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15.3935 · Interpellanza · 2015-09-23

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se e in che misura i debiti che la Grecia ha contratto durante il periodo 2010-2015 possano essere qualificati come "debiti odiosi".

Begründung

Nel mese di giugno del 2015, una commissione istituita dal Parlamento greco è giunta alla conclusione che i debiti contratti dalla Grecia presso il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca centrale europea (BCE) sono illegali. Infatti, a suo avviso, tali debiti sono insostenibili poiché il Paese è attualmente incapace di restituire i prestiti senza compromettere gravemente la sua capacità di adempiere ai suoi impegni fondamentali (ad es. versamento degli stipendi, delle pensioni ecc.).

La commissione diretta dallo storico ed economista belga Eric Toussaint, portavoce del comitato per l'annullamento del debito del terzo mondo (CADTM), si è concentrata in primo luogo sul periodo dal 2010 al 2015, esaminando l'esplosione del debito nel quadro dei memorandum imposti dai creditori del Paese, ossia gli accordi quadro che hanno introdotto in Grecia delle riforme all'insegna dell'austerità in cambio di 240 miliardi di euro sotto forma di prestiti. Trattandosi di debiti nei confronti del FMI, la commissione ritiene che le condizioni di attribuzione dei prestiti violerebbero la Costituzione greca, il diritto internazionale consuetudinario e i trattati sottoscritti dalla Grecia. Per quanto riguarda i debiti nei confronti della BCE, l'istituzione monetaria sarebbe andata oltre il suo mandato imponendo l'applicazione di programmi di aggiustamento macroeconomico (ad es. la deregolamentazione del mercato del lavoro) tramite la partecipazione alla troika dei creditori. La commissione considera questi debiti illegittimi e odiosi poiché la principale ragion d'essere del programma è stata quella di servire gli interessi delle istituzioni finanziarie, permettendo alle grandi banche private europee e greche di sbarazzarsi delle loro obbligazioni greche. Secondo il diritto internazionale, i debiti odiosi sono quei debiti contratti contro gli interessi della popolazione di uno Stato, senza il suo consenso e nella piena consapevolezza dei creditori, oppure i debiti contratti secondo scopi non conformi al diritto internazionale contemporaneo, in particolare ai principi del diritto internazionale adottati nello Statuto delle Nazioni Unite. In linea di principio i debiti odiosi sono, almeno parzialmente, annullabili.

Stellungnahme des Bundesrates

Il concetto di "debito odioso" (ossia un debito opinabile e deprecabile) non si basa su una pratica giuridica consolidata, ma si tratta di una dottrina che deriva da considerazioni di equità, generalmente discussa da accademici e ONG in contesti postrivoluzionari, postcoloniali o postbellici. Anche se il concetto fosse generalmente accettato, non sarebbe applicabile a un debito contratto liberamente e democraticamente da uno Stato industrializzato e non può essere invocato nella fattispecie. Inoltre, questo concetto non è mai stato applicato a impegni nei confronti di istituzioni multilaterali (ad es. il FMI e la Banca mondiale). Importanti iniziative, in particolare quella volta alla riduzione del debito multilaterale (MDRI, 2005) o quella a favore dei Paesi poveri altamente indebitati (HIPC) del 1999, non derivano da questa dottrina. Pertanto, il Consiglio federale ritiene che gli impegni assunti dalla Grecia dal 2010 non siano da qualificare come "debiti odiosi".

Dal punto di vista economico, il rapporto della commissione parlamentare greca ha comunque il merito di affrontare la questione della sostenibilità del debito greco. Nel mese di maggio del 2010 la Svizzera, tramite il suo direttore esecutivo presso il FMI, aveva suggerito di considerare la possibilità di una ristrutturazione del debito tra i dispositivi dei programmi di adeguamento. Un intervento di ristrutturazione è effettivamente avvenuto nel mese di marzo del 2012, ma non è stato sufficiente a garantire la sostenibilità del debito a lungo termine e, di fatto, ha prodotto un trasferimento del debito dal settore privato a quello pubblico. Nella sua recente analisi della sostenibilità del debito greco, pubblicata nel mese di luglio del 2015, il FMI ha sottolineato la necessità di un ulteriore sostanziale sgravio. Riferendosi a questa analisi, il FMI ha dichiarato che un suo eventuale impegno finanziario nel terzo programma di adeguamento, convenuto nel mese di agosto del 2015 tra la Commissione europea e la Grecia, dipenderà dalle misure adottate dai partner europei per ristabilire la sostenibilità del debito greco. Il Consiglio federale appoggia la posizione del FMI.

Il caso della Grecia dimostra che generalmente le ristrutturazioni vengono effettuate troppo tardi o la loro portata sia spesso insufficiente, incrementando l'onere finanziario del settore pubblico. Un quadro prevedibile per la ristrutturazione del debito pubblico sarebbe un elemento essenziale per combattere le crisi in maniera credibile. Inoltre, contribuirebbe a migliorare la valutazione dei rischi da parte dei mercati e quindi a impedire più efficacemente le crisi. Come si evince dal rapporto in risposta al postulato Gutzwiller 11.4033, il Consiglio federale ritiene importante che la Svizzera continui ad adoperarsi a favore di un quadro più efficace per la ristrutturazione del debito pubblico.

Risposta del Consiglio federale.