Lexipedia

17.027 · Oggetto del Consiglio federale · 2017-02-22

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio suIl‘esercito 2017 del 22 febbraio 2017

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.02.2017

Il Consiglio federale approva il messaggio sull'esercito 2017

Nella sua seduta del 22 febbraio 2017 il Consiglio federale ha licenziato all'attenzione del Parlamento il messaggio sull'esercito 2017. Il Consiglio federale sollecita tre crediti complessivi, rispettivamente di 900 milioni di franchi per il Programma d'armamento 2017, di 750 milioni di franchi per i crediti quadro per il materiale dell'esercito 2017 e di 461 milioni di franchi per il Programma degli immobili del DDPS 2017.

Con l'ulteriore sviluppo dell'esercito le Camere federali hanno deciso un limite di spesa dell'esercito 2017-2020 di 20 miliardi di franchi. Il Consiglio federale intende utilizzare circa il 40 per cento della cifra per investimenti nell'armamento e negli immobili, e nel messaggio sull'esercito 2016 ha illustrato il fabbisogno di investimenti in questi due ambiti. Nel frattempo la pianificazione in materia di acquisti e immobili allora presentata è stata rielaborata, in particolare a causa della sospensione del progetto Difesa terra-aria 2020 decisa dal DDPS. La pianificazione aggiornata è stata inserita nel messaggio sull'esercito 2017.

Con il messaggio sull'esercito 2017 il Consiglio federale sollecita, per la prima volta in contemporanea, tutti i crediti d'impegno annuali per gli investimenti dell'esercito. In precedenza i crediti d'impegno per la progettazione, il collaudo e la preparazione dell'acquisto, per il fabbisogno annuale di equipaggiamento e di rinnovamento nonché per le munizioni per l'istruzione e la gestione delle munizioni venivano infatti proposti nell'ambito del preventivo, mentre nel presente messaggio sono sollecitati come crediti quadro per il materiale dell'esercito 2017. In questo modo si avrà una più chiara visione d'insieme degli acquisti previsti.

Attraverso il limite di spesa il Parlamento stabilisce il tetto massimo delle uscite dell'esercito. Con i crediti d'impegno il Consiglio federale propone ora a quali investimenti destinare le risorse finanziarie. Non vi saranno dunque spese supplementari eccedenti il limite di spesa dell'esercito.

Investimenti nell'armamento e negli immobili

Con il Programma d'armamento 2017 il Consiglio federale sollecita un credito complessivo di 900 milioni di franchi. Tale credito è composto da quattro crediti d'impegno specificati singolarmente, che verranno impiegati per il prolungamento della durata di utilizzazione degli aerei da combattimento F/A-18 (450 mio. fr.), per il mantenimento del valore del sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio (175 mio. fr.), per l'acquisto dei componenti informatici del DDPS per il centro di calcolo "Campus" (50 mio. fr.) e per colmare un fabbisogno straordinario di munizioni (225 mio. fr.).

Il prolungamento della durata di utilizzazione degli aerei da combattimento F/A-18 fino al 2030 si rende necessario per evitare una lacuna nella protezione dello spazio aereo negli anni 2020. Gli F/A-18 verranno impiegati per un periodo più lungo rispetto a quanto inizialmente previsto, ovvero fino all'introduzione definitiva dei nuovi aerei da combattimento. Questi dovrebbero essere pronti all'impiego intorno al 2030, come annunciato dal Consiglio federale nel suo Concetto per la sicurezza a lungo termine nello spazio aereo.

Con i crediti quadro per il materiale dell'esercito 2017 si sollecitano inoltre 750 milioni di franchi in totale. I crediti quadro verranno utilizzati per la progettazione, il collaudo e la preparazione dell'acquisto (173 mio. fr.), per l'equipaggiamento e il fabbisogno di rinnovamento (421 mio. fr.) nonché per le munizioni per l'istruzione e la gestione delle munizioni (156 mio. fr.).

Con il Programma degli immobili del DDPS 2017 il Consiglio federale sollecita altresì un credito complessivo di 461 milioni di franchi, che comprende nove crediti d'impegno specificati singolarmente (251 mio. fr.) e un credito quadro (210 mio. fr.). Il Consiglio federale sollecita infine un credito d'impegno di 27 milioni di franchi affinché l'accordo di locazione firmato l'8 novembre 2016 con il Cantone di Ginevra per l'utilizzo di immobili a Epeisses e a Aire-la-Ville possa entrare in vigore, sostituendo il contratto relativo alla piazza d'armi che risale al 1985.

Più di un miliardo di franchi per l'economia svizzera

L'economia svizzera trarrà vantaggio dagli acquisti sollecitati. Gli investimenti nell'armamento e negli immobili avranno ripercussioni sull'occupazione in Svizzera attraverso mandati diretti per imprese svizzere (partecipazioni dirette) e affari di compensazione (partecipazioni indirette). Le partecipazioni dirette e indirette ammontano a oltre un miliardo di franchi.

Le partecipazioni genereranno know-how e valore aggiunto per l'economia svizzera in settori industriali anche tecnologicamente avanzati. Sul lungo periodo l'esercizio e la manutenzione salvaguarderanno inoltre posti di lavoro e in alcuni casi ne creeranno di nuovi.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2017

Messaggio esercito; nessun taglio, nessuna spesa supplementare

Dopo un lungo dibattito il Consiglio nazionale ha approvato il Messaggio sull'esercito 2017 nella versione presentata del Consiglio federale. La proposta di aumentare le spese per permettere agli F/A-18 di colpire obiettivi al suolo è stata respinta, così come le richieste della sinistra di diminuire il credito destinato alle munizioni e quello per le spese pianificatorie in vista dell'acquisto di un nuovo aereo da combattimento.

12 aerei non bastano

In apertura di dibattiti la sinistra ha tentato di rinviare il dossier al Consiglio federale con l'incarico di prolungare la durata di vita di soli 12 caccia F/A-18. Un numero sufficiente per costituire una flotta destinata ai compiti di polizia aerea, ha affermato Lisa Mazzone (Verdi/GE). "È lo stesso Consiglio federale a dire che non ne servono di più", ha aggiunto la ginevrina.

Per la maggioranza, 12 aerei sono invece un numero insufficiente per garantire la protezione aerea, in particolare durante avvenimenti di portata internazionale, ha sostenuto il relatore commissionale Roger Golay (MCG/GE). Non bisogna poi dimenticare che dal 2020 gli aerei attuali dovranno essere disponibili 24 ore su 24, ha aggiunto Ida Glanzmann-Hunkeler (PPD/LU).

2 miliardi di franchi per l'esercito

Il rinvio è quindi stato bocciato con 147 voti contro 25 e 4 astenuti. L'esercito dovrebbe così ricevere una somma di poco superiore ai 2 miliardi di franchi. Nel dettaglio, il messaggio è composto di tre distinti crediti: 900 milioni di franchi per il Programma d'armamento, 750 milioni per i Crediti quadro per il materiale dell'esercito e 461 milioni per il Programma degli immobili del Dipartimento della difesa (DDPS).

Il Programma d'armamento prevede in particolare 450 milioni di franchi per permettere agli F/A-18 di volare fino al 2030. La proposta di aumentare tale spesa di 20 milioni per permettere ai caccia di colpire obiettivi a terra è stato respinto con 97 voti contro 85.

Armi aria-suolo solo con futuro jet

L'idea di ripristinare questa opzione, che sugli aerei da combattimento non esiste più dal 1994, era stata formulata dalla commissione preparatoria. "Le nostre Forze aeree sono quasi le uniche al mondo che non hanno questa capacità", ha affermato il suo relatore Roger Golay aggiungendo che "le truppe di terra devono poter contare sul supporto aereo, in caso di necessità".

Questo investimento è necessario anche per guadagnare tempo in vista del futuro nuovo aereo da combattimento, si potrebbe infatti già acquisire la tecnica e l'esperienza necessaria, ha aggiunto Werner Salzmann (UDC/BE). Non ha senso spendere 20 milioni di franchi per dotare i vecchi aerei F/A-18 di questa tecnologia, ha replicato Marcel Dobler (PLR/SG) sostenendo che questa questione deve essere trattata insieme all'acquisto del nuovo jet.

Questo parere è stato condiviso anche dal consigliere federale Guy Parmelin, il quale ha ricordato come il governo sia favorevole a sviluppare la capacità di colpire obiettivi al suolo. La sinistra era invece di principio contraria ad armare gli F/A-18 con missili aria-suolo sostenendo che non esista nessuna minaccia che giustifichi un simile investimento.

Bocciata riduzione spese munizioni

Lo schieramento rosso-verde ha anche dato battaglia sui 225 milioni previsti per ricostituire le scorte di munizioni diminuite nel corso degli anni. "Si tratta di una spesa inutile: la destra vuole fare questo acquisto unicamente per sfruttare completamente il budget a disposizione dopo la sospensione del progetto Difesa terra-suolo 2020" (DTA, più noto con la sigla tedesca BODLUV), ha sostenuto Priska Seiler Graf (PS/ZH).

Per la maggioranza l'acquisto è invece necessario, in particolare per migliorare il grado di preparazione dell'esercito, ha sostenuto Werner Salzmann. Attualmente, basta una mobilitazione di breve durata per esaurire alcune riserve, ha aggiunto Roger Golay. La richiesta di stralciare il credito è così stata respinta, così come quella di concedere solo la metà della somma prevista.

Il Programma d'armamento prevede anche due altri crediti che non sono stati combattuti, si tratta di 175 milioni per aggiornare l'ormai obsoleto Sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio IFASS (la cui responsabilità globale è stata affidata alla società israeliana Elta Systems) e di 50 milioni per l'acquisto di componenti informatici per il centro di calcolo "Campus" di Frauenfeld.

Pensare già ora al futuro nuovo caccia

La camera ha poi iniziato le discussioni sui Crediti quadro per il materiale dell'esercito. Qui le divergenze concernevano le somme previste per la valutazione di un nuovo jet militare. Si sta procedendo troppo velocemente, ha sostenuto Pierre-Alain Fridez (PS/JU). "Il Parlamento dovrebbe prima aspettare il progetto del Consiglio federale in materia e poi, se lo ritiene indispensabile, accordare i fondi necessari", ha aggiunto il giurassiano.

I Tiger ancora attivi non sono più idonei per il servizio di polizia aerea, non si può pertanto più perdere tempo, ha replicato Beat Arnold (UDC/UR). "Chi propone di stralciare questa spesa vuole semplicemente rinunciare a ogni tipo di aereo e, in definitiva, anche all'esercito stesso", ha precisato l'urano.

La proposta di ridurre il credito di 44 milioni alla fine è stata bocciata con 131 voti contro 48. E sempre in materia di nuovi jet, oggi il Parlamento, malgrado una lunga discussione in materia, non ha ancora deciso se il popolo potrà esprimersi sull'acquisto.

Voto obbligatorio? Ne ne parlerà più tardi

La socialista Chantal Galladé (PS/ZH) aveva depositato una proposta individuale per prevedere già sin d'ora la possibilità di redigere un decreto federale sull'acquisto di nuovi aerei da combattimento che sia attaccabile tramite referendum. Se i nuovi aerei vengono finanziati tramite il budget ordinario della Confederazione e dell'esercito un voto popolare non è infatti di regola possibile.

Durante i dibattiti in aula è però emerso, anche da sinistra, che non è ancora il momento per esprimersi sulla questione. Il Parlamento potrà decidere sull'eventualità di ricorrere all'approvazione popolare attraverso un referendum facoltativo quando discuterà in dettaglio dell'acquisto dei nuovi aerei, ha sostenuto Ida Glanzmann-Hunkeler (PPD/LU).

Il Nazionale ha così approvato in toto i Crediti quadro per il materiale dell'esercito che sono così composti: 173 milioni per la progettazione, il collaudo e la preparazione dell'acquisto (compresi i fondi per la valutazione di un nuovo jet militare), 421 milioni per l'equipaggiamento e il fabbisogno di rinnovamento e 156 milioni per le munizioni per l'istruzione e la gestione delle munizioni.

Quanto al Programma degli immobili del DDPS, sono stati adottati senza opposizioni nove crediti d'impegno specificati singolarmente, per complessivi 251 milioni, e un credito quadro di 210 milioni (5 dei quali destinati a un nuovo impianto di riscaldamento presso la base aerea di Locarno). La spesa maggiore - 57 milioni - è prevista per la costruzione di un nuovo edificio presso l'aerodromo militare di Emmen (LU) che ospiterà il nuovo Centro sistemi aeronautici.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2017

F/A-18 in volo fino al 2030

Gli aerei da combattimento F/A-18 potranno essere utilizzati fino al 2030. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale, approvando a larga maggioranza il Messaggio sull'esercito 2017, che prevede di stanziare circa 2 miliardi di franchi per le forze armate.

Gli F/A-18 delle Forze aeree svizzere sono predisposti per effettuare 5000 ore di volo per aereo. Stando alla pianificazione attuale, saranno raggiunte al più tardi nel 2025.

Orbene, dopo la bocciatura dell'acquisto dei Gripen in votazione popolare, gli F/A-18 dovranno volare per un periodo più lungo rispetto a quanto inizialmente previsto. L'obiettivo dell'investimento adottato oggi è portare il numero di ore a 6000.

Tre crediti

Nel dettaglio, ha spiegato Isidor Baumann (PPD/UR) a nome della commissione, il messaggio è composto di tre distinti crediti: 900 milioni di franchi per il Programma d'armamento, 750 milioni per i Crediti per il materiale dell'esercito e 461 milioni per il Programma degli immobili del Dipartimento della difesa (DDPS).

Il Programma d'armamento prevede in particolare 450 milioni di franchi prolungare la durata di vita degli F/A-18. Altri 175 milioni saranno impiegati per aggiornare l'ormai obsoleto Sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio IFASS (la cui responsabilità globale è stata affidata alla società israeliana Elta Systems), 50 milioni per l'acquisto di componenti informatici per il centro di calcolo "Campus" di Frauenfeld e 225 milioni per ricostituire le scorte di munizioni diminuite nel corso degli anni.

La sinistra ha chiesto di bocciare quest'ultima spesa: per Géraldine Savary (PS/VD) ci sono ancora troppi punti interrogativi, per esempio per quel che concerne l'obsolescenza o l'integrazione di queste munizioni negli acquisti futuri di materiale d'armamento.

Il ministro della difesa Guy Parmelin ha replicato sostenendo l'importanza di ordinare in anticipo le munizioni: "non si può aspettare che si presenti una minaccia, allora sarà troppo tardi". La proposta di tagliare questa somma dal Programma d'armamento è così stata bocciata con 29 voti contro 9.

In merito ai Crediti per il materiale dell'esercito, i "senatori" hanno approvato la spesa di 173 milioni per la progettazione, il collaudo e la preparazione dell'acquisto, 10 milioni dei quali per la valutazione di un nuovo jet militare. Altri 421 milioni verranno impiegati per l'equipaggiamento e il fabbisogno di rinnovamento e 156 milioni per le munizioni per l'istruzione e la gestione delle munizioni.

Nel Programma degli immobili del DDPS sono stati adottati nove crediti specificati singolarmente, per complessivi 251 milioni, e un credito di 210 milioni (5 dei quali destinati a un nuovo impianto di riscaldamento presso la base aerea di Locarno). La spesa maggiore - 57 milioni - è prevista per la costruzione di un nuovo edificio presso l'aerodromo militare di Emmen (LU) che ospiterà il nuovo Centro sistemi aeronautici.