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14.3454 · Interpellanza · 2014-06-17

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (sentenza 2A.667/2006 del 16 febbraio 2007, pubblicata in StRev. 12/2007; sentenza del 16 maggio 2011, pubblicata in StE 8-9/2011 B 23.45.2 n. 8), gli ammortamenti effettuati sugli immobili da reddito dalle agenzie immobiliari operanti a titolo professionale non sono più deducibili. Sinora non era chiaro che per lo stesso motivo si sarebbero rifiutati ammortamenti sugli immobili da reddito operati da persone giuridiche, benché lo si sarebbe potuto dedurre dalle motivazioni fornite dal Tribunale federale. Ciò che disturba è anzitutto il fatto che la motivazione del Tribunale federale non è di per sé affatto convincente, poiché con l'andar del tempo e con l'usura tutti gli immobili subiscono una svalutazione; e d'altra parte, anche nel caso delle imprese di persone occorre applicare un'ottica di continuità, la quale giustifica che si situi il fattore costi su un ciclo di vita adeguato.

In virtù degli articoli 28 capoverso 1 LIFD e 10 capoverso 1 lettera a LAID, gli ammortamenti sugli attivi giustificati dall'uso commerciale sono deducibili dal reddito imponibile da attività indipendente. L'articolo 190 della Costituzione dispone che le leggi federali e il diritto internazionale sono determinanti per il Tribunale federale e per le altre autorità incaricate dell'applicazione del diritto. A livello di esecuzione delle disposizioni legali occorre procedere a un chiarimento in tal senso. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

Il promemoria A1995 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni ammette gli ammortamenti sugli edifici abitativi di società immobiliari e così pure su edifici commerciali, amministrativi, grandi magazzini e cinematografi, anch'essi senz'altro idonei alla funzione di immobili da reddito. La giurisprudenza del Tribunale federale crea una disparità di trattamento tra persone fisiche e persone giuridiche. Come si giustifica questa disparità dal punto di vista tributario e dell'economia aziendale?

Il Consiglio federale riconosce che il Tribunale federale ha introdotto una sua propria qualificazione per gli attivi delle agenzie immobiliari?

Che cosa ne pensa dell'opinione secondo cui su un immobile appartenente alla sostanza commerciale dovrebbe essere possibile effettuare ammortamenti a prescindere dalla forma giuridica dell'impresa e dal fatto che si tratti di un immobile aziendale o da reddito?

Stellungnahme des Bundesrates

Gli immobili possono essere suddivisi nelle tre seguenti categorie:

- immobili destinati alla vendita che rappresentano pertanto merce commerciale. Questi immobili figurano a bilancio nel patrimonio in circolazione;

- immobili immediatamente destinati al proprio esercizio commerciale. Questi cosiddetti immobili commerciali figurano negli attivi immobilizzati;

- immobili che mediante il loro ricavo fungono immediatamente da reddito da capitale di un'impresa. Siffatti immobili da reddito figurano parimenti negli attivi immobilizzati.

Nel quadro della legislazione sull'imposizione delle imprese l'attribuzione di un bene economico al patrimonio in circolazione o agli attivi immobilizzati non viene effettuata in funzione delle caratteristiche esteriori, bensì della destinazione all'interno dell'impresa e della durata degli investimenti effettuati.

Le sentenze del Tribunale federale menzionate nell'interpellanza riguardano persone fisiche qualificate come commercianti di immobili sotto il profilo del diritto fiscale. Secondo la giurisprudenza il carattere professionale del commercio di immobili va ammesso quando il commercio di immobili va al di là della gestione patrimoniale ordinaria e viene effettuato nell'intento di realizzare un utile con la compravendita pianificata di fondi.

Nel caso delle persone che esercitano un'attività indipendente sono unicamente ammessi gli ammortamenti sul patrimonio commerciale. La delimitazione tra patrimonio commerciale e patrimonio privato decade nel caso delle persone giuridiche perché esse detengono unicamente patrimonio commerciale.

Dato che nel caso del commerciante di immobili figura in primo piano la compravendita di immobili, tali immobili costituiscono normalmente patrimonio in circolazione, ossia non si tratta né di immobili aziendali né di immobili da reddito. Su tali immobili non è ammesso l'ammortamento forfettario. Questo vale a prescindere dal fatto che gli immobili siano qualificati come patrimonio commerciale di una persona esercitante un'attività indipendente o siano allibrati nel bilancio di una persona giuridica.

Sugli immobili aziendali possono essere fatti valere fiscalmente gli ammortamenti ordinari pianificati. Per quanto riguarda le aliquote di ammortamento applicabili nel caso normale fa stato la direttiva sugli ammortamenti dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (Promemoria A 1995 - Aziende commerciali). Queste aliquote di ammortamento possono essere applicate sia alle persone esercitanti un'attività indipendente sia alle persone giuridiche. Sempre che siano ammesse dal diritto commerciale le rettifiche di valore non pianificate vanno allibrate negli eventi unici non prevedibili.

Diversamente dal caso delle persone giuridiche, nel caso delle persone fisiche tassate come commercianti di immobili, gli immobili da reddito costituiscono piuttosto patrimonio privato, con la conseguenza che gli ammortamenti non possono essere accettati fiscalmente. Nell'ipotesi che siffatti immobili siano eccezionalmente qualificati come patrimonio commerciale, gli ammortamenti ordinari pianificati possono essere dedotti fiscalmente come costi purché sulla parte immobile sia (tra l'altro) prevedibile una perdita di valore dovuta alla vetustà (cfr. DTF 132 I 175, consid. 3, pag. 179 segg.). In ambito di esecuzione occorre esaminare nel singolo caso se l'immobile è soggetto a usura e, nell'affermativa, esaminare se l'entità degli ammortamenti tiene conto del volume della perdita di valore. Al riguardo oltre al valore di partenza (costi di acquisizione o di produzione) è determinante il valore finale, ossia il valore al momento in cui l'oggetto viene separato dal patrimonio aziendale.

1. Come indicato più sopra non insorge alcuna disparità di trattamento sotto il profilo del diritto fiscale e di quello commerciale.

2. A parere del governo il Tribunale federale non ha istituito una qualificazione propria degli attivi immobilizzati dei commercianti professionali di immobili.

3. Non sembra che il Tribunale federale abbia disposto al momento principi speciali che in presenza di una medesima fattispecie determinerebbero una disparità di trattamento tra forme giuridiche. Ciò risulta anche dal fatto che le basi legali degli ammortamenti a livello di imposta sul reddito (art. 28 cpv. 1 e 2 LIFD) e di imposta sull'utile (art. 62 cpv. 1 e 2 LIFD) sono di uguale tenore. Il promemoria A 1995 si riferisce inoltre agli attivi immobilizzati (immobili aziendali e immobili da reddito) di aziende commerciali, a prescindere dalla loro forma giuridica, e il diritto commerciale determinante non opera distinzioni tra forme giuridiche in ambito di ammortamenti. Le limitazioni a questo principio sono parimenti esposte dettagliatamente più sopra.

Risposta del Consiglio federale.