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16.3490 · Interpellanza · 2016-06-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Come giudica la situazione della libertà di stampa in Svizzera?

2. Quali misure deve adottare la Confederazione per garantire la libertà di stampa e l'indipendenza dei media e per rafforzarle?

3. In che modo la Confederazione promuove, o dovrebbe promuovere, la libertà di stampa e dei media nel mondo?

Begründung

I risultati del rapporto sullo stato attuale della libertà di stampa nel mondo pubblicato a fine aprile 2016 da Reporter senza frontiere sono preoccupanti. In Paesi quali la Polonia e la Turchia i giornalisti sono sempre più asserviti al governo. In Eritrea la libertà d'opinione è stata soppressa. In Argentina la concentrazione dei media costituisce l'ostacolo principale alla libertà di stampa. La Svizzera, dal canto suo, si situa al 7° posto della classifica.

Stellungnahme des Bundesrates

1. La libertà di stampa e dei media sono garantite dall'articolo 17 della Costituzione federale. Il Consiglio federale ha riconosciuto più volte l'importanza dei media e della stampa, in particolare nella formazione democratica dell'opinione, e ha accolto positivamente la notizia che nella classifica di Reporter senza frontiere la Svizzera è salita dal 20° posto nel 2014 al 7° nel 2015.

2. Negli ultimi anni, in Parlamento, diversi interventi che miravano a un sostegno diretto alla stampa sono stati respinti, in particolare per paura dell'ingerenza dello Stato in tale ambito. Nel suo rapporto del 5 dicembre 2014 intitolato "Garantire le funzioni dei media in termini di politica statale e democratica", il Consiglio federale ha abbozzato diverse misure di sostegno ai media. Sia il collegio che il Parlamento sono favorevoli alla riduzione dell'aliquota IVA per le pubblicazioni on line prevista nell'ambito della revisione della legge sull'IVA. Il Parlamento si è inoltre espresso in favore del mantenimento della riduzione del prezzo per la distribuzione di giornali e periodici. A medio termine, il Consiglio federale intende sostenere i media giornalistici on line attraverso una legge sui media elettronici.

Recentemente il collegio ha anche preso atto della nuova raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sulla protezione del giornalismo e degli altri attori del settore mediatico (CM/Rec(2016)4 del 13 aprile 2016). Nella raccomandazione si riferisce della situazione allarmante che oggigiorno vede i giornalisti in Europa sempre più spesso oggetto di minacce, attacchi o intimidazioni. Nella raccomandazione si legge inoltre che nuovi fenomeni come i pericoli per la "sicurezza digitale" dei giornalisti (ad es. la confidenzialità delle fonti giornalistiche e la protezione dalla sorveglianza) influiscono sull'ambiente lavorativo degli operatori dei media. Il Comitato dei Ministri raccomanda poi agli Stati europei di verificare regolarmente che le proprie leggi nazionali - nonché la loro attuazione -rispettino la libertà dei media. Questi controlli dovrebbero essere esaustivi e venir svolti a cadenza regolare da organi indipendenti. Come mostra la classifica di Reporter senza frontiere, attualmente la situazione svizzera è buona. Per il momento il Consiglio federale non ritiene dunque necessario intervenire.

Per quanto attiene alla pressione degli inserzionisti sulla libertà dei media, il Consiglio federale è dell'avviso che la "Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti", promulgata dal settore, costituisca uno strumento efficace per garantire l'indipendenza dei media (v. risposta all'interpellanza Savary 16.3563). Il settore stesso è tenuto ad assicurare l'indipendenza e la credibilità dei media ed evitare di comprometterle in maniera sconsiderata.

3. Nel dicembre del 2015, a New York, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato un documento con il quale gli Stati rafforzano il proprio impegno teso ad attuare gli obiettivi del Vertice mondiale sulla società dell'informazione (tenutosi nel 2003 a Ginevra e nel 2005 a Tunisi). Il testo fa riferimento ad esempio alle più serie minacce per la libertà di esprimere la propria opinione e la pluralità delle informazioni, invitando a livello mondiale a fornire maggiore protezione ai giornalisti e agli operatori dei media. La Svizzera è coinvolta in questo processo dal 2003 e lo scorso dicembre, rappresentata dall'UFCOM e dal DFAE, ha anche partecipato ai relativi negoziati.

La Svizzera aderisce inoltre al programma Unesco "Informazione per tutti", che si occupa indirettamente delle questioni relative alla libertà di stampa. Uno degli obiettivi del programma è ridurre le disuguaglianze tra i Paesi nel settore dell'informazione, favorendo così la libertà dei media. Infine, la promozione della libertà di espressione, che ingloba anche la libertà di stampa, è un tema importante della politica in materia di diritti umani praticata dalla Svizzera nelle istituzioni multilaterali (il Consiglio dei diritti umani dell'ONU, il Consiglio d'Europa o l'OCSE) e sul piano bilaterale. La Confederazione esprime pertanto regolarmente le sue preoccupazioni quando in alcuni Paesi si producono sviluppi negativi in questo ambito.

Risposta del Consiglio federale.