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16.3262 · Postulato · 2016-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità di proporre un insieme di misure mirate finalizzate ad aiutare le PMI ad affrontare al meglio la congiuntura sfavorevole, in particolare le conseguenze dell'apprezzamento del franco. Queste misure dovrebbero rivolgersi soprattutto alle PMI a vocazione internazionale che producono beni e servizi innovativi e potrebbero ad esempio prevedere:

1. Un accompagnamento proattivo delle nostre PMI e start up per consentire loro di affermarsi all'estero. Se invece di lamentarci degli effetti della globalizzazione aiutassimo queste imprese a internazionalizzarsi, permetteremmo loro di rimanere competitive. Non dobbiamo avere paura di incoraggiarle a stabilirsi all'estero affinché possano produrre a prezzi ridotti e diversificare i propri rischi. Maggiore sarà il loro valore aggiunto, più il centro dell'attività, nel nostro Paese, sarà stabilizzato e rafforzato. Questo compito potrebbe essere inserito nel mandato di Swiss Global Enterprise o di un'altra organizzazione analoga.

2. Un adattamento del sistema "loss carry forward" permetterebbe di limitare le delocalizzazioni, offrendo agli azionisti un forte incentivo a restare in Svizzera e consentendo di stimolare gli investimenti anche in periodo di crisi.

3. La promozione del "Cost Differential Frontier", strumento innovativo sviluppato presso l'Università di Losanna, permetterebbe di determinare i costi nascosti di una delocalizzazione, nonché di ottimizzarla.

4. Una forma di estensione della cassa integrazione: per i posti di lavoro non delocalizzati, il differenziale (salario svizzero meno il salario previsto per i posti delocalizzati) verrebbe preso a carico per cinque anni, mentre i lavoratori continuerebbero a lavorare.

Begründung

Nel complesso, il franco forte ha avuto ripercussioni minori sulle grandi imprese. Data la loro forte presenza a livello internazionale, esse beneficiano di una ripartizione dei rischi nettamente migliore e di una buona ottimizzazione dei costi. Sarebbe auspicabile aiutare le nostre PMI innovative a fare lo stesso, accompagnandole lungo questo processo che è spesso loro poco familiare. Una tappa cruciale e delicata, poiché necessita di capitale ed esperienza, è ad esempio il "salto" commerciale dell'internazionalizzazione.

Questo sostegno potrebbe ispirarsi al modello dell'organizzazione I.E. di Singapore.

Anche in Svizzera si potrebbero adottare alcune misure intese a ridurre lo scarto tra i nostri elevati costi interni e quelli dei mercati d'esportazione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La Confederazione sostiene già le PMI esportatrici attraverso numerosi strumenti, ad esempio i servizi di Switzerland Global Enterprise (SGE) e dell'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE). Vista la forza del franco, le prestazioni di consulenza di S-GE si concentrano sulla diversificazione dei mercati di sbocco e sullo sfruttamento degli accordi di libero scambio in vigore. Nonostante il rallentamento congiunturale e il lieve aumento della disoccupazione non si profila però una grave crisi macroeconomica per il nostro Paese. Il Consiglio federale, pertanto, non ritiene per ora opportuno adottare misure di politica congiunturale. Tuttavia, il 17 febbraio 2016 ha approvato misure speciali supplementari per 61 milioni di franchi destinate a promuovere l'innovazione. Intende così compensare gli svantaggi che il franco forte comporta a breve termine per le PMI esportatrici. Le misure sono limitate a fine 2016.

1. Gli investimenti diretti e le delocalizzazioni all'estero possono, attraverso risparmi sui costi di produzione e sui salari, rafforzare la base domestica e la competitività delle PMI svizzere nel panorama internazionale. Simili attività all'estero possono però avere ripercussioni negative sull'incremento del valore aggiunto e sull'occupazione in Svizzera. Sarebbe difficoltoso elaborare criteri che consentano di individuare i progetti che meritano di essere sostenuti in modo da ridurre i rischi per la creazione di valore e per il mercato del lavoro in Svizzera. Esistono inoltre già prestatori privati che offrono consulenza in materia di internazionalizzazione. Il conferimento di un simile mandato alla S-GE violerebbe il principio della sussidiarietà previsto dalla legge.

2. Il legislatore ha tenuto conto del principio "loss carry forward" nel caso delle persone giuridiche, permettendo a determinate condizioni il computo dei riporti di perdite. Secondo il diritto vigente, le perdite dei sette esercizi commerciali che precedono il periodo fiscale possono essere dedotte. A livello internazionale le imprese svizzere possono anche, sempre a determinate condizioni, compensare con utili realizzati nel nostro Paese le perdite subite da uno stabilimento d'impresa situato all'estero.

3. Il "Cost Differential Frontier Calculator" (strumento che permette di calcolare i costi reali di una delocalizzazione) dell'Università di Losanna è stato presentato nel maggio del 2015 attraverso la Newsletter PMI della SECO e ora può essere consultato a partire dal portale PMI, alla rubrica News>2015. Il portale, che fornisce informazioni e strumenti pratici, ha registrato nel 2015 oltre 1,74 milioni di visite.

4. L'assicurazione contro la disoccupazione versa indennità ai lavoratori assicurati che hanno effettivamente perso il lavoro. Non può quindi compensare il mancato risparmio sui salari delle imprese svizzere che hanno deciso di non trasferire posti di lavoro all'estero.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.