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15.3739 · Interpellanza · 2015-06-19

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

In Svizzera le donne continuano a guadagnare, per lo stesso lavoro, il 18,9 per cento in meno degli uomini. In media guadagnano 1800 franchi in meno al mese, ossia 10 franchi di meno all'ora. Nel privato questa differenza ammonta addirittura al 23 per cento. Nonostante il principio della parità sia sancito nella Costituzione e il miglioramento della parità sia un obiettivo della legislatura, in Svizzera le disparità salariali sono superiori alla media europea (16,2 per cento) e a quella dei Paesi OCSE (15,2 per cento). Anche la Commissione europea ha adottato provvedimenti per ridurre questa discriminazione inaccettabile.

L'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale sancisce un principio chiaro e non negoziabile: "Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l'uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore".

Nel messaggio concernente il programma di legislatura 2011-2015 il Consiglio federale stesso constata la seguente lacuna: "A una produttività del lavoro in crescita si contrappongono per esempio disuguaglianze tra uomo e donna sul piano della posizione professionale e del reddito che stentano a sparire ..." Questa tendenza si è protratta dopo la redazione, nel 2010, di tale messaggio?

In che misura il Consiglio federale considera raggiunta la misura 112 del programma di legislatura 2011-2015: "Rafforzare le misure di lotta alle discriminazioni salariali basate sul sesso e vagliare l'adozione di strumenti statuali supplementari"?

Come mostra anche la campagna 2020 per la parità dei sessi avviata dalla Commissione europea, una definizione di obiettivi annuali è appropriata. Il Consiglio federale è disposto a corredare il suo progetto di un monitoraggio del salario e di obiettivi vincolanti?

Quali provvedimenti possono essere adottati affinché tutti i datori di lavoro interessati riducano da subito questa inaccettabile disparità salariale, in media di almeno il 2 per cento all'anno, di modo che il mandato costituzionale possa essere attuato al più tardi entro il 2025?

L'UE raccomanda ai suoi Stati membri, cui spetta l'attuazione della parità salariale, di migliorare la trasparenza dei sistemi salariali. Uno studio realizzato nel 2013 dalla società Interface corrobora tale raccomandazione: la trasparenza dei salari produce un effetto preventivo, che può essere ulteriormente aumentato con i controlli e le sanzioni statali. Che misure intende adottare il Consiglio federale per garantire questa trasparenza?

Stellungnahme des Bundesrates

Per il Consiglio federale l'attuazione della parità salariale costituisce una priorità politica, economica e sociale. Il programma di legislatura 2011-2015 prevede pertanto misure per lottare contro la discriminazione salariale. Il collegio governativo intende avviare ancora quest'anno la consultazione su diversi strumenti statali supplementari volti a favorire la parità salariale. Lo scorso ottobre ha già preso la decisione di principio di obbligare per legge i datori di lavoro ad effettuare periodicamente un'analisi salariale, successivamente controllata da terzi.

Per quanto concerne la trasparenza dei salari, si rinvia alla mozione 11.3517, "Per una vera trasparenza salariale", respinta dal Consiglio nazionale il 17 aprile 2013.

Risposta del Consiglio federale.