17.3768 · Interpellanza · 2017-09-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Tenuto conto delle azioni e misure già intraprese o previste dalla Confederazione e dai Cantoni per applicare la parità salariale, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Come valuta il sostegno ottenuto dalla Carta per la parità salariale e l'impegno delle diverse collettività pubbliche firmatarie?
2. Il Consiglio federale emanerà linee guida per inquadrare i controlli relativi alle imprese sussidiate come hanno fatto le imprese incaricate dalla Confederazione e dal settore pubblico? In tal caso, quale sarà il loro tenore?
3. Dato che la parità salariale deve applicarsi a tutti gli impiegati del nostro Paese, il Consiglio federale è disposto a intervenire per armonizzare le esigenze e i controlli in materia sul piano federale e cantonale?
4. Oltre agli incentivi previsti nella Carta, prevede altre misure - più vincolanti - affinché i Cantoni e i Comuni, quali enti che erogano sussidi e/o committenti pubblici, rendano effettiva la parità salariale?
5. Concretamente, è disposto a esigere, per qualsiasi sussidio o sostegno finanziario da parte della Confederazione (sulla base di un determinato importo ed eventualmente a seconda delle dimensioni dell'impresa), che sia apportata la prova della parità salariale, ad esempio sotto forma di dichiarazione spontanea che soddisfi un certo numero di criteri?
Begründung
30 Cantoni e Comuni come pure la Confederazione hanno recentemente firmato la Carta per la parità salariale nel settore pubblico. Questa carta rileva il ruolo modello che i poteri pubblici devono svolgere in materia e sottolinea la volontà dei firmatari di concretizzare la parità salariale nella loro sfera di competenza. Invia un segnale ai datori di lavoro pubblici e privati e punta a un impatto il più ampio possibile.
Di fatto, si tratta di controllare regolarmente il rispetto della parità salariale sia nell'amministrazione sia nelle imprese incaricate o sussidiate dal settore pubblico.
I mezzi per conseguire questo obiettivo possono tuttavia dare luogo a discussioni. Anzitutto, la carta non è vincolante sul piano giuridico.
Inoltre, anche se i controlli preconizzati per le imprese incaricate tramite i mercati pubblici sono ben documentati e oggetto di linee guida, non si può dire lo stesso, per il momento, per i controlli riguardanti gli attori pubblici e privati sussidiati dalla Confederazione e dal settore pubblico.
Infine, in materia di rispetto della parità salariale, anche il catalogo di misure varia considerevolmente da un Cantone all'altro. Si può tuttavia osservare che in alcuni Cantoni le imprese che eseguono lavori sussidiati o che chiedono un sussidio cantonale (periodico o per un determinato importo di riferimento) devono confermare, con una dichiarazione spontanea, che garantiscono la parità salariale. Indirizzano pertanto la dichiarazione spontanea unitamente al dossier all'autorità cui è stata sottoposta la domanda di sussidio.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Da quando è stata istituita, la Carta per la parità salariale nel settore pubblico è stata nel frattempo firmata da due ulteriori Cantoni e nove altri Comuni. Al momento, oltre alla Confederazione, hanno pertanto sottoscritto la Carta quasi la metà dei Cantoni (12) e 24 Comuni, tra cui tutte le città con più di 100 000 abitanti; ulteriori autorità hanno inoltre promesso di firmare la carta. In occasione di incontri annuali su scala nazionale si svolge uno scambio di idee sulle misure elencate nella Carta. Inoltre, nell'ambito di un monitoraggio, l'Ufficio federale per la parità fra donna e uomo rileva le misure pianificate e quelle già adottate per la promozione della parità salariale nel settore pubblico. Da tale rilevamento si evince che la maggioranza dei Cantoni ha svolto analisi sulla parità salariale presso il personale delle loro amministrazioni. Nel settore dei sussidi pubblici, i Cantoni di Berna, Zurigo, Vaud e Giura nonché la città di Berna hanno previsto o già introdotto il rispetto della parità salariale quale condizione per la concessione di sussidi (cfr. il messaggio del 5 luglio 2017 concernente la modifica della legge federale sulla parità dei sessi, FF 2017 4745, commento all'art. 13b).
2. A livello federale non sussiste una base legale analoga a quella della legislazione sugli acquisti pubblici, secondo cui la Confederazione potrebbe prevedere come criterio per la concessione di sussidi il rispetto della parità salariale tra donna e uomo. In mancanza di una tale base, il Consiglio federale non può emanare linee guida che vincolino la concessione di sussidi all'esecuzione di controlli del rispetto della parità salariale.
3. La parità salariale garantita dalla Costituzione obbliga allo stesso modo la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. È tuttavia compito dei singoli enti pubblici provvedere al rispetto della parità salariale nelle loro sfere di competenza. In febbraio 2017, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la revisione totale della legge federale sugli acquisti pubblici (FF 2017 1587). Il disegno di legge è armonizzato con quello dei Cantoni concernente la revisione del Concordato intercantonale sugli appalti pubblici e le disposizioni sono state adeguate nella misura del possibile. In tal senso esiste pertanto già una proposta di armonizzazione tra diritto federale e cantonale, che comprende anche le disposizioni sul rispetto della parità salariale nel settore degli appalti pubblici. Inoltre, la Confederazione e i Cantoni si sforzano di evitare sovrapposizioni e di sfruttare sinergie mediante la possibilità del riconoscimento reciproco, previo consenso delle imprese controllate, dei controlli in materia di parità salariale. In futuro questo coordinamento sarà ulteriormente intensificato.
4. La Confederazione non ha alcuna competenza costituzionale di disciplinare gli appalti pubblici e i sussidi cantonali e quindi il Consiglio federale non ha la facoltà di emanare prescrizioni per i Cantoni e i Comuni in questi settori. La Confederazione può tutt'al più promuovere l'impegno volontario dei Cantoni e dei Comuni, alla stregua di quanto fatto con la Carta per la parità salariale nel settore pubblico.
5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui occorre promuovere il rispetto della parità salariale tra donna e uomo. Adottando il messaggio e il disegno di modifica della legge federale sulla parità dei sessi, ha pertanto proposto che le imprese con 50 o più impiegati devono effettuare un'analisi della parità salariale. Il disegno di legge viene quindi incontro alla richiesta dell'autore dell'iniziativa.
Risposta del Consiglio federale.