Situazione del turismo e dell'economia turistica un anno dopo l'abolizione del tasso di cambio minimo da parte della Banca nazionale svizzera
15.4130 · Interpellanza · 2015-12-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Qual è la situazione generale del turismo e dell'economia turistica a un anno dalla decisione della BNS di abolire il tasso di cambio minimo?
2. Quali sono le principali differenze che si possono osservare tra le regioni svizzere?
3. Quali sono le misure adottate da imprese e autorità che operano in questo importante settore del nostro Paese?
4. Quali sono le misure pianificate o da prevedere per compensare al meglio le conseguenze di questa decisione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il turismo e l'industria esportatrice sono sensibili alle fluttuazioni valutarie e risentono da anni della forza del franco. Con l'abolizione del tasso di cambio minimo franco-euro, abbiamo assistito a un ulteriore peggioramento della competitività in questi due settori, soprattutto in quello del turismo, che ha registrato una contrazione della domanda. Tra gennaio e novembre 2015 il numero dei pernottamenti alberghieri è diminuito dello 0,7 per cento rispetto allo stesso periodo nell'anno precedente. A calare è stata principalmente la domanda dei Paesi dell'Eurozona (ad es. Germania più 11,8 per cento), che sono anche i principali mercati esteri. Secondo le previsioni per il turismo svizzero pubblicate dal Centro di ricerche congiunturali (KOF) del Politecnico federale di Zurigo il 23 ottobre 2015, nella stagione invernale 2015/16 la domanda sarà stagnante in tutto il Paese.
2. La domanda turistica varia a seconda delle regioni: tra gennaio e novembre 2015 il numero dei pernottamenti è fortemente aumentato nelle regioni urbane, soprattutto a Zurigo (più 3,8 per cento), Basilea (più 2,6 per cento), Lucerna/Lago dei Quattro Cantoni (più 4,5 per cento) e nell'Oberland bernese (più 1,4 per cento). In queste regioni, la domanda dei turisti provenienti dai mercati lontani, soprattutto dall'Asia, è in costante aumento. La situazione è diversa nelle regioni turistiche dell'Arco alpino: infatti, il numero dei pernottamenti alberghieri tra gennaio e novembre 2015 è decisamente diminuito nei cantoni dei Grigioni (meno 5,7 per cento), del Vallese (meno 3,8 per cento) e Ticino (meno 5,7 per cento). Secondo le previsioni per il turismo svizzero pubblicate dal Centro di ricerche congiunturali (KOF) del Politecnico federale di Zurigo il 23 ottobre 2015, anche in futuro la domanda turistica nelle regioni urbane avrà un andamento più dinamico rispetto a quella nelle regioni alpine.
3./4. Per rimanere competitive rispetto ai Paesi europei, le aziende turistiche - così come la maggior parte delle aziende nell'industria esportatrice - hanno fortemente ridotto i loro prezzi. Il calo registrato nel gruppo "ristoranti e alberghi" dell'indice nazionale dei prezzi al consumo dimostra che, tra gennaio e novembre 2015, i prezzi delle camere sono diminuiti in media del 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo nell'anno precedente.
Il Consiglio federale è ben consapevole delle grandi sfide che il franco forte comporta per il settore del turismo e, dal 2009, ha introdotto una serie di misure straordinarie. Difatti, tra il 2009 e il 2013 ha ulteriormente stanziato 36 milioni di franchi destinati ai tre programmi d'impulso e marketing di Svizzera Turismo (ST). I fondi supplementari hanno contribuito a raggiungere un fatturato turistico di quasi un miliardo di franchi. Inoltre, nel 2011 il Consiglio federale ha aumentato di altri 100 milioni di franchi il mutuo a favore della Società svizzera di credito alberghiero (SCA), permettendo così alla società di ampliare le sue attività di promozione del settore alberghiero.
Negli anni 2016-2019 il Consiglio federale promuoverà il settore del turismo grazie al programma d'impulso (cfr. messaggio del 18 febbraio 2015 concernente la promozione della piazza economica negli anni 2016-2019, http://www.seco.admin.ch/themen/05116/index.html?lang=it), attraverso il quale la Confederazione metterà a disposizione un contributo aggiuntivo di 210 milioni di franchi, da redistribuire mediante Innotour e la nuova politica regionale. L'obiettivo è quello di rinnovare il settore alberghiero, promuovere lo sviluppo di prodotti e qualità, ottimizzare le strutture, incentivare la cooperazione, rafforzare lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze, nonché sostenere le riforme strutturali urgenti (cfr. rapporto del 26 giugno 2013 sulla situazione strutturale del turismo svizzero e sulla strategia del Consiglio federale per il futuro http://www.seco.admin.ch/themen/05116/05121/05160/index.html?lang=it). In aggiunta, il 13 gennaio 2016 il Consiglio federale ha deciso di prolungare la durata massima dell'indennità per lavoro ridotto e di ridurre i giorni di attesa - un provvedimento, questo, che va a beneficio anche delle aziende turistiche. Occorre inoltre menzionare le misure adottate da ST e dalla SCA. Nel 2015 infatti, Svizzera Turismo ha lanciato una campagna pubblicitaria per incoraggiare gli svizzeri a trascorrere le ferie nel proprio Paese. Grazie alla modernizzazione delle disposizioni di esecuzione e alla proroga del mutuo aggiuntivo, avvenute nel 2015, la SCA dispone di mezzi finanziari più flessibili e di un margine di manovra finanziario maggiore, potendo, ad esempio, concedere mutui fino a 6 milioni di franchi. Dal 2015 la SCA possiede le proprie misure di impulso e offre ulteriori contributi per gli investimenti nel settore alberghiero. In questo modo, spera di aumentare la produttività e l'efficienza delle imprese in termini di costi.
Tenuto conto delle numerose misure di sostegno già disponibili e del peggioramento delle finanze della Confederazione, attualmente il Consiglio federale ritiene inopportuno introdurre ulteriori misure a favore del turismo.
Risposta del Consiglio federale.