Le riforme dell'imposizione delle imprese II, III e seguenti. Dall'ambiguità alla trasparenza
17.3118 · Interpellanza · 2017-03-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Dopo il fallimento alle urne della riforma III dell'imposizione delle imprese si sono creati i presupposti per divulgare una consapevolezza comune riguardo alla prossima riforma IV dell'imposizione delle imprese e per ridare fiducia agli elettori, rendendo pubblici i fatti e le cifre sulla nuova situazione. Al riguardo è necessario conoscere in particolare le informazioni seguenti:
1. Quante società holding, società di domicilio e società miste esistono attualmente nei diversi Cantoni? A quanto ammontano le quote sul gettito dell'imposta sull'utile e sul capitale? Come prosegue la tendenza di queste società a passare dall'imposizione privilegiata a quella ordinaria? Questa tendenza è dovuta principalmente allo scambio automatico di informazioni, allo scambio internazionale di accordi fiscali preliminari (i cosiddetti "ruling"), alla richiesta avanzata dall'OCSE nel suo rapporto nazionale o ad altri motivi?
2. L'articolo 5 della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni autorizza i Cantoni a concedere alle imprese neoco-stituite o soggette a ristrutturazioni sgravi di imposta per dieci anni consecutivi. Queste basi legali sono state create da tutti i Cantoni? A quanto ammonta il volume degli sgravi di imposta concessi dai Cantoni sulla base di tale normativa?
3. Inoltre, quale politica strutturale regionale con orientamento economico, la Nuova politica regionale della Confederazione (NPR) offre dal 2008 la possibilità di agevolare fiscalmente le imprese. Quali Cantoni hanno concesso sgravi di imposte su questa base e in quale misura? A quanto ammonta il volume delle agevolazioni fiscali accordate dalla Confederazione?
4. Secondo Charles Julliard, consigliere di Stato e presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, il 75 per cento delle società anonime non paga l'imposta sull'utile. Esistono dati affidabili che mostrano come dal 1990 si siano evolute le imposte effettivamente versate dalle società anonime rispetto al volume della distribuzione dell'utile?
5. Quali Cantoni hanno introdotto la possibilità di computo dell'imposta sull'utile nell'imposta sul capitale risultante dalla riforma II dell'imposizione delle imprese? A quanto ammontano le riduzioni d'imposta in questi Cantoni?
6. Inoltre, dalla riforma II dell'imposizione delle imprese sono risultati al 31 dicembre 2016 1255 miliardi di franchi di riserve da apporti da capitale approvate come distribuzione di dividendi esente da imposta (17.5102). Nel 2016 sono stati effettivamente distribuiti 90 miliardi senza ritenuta d'imposta. Dal profilo dell'economia reale queste somme non si possono spiegare. Il Consiglio federale è disposto a fornire chiarimenti riguardo al tipo di società anonime che generano in Svizzera questi pressoché 2 bilioni di capitale distribuito completamente esentasse?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo gli ultimi dati disponibili, datati 2013, delle 358 689 persone giuridiche imponibili 12 499 hanno lo statuto di società holding, 8104 di società di domicilio e 3895 di società miste.
La quota sul gettito dell'imposta federale diretta delle persone giuridiche per le società holding è di 799 milioni di franchi (8,9 per cento), per le società di domicilio di 361 milioni (4 per cento) e per le società miste di 3242 milioni (36,1 per cento). Le quote stimate sulla base dei valori medi 2011 a 2013 dell'imposta cantonale sono inferiori e ammontano a 5 milioni di franchi per le società holding (0,1 per cento), a 113 milioni per le società di domicilio (1,3 per cento) e a 1322 milioni per le società miste (14,6 per cento). Per l'imposta sul capitale non è disponibile alcuna stima o analisi.
I motivi per cui una società con statuto speciale decide di passare all'imposizione ordinaria possono essere vari. In questa decisione potrebbero avere un ruolo anche gli sviluppi internazionali nell'ambito dell'imposizione delle imprese. Non è tuttavia possibile fornire dati sulla tendenza delle società con statuto speciale a passare all'imposizione ordinaria. L'Amministrazione federale delle contribuzioni di norma non esercita alcuna vigilanza a livello di imposte cantonali e comunali. In merito non sono pertanto disponibili dati statistici sul momento e sulle eventuali ragioni di una modifica di statuto.
2. Secondo gli articoli 5 e 23 capoverso 3 della legge sull'armonizzazione delle imposte i Cantoni possono concedere sgravi di imposte alle imprese neocostituite che servono gli interessi economici del Cantone. Ciò può avvenire per l'anno di fondazione dell'impresa e per i nove anni seguenti. Tutti i Cantoni hanno adottato nella loro legislazione fiscale cantonale una regolamentazione simile. L'entità degli sgravi fiscali concessi su queste basi dai Cantoni non può essere quantificata per mancanza dei dati necessari.
3. La concessione di sgravi fiscali conformemente alla legge federale sulla politica regionale è esclusivamente di competenza della Confederazione. I Cantoni non possono concedere alcuno sgravio sulle imposte federali dirette. Il volume degli sgravi concessi dalla Confederazione tra il 2008 e il 2013 ammonta a una media di quasi 1,3 miliardi di franchi. Si tratta tuttavia solo di una stima teorica delle entrate tributarie perse, diversamente in Svizzera molti progetti non sarebbero stati realizzati. Nello stesso periodo le attività sgravate fiscalmente hanno prodotto, in media, quasi 243 milioni di franchi all'anno di imposte federali dirette.
4. Per quanto riguarda l'imposta federale diretta delle persone giuridiche, nel 2013 il 51,8 per cento delle società anonime e delle sagl non ha dichiarato un utile netto imponibile. Negli ultimi dieci anni (2004-2013) tale percentuale ha oscillato tra il 50,2 (2007) e il 55,5 per cento (2004).
Non è possibile fare un confronto tra i dividendi e le imposte pagate dalle società anonime, poiché per le imposte pagate si dispone di cifre consolidate, mentre per i dividendi pagati di cifre non consolidate. Mediante la deduzione per partecipazioni l'imposta pagata sui redditi di partecipazioni viene ridotta. In questo modo si evita un onere economico multiplo sui redditi da partecipazioni. Nel caso dei dividendi mancano dati statistici per una simile visione consolidata. Sono disponibili dati non consolidati riguardanti i dividendi nell'ambito dell'imposta preventiva. Tuttavia, questi dati vengono rilevati statisticamente più volte laddove nelle relazioni tra una società madre e le società affiliate svizzere un dividendo passi attraverso più fasi. L'importanza di strutture a più livelli di questo genere è aumentata di pari passo con l'incremento del numero di strutture holding in Svizzera e le profonde implicazioni internazionali, da cui derivano importanti investimenti diretti esteri in Svizzera. In merito all'evoluzione della distribuzione dei dividendi si veda la risposta del Consiglio federale all'interrogazione Badran Jacqueline 16.1061, "La distribuzione dei dividendi in Svizzera".
5. Ad oggi 11 Cantoni computano l'imposta sull'utile nell'imposta sul capitale (AG, AI, BE, BL, GE, NE, SG, SO, SZ, TG, VD). Nel Cantone di Ginevra vige un limite massimo di 8500 franchi di riduzione d'imposta. L'AFC non dispone di un'analisi di quanto il computo nell'imposta sul capitale abbia diminuito le entrate di quest'ultima.
6. Alla luce delle numerose richieste riguardanti le riserve da apporti di capitale, l'AFC ha compiuto notevoli sforzi per collegare le diverse fonti di dati disponibili. In questo modo l'AFC è in grado di fornire dati concreti relativi alla differenziazione tra società quotate e non quotate.
Il 28 febbraio 2017 le riserve da apporti di capitale ammontavano a un totale di 1236 miliardi di franchi. Di questi, 1099 miliardi sono riconducibili a società non quotate e 137 miliardi a società quotate (solo società anonime). Gli aventi diritto possono essere svizzeri o esteri (persone giuridiche o fisiche).
Va inoltre tenuto conto che ulteriori analisi più dettagliate non sono possibili sulla base dei mezzi statistico-informatici disponibili.
Risposta del Consiglio federale.