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14.4074 · Interpellanza · 2014-12-04

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L'istituto di ricerca Agroscope ha presentato all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) una domanda per un'emissione sperimentale condotta dall'Università di Wageningen (NL) con patate geneticamente modificate resistenti alla peronospora della patata (Phytophtera).

1. Come valuta l'UFAM i fattori di rischio che gli organismi cisgenici costituiscono per l'uomo e l'ambiente?

2. L'agricoltura svizzera punta sulla qualità e rinuncia secondo la Carta di qualità agli OGM. Buona parte dei consumatori svizzeri rifiuta l'impiego dell'ingegneria genetica nelle derrate alimentari ed è critica nei confronti delle emissioni sperimentali. Perché Agroscope punta comunque sugli OGM? Come viene valutato l'atteggiamento critico della popolazione?

3. Oltre all'emissione sperimentale in questione, l'UFAM ha approvato anche altre emissioni sperimentali con OGM? Vi sono altre domande di questo genere che risultano pendenti oppure in preparazione (ubicazione, coltura, durata, superficie)?

4. Gli esperimenti vengono condotti in un sito protetto nell'intento di prevenire la diffusione nell'ambiente di parti di piante geneticamente modificate e di proteggere dette piante dalle persone critiche nei confronti degli OGM. Quali sono le misure necessarie al fine di conseguire questi due obiettivi di protezione dei siti protetti e come vengono finanziate? Il 19 marzo 2014, il professor Beat Keller dell'Università di Zurigo è stato citato come segue dall'emittente televisiva svizzera SF: "Questa ricerca non sarebbe possibile senza i siti protetti della Confederazione: i costi sarebbero troppo elevati." Di quali costi si fa carico la Confederazione?

5. In una comunicazione datata 19 marzo 2014, il gruppo di lavoro svizzero sull'ingegneria genetica "sag" riferisce quanto segue: "Agroscope non pratica alcuna ricerca con piante geneticamente modificate, bensì mette a disposizione dei ricercatori di diversi istituti degli impianti per i loro esperimenti e cura le emissioni sperimentali sul piano agronomico." Questa affermazione è corretta? Quali istituzioni possono utilizzare gli impianti di Agroscope per i loro esperimenti? In che misura dette istituzioni partecipano ai costi?

6. Nell'Unione europea, il numero di emissioni sperimentali è in calo. Nel 2014 ne sono state presentate soltanto 10 rispetto alle oltre 100 presentate nel 2009. Perché la Svizzera si offre quale territorio dove condurre emissioni sperimentali quando in tutta Europa dette emissioni non sono ormai quasi più svolte?

7. È probabile che la natura verrà rapidamente a capo alla resistenza alla peronospora delle patate cisgeniche. In che misura vengono favorite le varietà adatte al luogo e compatibili con l'ecosistema e qual è il rapporto tra gli sforzi profusi per favorire dette varietà rispetto a quelli intrapresi per le patate cisgeniche?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel 2008, il Consiglio federale ha fissato in modo preciso nell'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente (OEDA; RS 814.911) i doveri concernenti l'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) nell'ambiente. L'OEDA definisce nel dettaglio sia i criteri e le metodologie su cui si basa la valutazione dei rischi connessi alle emissioni sperimentali di OGM, sia la procedura da adottare in questo contesto. È dunque su questa base che sarà valutata la domanda per l'emissione sperimentale condotta dall'Università di Wageningen con patate cisgeniche la cui resistenza alla peronospora della patata è stata migliorata.

2. L'incarico di Agroscope nell'ambito della ricerca condotta con piante geneticamente modificate (PGM) è descritto in modo concreto nel mandato di prestazione di Agroscope 2014-2017: "Agroscope allestisce e gestisce un sito protetto al fine di analizzare mediante esperimenti sul campo il comportamento delle PGM nell'ambiente nonché di studiarne i vantaggi e i rischi." Nel quadro del messaggio ERI 2013-2016, sulla base delle esperienze scaturite dal PNR 59 in merito ai vantaggi e ai rischi delle PGM, il Consiglio federale ha previsto l'allestimento di un sito protetto presso il centro di ricerca di Reckenholz. Agroscope mette a disposizione della società i risultati delle ricerche condotte presso il sito protetto, al fine di consentire una discussione oggettiva sull'ingegneria genetica, alquanto controversa. La comunicazione dei risultati delle ricerche è di importanza fondamentale. La trasmissione di informazioni all'opinione pubblica non costituisce però soltanto un'esigenza di Agroscope, bensì è richiesta in modo esplicito anche nella legge sull'ingegneria genetica (LIG; RS 814.91) e nell'OEDA.

3. Attualmente, nel sito protetto presso la sede Agroscope di Reckenholz è in corso un'emissione sperimentale di grano geneticamente modificato la cui resistenza alla peronospora è stata migliorata. L'esperimento, condotto dall'Istituto di biologia vegetale dell'Università di Zurigo, è stato autorizzato nel 2014 per una durata di quattro anni. Tutti i documenti relativi all'esperimento sono accessibili al pubblico (cfr. www.protectedsite.ch).

Al momento, presso l'autorità competente, se si escludono le domande concernenti il grano e le patate, non è stata depositata alcuna richiesta supplementare di autorizzazione.

4. Oltre alle misure di protezione contro il vandalismo, le prestazioni fornite da Agroscope per la gestione del sito protetto comprendono anche l'attuazione di misure di sicurezza biologica, la consulenza agronomica in relazione agli esperimenti e all'area circostante, il coordinamento tecnico e scientifico e la comunicazione. Secondo il messaggio ERI 2013-2016, il preventivo globale per le prestazioni fornite da Agroscope è stato aumentato di 750 000 franchi l'anno, nel quadro del mandato di prestazione di Agroscope 2014-2017. L'entità del contributo si basa sulle esperienze maturate tra il 2008 e il 2010 con le emissioni sperimentali condotte nell'ambito del PNR 59. In questo contesto è stato riconosciuto che le emissioni sperimentali di questo tipo non possono essere finanziate mediante singoli progetti di ricerca, ma che occorre un'infrastruttura di ricerca finanziata separatamente.

5. Agroscope conduce ricerche sui rischi delle PGM presso la sua sede di Reckenholz fin dal 1994. Questi esperimenti consentono di studiare l'effetto delle PGM su organismi non bersaglio. Ciò dovrebbe chiarire se dette piante potrebbero costituire un rischio per la biodiversità e per le sue funzioni.

Agroscope adempie due funzioni in relazione al sito protetto: da un lato lo gestisce e lo mette a disposizione dei ricercatori in Svizzera, dall'altro lo sfrutta per studiare i vantaggi e i rischi delle PGM, con l'obiettivo di presentare nuove opzioni che in futuro potrebbero rivelarsi utili per l'agricoltura svizzera.

6. Al contrario dell'Unione europea, in Svizzera la legge prevede l'obbligo di dedicare una parte della ricerca alla sicurezza biologica. La maggior parte delle emissioni sperimentali condotte in Europa mirava alla commercializzazione delle varietà di OGM. La diminuzione delle emissioni sperimentali registrata in Europa può essere spiegata con lo scarso interesse per l'impiego di varietà di OGM nell'agricoltura e con il fatto che la maggior parte delle emissioni condotte ha subito atti di sabotaggio.

7. Esistono geni che conferiscono alle patate una resistenza duratura alla peronospora. Tuttavia questi geni non sono numerosi. Di norma, a causa della variabilità genetica di una popolazione nociva, all'interno della stessa si impongono e si diffondono organismi con caratteristiche di resistenza. Quanto più è intensa la pressione sull'organismo nocivo, tanto più velocemente le resistenze diminuiscono e si propagano. La combinazione di due o più geni resistenti, di natura diversa e altamente efficaci, nella stessa pianta rallenta in modo notevole la riduzione della resistenza. Gli esperimenti pianificati con patate geneticamente modificate consentono pertanto di esaminare anche linee che contengono due o tre geni resistenti di diverse varietà di patate selvatiche.

In Svizzera non esiste una coltivazione commerciale di patate. A livello globale, la lotta contro la peronospora della patata genera costi notevoli nell'ambito sia della produzione convenzionale sia di quella biologica. Per questo motivo, le università e le aziende dedite alla selezione si occupano della resistenza alla peronospora.

Risposta del Consiglio federale.