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16.053 · Oggetto del Consiglio federale · 2016-06-22

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 22 giugno 2016 concernente il nuovo ordinamento finanziario 2021

Ausgangslage

Con il messaggio concernente il nuovo ordinamento finanziario 2021, licenziato il 22 giugno 2016, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento la proposta di prorogare fino al 2035 la facoltà di riscuotere l'imposta federale diretta (IFD) e l'imposta sul valore aggiunto (IVA). Il vigente ordinamento finanziario limita la facoltà di riscuotere queste due imposte fino alla fine del 2020. L'IFD e l'IVA generano entrate di oltre 42 miliardi di franchi e rappresentano quindi oltre il 60 per cento delle entrate della Confederazione. Nella votazione finale le due Camere hanno approvato all'unanimità il progetto del Consiglio federale.

Poiché richiede una modifica della Costituzione federale, il nuovo ordinamento finanziario sottostà al referendum obbligatorio e sarà sottoposto al voto del Popolo e dei Cantoni il 4 marzo 2018.

Situazione iniziale

Nel testo posto in consultazione il Consiglio federale si era espresso a favore di uno stralcio del limite temporale per la riscossione dell'imposta federale diretta e dell'imposta sul valore aggiunto. Il risultato ha tuttavia mostrato che lo stralcio non avrebbe presumibilmente ottenuto una maggioranza politica in Parlamento. Per questo motivo il Consiglio federale si è limitato a proporre al Parlamento una proroga del limite temporale della riscossione di ambedue le imposte. A tal fine è necessario modificare l'articolo 196 numeri 13 e 14 capoverso 1 delle disposizioni transitorie della Costituzione federale (Cost.). Questa modifica consente di riscuotere le due imposte fino al 31 dicembre 2035.

Oltre a prolungare il limite temporale dell'IFD e dell'IVA, occorre abrogare la disposizione transitoria concernente la riscossione dell'imposta sulla birra (art. 196 n. 15 Cost.) che ha ormai cessato di avere effetto.

Verhandlungen

Il Consiglio nazionale ha deciso all'unanimità di entrare in materia sul progetto. Nella deliberazione di dettaglio la maggioranza della Commissione incaricata dell'esame preliminare ha chiesto di seguire la proposta del Consiglio federale e di prorogare il limite temporale dell'IFD e dell'IVA di 15 anni. Due minoranze della Commissione hanno proposto altre soluzioni. Una, composta da membri del Gruppo UDC, ha chiesto di prolungare la riscossione delle due imposte soltanto fino al 2030, sostenendo che 15 anni siano un periodo troppo lungo per poter prevedere l'evoluzione economica. L'altra, composta da membri del Gruppo socialista e del Gruppo dei Verdi, ha proposto di stralciare il limite temporale. Un limite temporale creerebbe un'asimmetria nella politica finanziaria, dal momento che le uscite a lungo termine (destinazione vincolata dell'IVA) si contrapporrebbero a entrate temporanee. Inoltre, anche i Cantoni beneficerebbero della riscossione delle imposte federali.

Il Gruppo PPD e il Gruppo liberale radicale si sono espressi a favore della proposta della maggioranza della Commissione. Contrariamente alle proposte delle due minoranze, hanno ritenuto che 10 anni siano un periodo troppo breve e che dopo la votazione popolare si rivelerebbe necessario elaborare ancora una volta un nuovo progetto. Non consigliano lo stralcio del limite temporale perché in questo modo le entrate e le uscite federali così come la politica fiscale potrebbero essere analizzate ogni volta con attenzione. Inoltre, negli anni 1971, 1977 e 1991, il Popolo svizzero si è opposto allo stralcio del limite temporale.

Il consigliere federale Ueli Maurer ha motivato la rielaborazione del testo posto in consultazione con il rispetto nei confronti del Sovrano, il quale esercita la competenza di riscuotere le imposte. Considera un privilegio il fatto che tra 15 anni si possa ridiscutere la politica fiscale della Confederazione. Tale tradizione non deve essere interrotta né deve essere cambiato il rapporto tra lo Stato e i cittadini.

Il Consiglio nazionale ha infine seguito la maggioranza della Commissione e ha respinto la prima proposta di minoranza con 120 voti contro 64 e la seconda con 134 voti contro 50. Nella votazione sul complesso il progetto è stato accolto con 178 voti a favore e 9 contrari.

Il Consiglio degli Stati ha approvato il progetto all'unanimità senza discussioni.

Nella votazione finale il progetto è stato accolto all'unanimità dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati, rispettivamente con 196 e 44 voti.

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