Quale politica fiscale a lungo termine per la creazione di posti di lavoro nelle PMI svizzere?
17.3223 · Interpellanza · 2017-03-17
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il franco forte, la concorrenza internazionale, il protezionismo imperante in Europa, negli Stati Uniti e in Asia, abbinati a un contesto economico instabile dovuto alla rivoluzione digitale creano una situazione svantaggiosa per le PMI svizzere. La deindustrializzazione incombe e le nostre imprese hanno bisogno più che mai di libertà e di strumenti d'investimento per reinventarsi, e ciò riguarda sia le PMI che le start up. In questo contesto il Consiglio federale quest'anno pubblicherà un rapporto in adempimento del postulato Derder 13.4237, "Migliorare lo sviluppo delle giovani imprese innovative", che mette in luce la situazione delle giovani imprese in rapida crescita, considerando la possibilità di promuovere gli investimenti e il capitale di rischio in particolare attraverso una fiscalità favorevole. Al contempo, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di vagliare, in collaborazione con i Cantoni, le possibilità di ottimizzazione per rafforzare l'attrattiva della piazza economica svizzera per le start up, concentrandosi soprattutto sul ruolo svolto dall'imposta sulla sostanza (cfr. parere sulla mozione Derder 16.3293).
Nel quadro dei ricorrenti dibattiti a proposito della fiscalità delle imprese, la succitata situazione solleva diversi quesiti a lungo termine:
1. Il Consiglio federale dispone di una strategia di politica fiscale duratura che incoraggi gli investimenti nelle PMI? E se sì, di che strategia si tratta?
2. Quali sono gli strumenti previsti dal Consiglio federale per stimolare in modo duraturo gli investimenti nelle PMI?
3. Quali misure prevede invece per incoraggiare un trasferimento dal risparmio all'investimento?
4. Secondo il Consiglio federale, in un contesto di concorrenza internazionale così aspro, è ragionevole mantenere l'imposta sulla sostanza e in particolare la tassazione degli strumenti di lavoro?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale non pratica una politica fiscale differenziata in funzione delle dimensioni di un'impresa. Per le PMI non esiste quindi una politica fiscale distinta. Ciò non esclude però che determinate norme fiscali siano più importanti per le PMI (ad es. l'imposizione parziale degli utili distribuiti), mentre altre più rilevanti per le grandi imprese (ad es. lo statuto fiscale cantonale secondo l'art. 28 della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, LAID - RS 642.14 -, o il principio degli apporti di capitale). Per quanto concerne le particolarità delle start-up, il Consiglio federale rimanda al suo rapporto "Giovani imprese a forte crescita in Svizzera", in adempimento al postulato Derder 13.4237.
Nell'ambito dell'attività d'investimento in Svizzera, per gli investitori istituzionali ed esteri è rilevante solo l'onere fiscale a livello di impresa (imposta sull'utile, imposta sul capitale, tassa d'emissione e rimanente imposta alla fonte). Per le persone fisiche assoggettate all'imposta in Svizzera, invece, occorre prendere in considerazione anche l'onere fiscale a livello di economia domestica (imposta sul reddito, imposta sulla sostanza). Al fine di promuovere gli investimenti nazionali e realizzare un determinato gettito fiscale, è in linea di principio meglio mirare a un'imposizione moderata delle imprese e a un'imposizione più elevata delle economie domestiche. Di fatto, il sistema fiscale svizzero segue questo principio dal momento che gli investimenti nazionali sono tassati in misura minore rispetto ai risparmi dei contribuenti svizzeri.
3. In Svizzera la quota di risparmio è tradizionalmente elevata e supera chiaramente la quota degli investimenti. Questa situazione non è inusuale per un Paese ricco. L'elevata quota di risparmio è riconducibile tra l'altro a più fattori: innanzitutto il sistema previdenziale è ben sviluppato, fiscalmente agevolato e in parte obbligatorio nell'ambito della procedura di copertura del capitale (secondo pilastro e pilastro 3a). Inoltre, l'imposizione fiscale degli utili tesaurizzati, quindi non distribuiti, delle imprese è moderata. Infine, in Svizzera vige una politica finanziaria solida, regolamentata oltretutto dal freno all'indebitamento sul piano federale e da altre norme analoghe a livello cantonale.
Di conseguenza, il compito della politica economica non è generare ulteriori risparmi, bensì promuovere l'investimento dei risparmi esistenti in progetti particolarmente redditizi. La riforma dell'imposizione delle imprese II prevedeva un passo in questa direzione. I costi della distribuzione dell'utile hanno potuto essere ridotti sia con l'imposizione parziale degli utili distribuiti degli investitori titolari di partecipazioni qualificanti che con l'introduzione del principio degli apporti di capitale. In questo modo le "società mature", il cui cash-flow supera le possibilità d'investimento interne ed economicamente ragionevoli, sono state incentivate a distribuire maggiori utili. Sul mercato dei capitali questi mezzi possono quindi essere investiti in giovani imprese redditizie che presentano un elevato fabbisogno d'investimento.
4. Dal 1959 la Confederazione non riscuote più l'imposta sulla sostanza. Inoltre, con il passaggio dall'aliquota dell'imposta sull'utile secondo l'intensità del rendimento all'aliquota proporzionale, nel 1998 è stata abrogata anche l'imposta sul capitale. Ciononostante, nella LAID la Confederazione continua a prescrivere ai Cantoni la riscossione di un'imposta sulla sostanza e di un'imposta sul capitale.
Di principio, in considerazione dell'equità fiscale e delle ripercussioni economiche, è preferibile un'imposizione del reddito effettivamente conseguito (imposta sull'utile, redditi da capitale e utile in capitale nell'ambito dell'imposta sul reddito) rispetto a un'imposizione del reddito ipotetico o della sostanza economica per mezzo dell'imposta sul capitale o dell'imposta sulla sostanza. Nel succitato rapporto in adempimento al postulato 13.4237, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a valutare, dietro opportuno mandato del Parlamento, le ripercussioni economico-finanziarie del passaggio da un'imposizione della sostanza a una maggiore imposizione del reddito.
Risposta del Consiglio federale.