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Migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Diritto alla riduzione del grado di occupazione dopo la nascita di un figlio

15.470 · Iniziativa parlamentare · 2015-06-18

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

Occorre una modifica del CO affinché ai lavoratori venga concesso il diritto alla riduzione del grado di occupazione (del 20 per cento al massimo) dopo la nascita di un figlio. Tale diritto deve essere disciplinato in modo analogo alla regolamentazione vigente per il personale federale (art. 60a OPers Riduzione del tasso di occupazione dopo la nascita o l'adozione). Per le piccole imprese possono essere previste deroghe.

Begründung

Nel mese di maggio 2015 il Consiglio federale ha presentato il rapporto relativo all'analisi e alle opzioni d'intervento della Confederazione in materia di politica familiare ("Familienpolitik: Auslegeordnung und Handlungsoptionen des Bundes"). Secondo il Consiglio federale, una delle opzioni d'intervento su cui bisogna concentrarsi maggiormente è proprio l'introduzione del diritto alla riduzione del grado di occupazione in seguito alla nascita di un figlio. Tale diritto potrebbe migliorare sensibilmente la conciliabilità tra lavoro e famiglia.

1. Un migliore coinvolgimento delle donne nel mondo del lavoro (uno degli elementi centrali dell'iniziativa sul personale qualificato e una questione di necessità dopo il sì all'iniziativa "contro l'immigrazione di massa") è possibile solo con un maggiore impegno nell'accudimento dei figli anche da parte dei padri.

2. Questo, tuttavia, può verificarsi soltanto se a livello sociale si accetta che i padri lavorino a tempo parziale.

3. Un diritto alla riduzione del grado di occupazione rappresenterebbe una misura agevole per aumentare il numero di padri che lavorano a tempo parziale.

4. L'aumento del grado di occupazione consentirà a un numero maggiore di donne di ricoprire funzioni dirigenziali.

5. Una più ampia partecipazione dei padri all'accudimento dei figli contribuisce notevolmente a ridurre il numero delle donne che smettono di lavorare e ad aumentare il grado di occupazione per le donne.

6. Con l'introduzione di questo diritto, un'occupazione a tempo pieno del padre non potrà più essere giustificata dal fatto che il datore di lavoro non concede in alcun caso una riduzione del grado di occupazione.

7. Gli oneri amministrativi aggiuntivi per i datori di lavoro saranno minimi, in quanto è poco plausibile che tutti coloro che possono beneficiare di questo diritto vi ricorrano al momento della sua introduzione.

8. La riduzione del grado di occupazione, come pure altre svariate forme di assenza sul posto di lavoro, sono pratiche comuni già oggi. Molti collaboratori, ad esempio, sono impegnati nella politica, nell'esercito, fanno parte di un consiglio di amministrazione di altre aziende o lavorano a tempo parziale come docenti presso una scuola universitaria professionale o un'università.

9. Si può prevedere un aumento significativo della motivazione e dell'operatività dei dipendenti, poiché l'introduzione di questo diritto consentirebbe loro di conciliare in egual misura lavoro e famiglia.

Il personale federale può già beneficiare di un disciplinamento di questo tipo (art. 60a OPers). Gli impiegati della Confederazione, dalla nascita o dall'adozione di uno o più figli, hanno diritto nella loro funzione a una riduzione del tasso di occupazione del 20 per cento al massimo. Il nuovo tasso di occupazione non può essere tuttavia inferiore al 60 per cento, il diritto deve essere fatto valere entro 12 mesi dalla nascita o dall'adozione e non è limitato nel tempo. Non sono inoltre garantiti né il diritto di aumentare il tasso di occupazione in seguito, né una protezione assoluta dal licenziamento.

Nella Confederazione si sono registrate esperienze positive; infatti, nel primo anno dall'introduzione del nuovo disciplinamento, quasi lo stesso numero di donne e di uomini si è avvalso del diritto alla riduzione del tasso di occupazione del 20 per cento al massimo. Se si considerano esclusivamente le classi di stipendio più alte, questo diritto è stato esercitato nel 55 per cento dei casi da uomini (cfr. pag. 18 della versione tedesca del citato rapporto). Questi dati sono tanto più significativi se si pensa che il 14,2 per cento di tutti i padri e il 73 per cento di tutte le madri non lavorano o lavorano a tempo parziale.

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