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17.3129 · Postulato · 2017-03-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a esaminare l'introduzione di una tassa sui biglietti aerei al fine di un allineamento ai Paesi confinanti. L'importo della tassa dovrà dipendere dalla lunghezza della tratta aerea.

I proventi della tassa dovranno essere destinati alle misure ambientali e di sicurezza nel settore del traffico aereo, conformemente al principio di causalità.

Begründung

Il 15 per cento degli effetti climatici prodotti in Svizzera può essere attribuito al settore aereo. Il traffico aereo internazionale ha un impatto particolarmente negativo sul clima poiché produce, oltre a una quantità enorme di CO2, anche altri gas serra.

A livello internazionale, i progressi compiuti negli ultimi anni nella lotta contro le emissioni del traffico aereo sono stati ben pochi, nemmeno dopo l'ultima conferenza dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (gli strumenti previsti registreranno solo l'aumento successivo al 2020). Poiché il traffico aereo transfrontaliero è tuttora esente dall'imposta sul cherosene, nel settore non vi è equità dei costi. Inoltre, gran parte delle misure ambientali e di sicurezza nel settore del traffico aereo è in generale finanziata dalla Confederazione, circostanza che contrasta con il principio di causalità. Occorre pertanto adottare misure urgenti, non da ultimo anche per il loro effetto, che si spera sia incentivante.

Tutti i Paesi limitrofi applicano una tassa sui biglietti aerei, motivo per cui l'argomento dello spostamento dei passeggeri all'estero non regge. Per contro, non è stata riscontrata nemmeno una "fuga di passeggeri" verso la Svizzera. Tra l'altro, in Gran Bretagna i proventi della tassa sui biglietti aerei oscillano dai 3 ai 4 miliardi di franchi all'anno.

Nonostante la decisione preliminare del 3 febbraio 2017 della Commissione europea, non si è tuttora in grado di prevedere quando la Svizzera aderirà al sistema europeo di scambio di quote d'emissione. Inoltre, il limite massimo delle emissioni consentite (CAP) è anche decisamente troppo basso. Di conseguenza, la tassa sui biglietti è per ora l'unico possibile strumento di politica climatica che ancora rimane.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole del fatto che, stando alle previsioni attuali, anche in futuro le emissioni di gas serra generate dal traffico aereo continueranno ad aumentare fortemente. Per questo motivo sostiene l'obiettivo globale confermato dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale nell'autunno del 2016, che persegue una crescita neutra dal punto di vista delle emissioni di CO2 a partire dal 2020 e che, a tale scopo, prevede, tra le altre cose, anche una misura globale di compensazione basata sul mercato per le emissioni di CO2 che superano l'obiettivo. Quando avverrà il collegamento del sistema svizzero di scambio di quote di emissioni (SSQE) con quello europeo, il Consiglio federale intende sottoporre il traffico aereo al SSQE in concomitanza con l'Unione europea. Il relativo accordo è stato parafato all'inizio del 2016. Analogamente alla normativa vigente nell'Unione europea, verrebbero quindi inclusi i voli all'interno della Svizzera e quelli tra la Svizzera e lo Spazio economico europeo (SEE). La struttura del SSQE europeo per l'aviazione è attualmente oggetto di revisione. A tale riguardo il 15 febbraio 2017 il Parlamento europeo ha deciso in prima lettura di ridurre la quantità di diritti di emissione per gli esercenti di aeromobili per il periodo dopo il 2020 del 10 per cento, una prima volta, e in seguito annualmente del 2,2 per cento come pure di incrementare significativamente la quota dei diritti di emissione venduti all'asta. La decisione in materia del Consiglio europeo è ancora in sospeso. Questo inasprimento avrà probabilmente un impatto decisamente maggiore sulle emissioni di CO2 rispetto a una tassa sui biglietti. Come il Consiglio federale ha già esposto nei suoi precedenti pareri in merito a interventi simili (mozione Masshardt 13.3901 e postulato Lachenmeier-Thüring 10.4006), una tassa sui biglietti potrebbe anche avere ripercussioni economiche ed ecologiche indesiderate. I fenomeni di spostamento dei flussi di traffico all'estero, rilevati dalle esperienze fatte, hanno ad esempio convinto i Paesi Bassi e la Danimarca a ritirare progetti di tipo analogo e l'Austria a dimezzare l'aliquota della tassa. Va anche considerato che la Confederazione potrebbe riscuotere una tassa sui biglietti unicamente sul fondamento di un'apposita base costituzionale. Per una tassa sui biglietti come quella proposta dal presente postulato manca tale base.

Già oggi in Svizzera vengono finanziate conformemente al principio di causalità misure per la limitazione degli effetti ambientali del traffico aereo e per la promozione di elevati livelli di sicurezza tecnica, ovvero attraverso tasse (ad es. tasse di atterraggio commisurate al rumore) e tramite i proventi dell'imposta sugli oli minerali. Quest'ultima è tuttavia riscossa soltanto sui carburanti per i voli nazionali, poiché una sua riscossione sui voli internazionali violerebbe vari accordi bilaterali tra la Svizzera e altri Paesi in materia di traffico aereo di linea.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.