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Rafforzare la coesione nazionale migliorando i rapporti tra Confederazione e cantone Ticino

15.3907 · Mozione · 2015-09-23

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare provvedimenti idonei vollia migliorare i rapporti tra la Confederazione e il cantone Ticino, valutando anche l'ipotesi di un apposito delegato del Consiglio federale.

Begründung

La votazione popolare del 9 febbraio 2014 ha segnato una svolta nella politica migratoria svizzera. L'esito dello scrutinio nel cantone Ticino ha reso ancora più evidente l'opposizione della maggioranza dei cittadini ticinesi alla strategia attuata negli ultimi vent'anni dalla Berna federale in materia di relazioni con l'UE, in particolare attraverso la via bilaterale. L'iniziativa per un freno all'immigrazione è stata infatti accolta dal 68,2 per cento dei votanti ticinesi, con uno scarto tra favorevoli e contrari di ben 44 063 voti. Un simile plebiscito va interpretato come un segnale di insofferenza verso la politica federale ed accentua (purtroppo) la distanza tra Berna e Bellinzona, a detrimento della coesione nazionale. A torto o a ragione, la maggioranza dei ticinesi non si sente più compresa e anzi si sente abbandonata dalla Berna federale. Alla politica federale viene in particolare rimproverato di ignorare (o, peggio, di voler ignorare) le specificità della realtà ticinese che soffre soprattutto a causa della pressione della manodopera italiana sul mercato del lavoro. La libera circolazione delle persone, combinata con la grave crisi occupazionale della Lombardia, non ha solo comportato un consistente incremento dei frontalieri, bensì pure un aumento dei casi di dumping salariale nei settori non protetti da contratti collettivi di lavoro e una sostituzione di lavoratori nel settore terziario. Questo fenomeno viene ad inserirsi in un'economia già fragilizzata, con un tessuto industriale complessivamente di minor valore aggiunto rispetto al resto della Svizzera (pur con lodevoli eccezioni) e con un salario mediano inferiore alla media nazionale (meno 15 per cento). Il dibattito sul crescente disagio sociale e politico tende inoltre a sottovalutare le responsabilità proprie dei ticinesi, preferendo colpevolizzare unilateralmente la politica federale. Tra i provvedimenti per rilanciare la coesione nazionale va esaminata anche la nomina di un delegato del Consiglio federale per i rapporti con il Ticino, in modo da ricucire uno strappo che è di natura culturale, ma potrebbe trasformarsi in una lacerazione politica irreversibile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Situazione geografica, assi di trasporto, lingua e cultura, struttura economica, mercato del lavoro: il canton Ticino presenta numerose peculiarità. Determinati fattori che si verificano anche in altri cantoni di confine, quali traffico intenso, elevata proporzione di frontalieri, criminalità transfrontaliera, influenza del tasso di cambio sull'andamento economico, vi si manifestano con maggior forza. Da più parti si fa peraltro valere che negli ultimi anni la popolazione ticinese ha sempre più l'impressione che la politica federale trascuri i problemi del cantone.

Il Consiglio federale è consapevole della particolare situazione del Ticino e si è prefissato di considerare maggiormente gli specifici interessi che ne derivano. Tra Berna e Bellinzona intercorrono contatti frequenti e variegati sia tra specialisti sia al più alto livello politico. Particolarmente intensi sono i contatti riguardanti i trasporti, la fiscalità, il mercato del lavoro (frontalieri inclusi), i servizi, ma anche la situazione nell'ambito degli stranieri e dell'asilo, le questioni doganali e la sicurezza. Spesso sono trattate anche questioni di politica estera. Il 16 ottobre scorso il Consiglio federale ha adottato il rapporto "Richiesta del cantone Ticino. Situazione iniziale e prospettiva di sviluppo. Rapporto del Consiglio federale in adempimento al postulato della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati 15.3012 del 23 febbraio 2015", in cui espone le misure adottate e che intende adottare per trattare le richieste e i timori del canton Ticino espressi nelle iniziative cantonali 14.302, 14.303 e 14.304. Questi stretti contatti saranno portati avanti e se del caso intensificati.

Anche negli ultimi anni il Consiglio federale ha pertanto potuto farsi un'idea precisa delle numerose questioni che preoccupano il Ticino. Le strutture esistenti sono adeguate per migliorare ulteriormente le relazioni tra il cantone e la Confederazione. L'istituzione di un delegato, invece, creerebbe inutili doppioni. Vari altri cantoni o regioni, come le regioni turistiche o quelle di montagna, presentano anch'essi peculiarità. In passato è sempre stato possibile trattare o mitigare problemi e tensioni nei rapporti con singoli cantoni nell'ambito degli organi bilaterali e multilaterali esistenti (p. es. conferenze intercantonali dei direttori). Accordare uno statuto speciale a un cantone violerebbe il principio della parità di trattamento e creerebbe un precedente che potrebbe giustificare eventuali disparità future.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.