2. Oltre alle spese amministrative, i gestori pagano delle tasse supplementari (autorizzazione per l'esercizio, richieste per nuovi prodotti).
3. La DGD deve recensire gli impianti, controllarli periodicamente e aggiornare l'apposito registro.
4. In caso di completamento o modifica della lista positiva, vi è il rischio che gli impianti siano assoggettati retroattivamente all'imposta sugli oli minerali e che perdano la RIC.
Inoltre, le materie prime di metanizzazione autorizzate sono già sufficientemente definite nel quadro delle seguenti disposizioni legali:
1. Lista positiva dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG)/Ufficio federale dell'ambiente (UFAM): elenco delle materie prime per gli impianti di compostaggio e metanizzazione.
2. Hoduflu: registrazione completa dei flussi di concimi.
3. Controlli cantonali nell'ambito dell'ordinanza tecnica del 10 dicembre 1990 sui rifiuti (OTR; RS 814.600).
4. Swissgrid: registrazione delle materie prime (notifiche annuali RIC).
5. Prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER): registrazione delle materie prime e dei prodotti finiti.
6. Ordinanza del 22 giugno 2005 sul traffico di rifiuti (OTRif; RS 814.610): registrazione dei rifiuti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo la legge federale del 21 giugno 1996 sull'imposizione degli oli minerali (LIOm; RS 641.61), tutte le merci impiegate come carburanti sottostanno all'imposta sugli oli minerali. Questo vale anche per il biogas utilizzato per il funzionamento di motori a combustione. In questo contesto è del tutto irrilevante che il carburante sia impiegato nel traffico stradale (p. es. in un veicolo) o destinato all'utilizzazione stazionaria (p. es. per la produzione di energia elettrica in impianti di cogenerazione forza-calore). In Svizzera, chi produce biogas come carburante necessita di un'autorizzazione quale stabilimento di fabbricazione rilasciata dalla DGD. Dall'entrata in vigore della modifica della LIOm del 1° luglio 2008, i carburanti biogeni sono esentati dall'imposta a condizione che soddisfino le esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale. Sia i produttori svizzeri sia gli importatori devono provare che i loro carburanti soddisfano le esigenze minime relative al bilancio ecologico globale positivo e alle condizioni di produzione socialmente accettabili.
Dall'entrata in vigore della LIOm nel 1997, per motivi economico-amministrativi la DGD rinuncia, nel caso di impianti di biogas per la produzione di energia elettrica, alla procedura di autorizzazione e alla riscossione dell'imposta sugli oli minerali. Visto l'aumento degli impianti e soprattutto la grande varietà di materie prime impiegate, negli ultimi anni la situazione di partenza per i produttori di biogas è profondamente cambiata. Inoltre, dal luglio 2008 i carburanti biogeni sono esentati dall'imposta sugli oli minerali solo se viene comprovata l'osservanza delle esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale. A seguito della non riscossione dell'imposta sugli oli minerali, nel caso di impianti di biogas per la produzione di energia elettrica finora l'obbligo della prova valeva, de facto, solo per i carburanti biogeni utilizzati nel traffico stradale. Questa disparità di trattamento ha generato incomprensioni tra gli operatori del settore e una certa distorsione della concorrenza.
Con la modifica dell'OIOm del 23 ottobre 2013, il Consiglio federale ha deciso di equiparare tutti i produttori che impiegano il biogas quale carburante. Di conseguenza, dal 1° gennaio 2014 i produttori di biogas per la produzione di energia elettrica ricevono l'autorizzazione come stabilimenti di fabbricazione ai sensi della legislazione sull'imposizione degli oli minerali. Inoltre il biogas impiegato a tale scopo può beneficiare delle stesse agevolazioni fiscali di quello impiegato nel traffico stradale, a condizione che siano rispettate le esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale. Inoltre, poiché anche la RIC prevede esigenze ecologiche minime, il Consiglio federale ha altresì deciso di unire i due sistemi (imposta sugli oli minerali e RIC). Con questo abbinamento valgono le stesse esigenze ecologiche minime per entrambi i sistemi e l'esecuzione di questi due strumenti di promozione viene così uniformata e semplificata. Pertanto i contributi RIC per gli impianti di biogas per la produzione di energia elettrica possono essere fatti valere solo se, per il biogas prodotto quale carburante, tali impianti hanno ricevuto dalla DGD la corrispondente agevolazione in materia di imposta sugli oli minerali.
La procedura di autorizzazione per gli stabilimenti di fabbricazione nonché la procedura per la concessione di un'agevolazione fiscale sono state stabilite in modo semplice ed efficiente. Questo consente di ridurre al minimo l'onere per le ditte e l'amministrazione. Le condizioni quadro chiaramente definite garantiscono che siano favoriti finanziariamente solo i carburanti che rispettano le esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale. A titolo di strumento di applicazione pratico, in collaborazione con gli operatori del settore e in base all'elenco delle materie prime per gli impianti di compostaggio e metanizzazione dell'UFAG è stata concepita una lista positiva della DGD che elenca tutte le sostanze non problematiche. Per tutelare la certezza del diritto, le eventuali modifiche apportate in questa lista sono valide solo dal momento della pubblicazione e quindi non hanno mai effetto retroattivo.
Il Consiglio federale è dell'avviso che l'onere amministrativo minimo è proporzionato al risultato ottenuto. Ne consegue che gli obiettivi politici vengono perseguiti in maniera coerente. Inoltre, il rilascio dell'autorizzazione e la concessione di eventuali agevolazioni fiscali a favore di impianti di biogas per la produzione di energia elettrica sono conformi al contesto politico attuale. La modifica dell'OIOm summenzionata considera la strategia sulla biomassa, che prevede l'utilizzo costante della biomassa secondo il principio a cascata. D'altro canto, essa considera anche l'iniziativa parlamentare della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (09.499 "Agrocarburanti. Tenere conto degli effetti indiretti"), che chiede l'inasprimento dei criteri esistenti per le agevolazioni fiscali nonché, all'occorrenza, persino un obbligo di autorizzazione relativo ai carburanti biogeni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.