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15.3073 · Interpellanza · 2015-03-09

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nel 2011 la SECO ha deciso di bloccare gli averi e le risorse economiche di determinate persone fisiche, imprese ed enti legati al regime libico di Muammar Gheddafi.

Allora la società Tamoil non era stata colpita da queste sanzioni perché si era impegnata a non eludere le misure e le sanzioni adottate dal Consiglio federale. Si era cercato inoltre di limitare l'impatto in materia di impieghi e di approvvigionamento energetico.

La situazione in Libia si è sviluppata in modo sfavorevole al punto da non avere più un governo funzionale. Non si esclude che ormai i redditi legati alla società Tamoil finiscano in mani diverse da quelle del popolo libico, potenzialmente poco raccomandabili.

In questa situazione e ora che il rischio per gli impieghi e l'approvvigionamento energetico può essere escluso a seguito della decisione di Tamoil di chiudere il sito di Collombey, il Consiglio federale intende adottare delle misure per salvaguardare gli interessi del popolo libico e quelli della Svizzera bloccando i valori patrimoniali libici, tra cui la società Tamoil e nominando, tramite la Confederazione o le autorità cantonali, un amministratore incaricato di salvaguardare questi interessi?

Stellungnahme des Bundesrates

Il 30 marzo 2011 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Libia (RS 946.231.149.82), in applicazione della quale si attuano in Svizzera le sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza dell'ONU e le altre misure adottate dall'UE. Di conseguenza sono stati congelati nel nostro Paese i valori patrimoniali delle persone e delle imprese libiche oggetto delle sanzioni. La società Tamoil però non è mai stata colpita da queste misure.

La legge sugli embarghi (RS 946.231), su cui si basa l'ordinanza, non conferisce al Consiglio federale la facoltà di congelare unilateralmente i valori patrimoniali di Tamoil o l'eventuale trasferimento del ricavato della vendita. Non esistono nemmeno altre basi legali per poter adottare misure di sicurezza di questo genere, come richiesto dall'autore dell'interpellanza. Il congelamento temporaneo dei valori patrimoniali di Tamoil sarebbe possibile al massimo con un'ordinanza del Consiglio federale basata direttamente sulla Costituzione, ma a tal fine dovrebbero essere soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale. Per ragioni di principio e in particolare per non creare un precedente, il Consiglio federale non intende però intervenire in questo modo. L'introduzione di tali restrizioni potrebbe inoltre ostacolare, se non addirittura far fallire, la vendita di Tamoil.

La nomina di un amministratore che rappresenti gli interessi svizzeri e quelli libici e che sia eventualmente incaricato di trovare un acquirente per la raffineria di Collombey non è di competenza della Confederazione, pertanto il Consiglio federale non prende in considerazione questa opzione.

In conclusione ricordiamo che l'autore dell'interpellanza ha già sollevato la questione durante l'ora delle domande del 16 marzo 2015 (domanda Freysinger 15.5121, "Actifs libyens en Suisse"). Il Consiglio federale rinvia dunque anche alla risposta scritta fornita il 16 marzo 2015.

Risposta del Consiglio federale.