Riconoscimento dei titoli di studio esteri in considerazione della carenza di personale qualificato
17.3804 · Interpellanza · 2017-09-28
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Quali provvedimenti prende il Consiglio federale per facilitare l'accesso di lavoratrici e lavoratori stranieri qualificati al mercato del lavoro svizzero attraverso un più semplice e trasparente riconoscimento dei loro titoli di studio ottenuti all'estero e un miglioramento del livello di formazione, contribuendo così anche a contrastare la crescente carenza di personale qualificato?
Begründung
Gli accordi bilaterali hanno migliorato la situazione dei cittadini dell'UE in possesso di un diploma di livello terziario in merito al riconoscimento dei loro titoli di studio, tuttavia ciò non vale per i cittadini europei o di Stati terzi che possiedono un titolo di studio professionale (comparabile all'AFC svizzero). Per i lavoratori che hanno conseguito il proprio diploma professionale seguendo una formazione puramente scolastica è pressoché impossibile ottenere l'equipollenza con l'AFC. Tutti gli elettricisti francesi o le infermiere polacche che chiedono il riconoscimento devono sottoporsi a una verifica individuale pur avendo tutti e tutte lo stesso titolo di studio. La procedura di riconoscimento dura vari mesi, comporta spese e un'inutile trafila burocratica. Per le professioni non regolamentate il riconoscimento del titolo di studio o l'attestazione del livello non sono strettamente necessari, tuttavia molti contratti collettivi di lavoro prevedono retribuzioni più elevate per i lavoratori in possesso di un AFC. La situazione è particolarmente difficile per persone provenienti da Stati terzi, le quali sono spesso costrette a svolgere mansioni ausiliarie poiché la loro formazione e la loro esperienza non vengono riconosciute, nonostante la Svizzera abbia urgentemente bisogno di lavoratori qualificati a causa dell'invecchiamento demografico.
1. Anche il Consiglio federale ritiene che il mancato riconoscimento dei titoli di studio esteri costringa di fatto molti migranti con una buona formazione a svolgere mansioni ausiliarie, nonostante la Svizzera abbia bisogno di personale qualificato?
2. Anche il Consiglio federale ritiene che la prassi del riconoscimento individuale rappresenti un'inutile trafila burocratica e vada cambiata?
3. Ha intenzione di modificare questa prassi, anche per le professioni non regolamentate, e di predisporre valutazioni collettive per quanto riguarda l'equivalenza dei titoli conseguiti attraverso una formazione puramente scolastica?
4. È disposto a facilitare l'accesso ai cicli di studio universitario e alle SUP ai cittadini di Stati terzi che hanno iniziato o concluso la formazione terziaria? Quali provvedimenti sono previsti?
Stellungnahme des Bundesrates
Nel caso dei cittadini UE/AELS, per quanto riguarda le professioni e le attività regolamentate in Svizzera il riconoscimento delle qualifiche professionali è disciplinato dall'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone che, nell'Allegato III, rimanda alla direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Ai cittadini di Paesi terzi si applicano l'ordinanza sulla formazione professionale e l'ordinanza concernente la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero.
L'esercizio di alcune professioni è regolamentato, ovvero richiede il possesso di un titolo di formazione. L'obiettivo è garantire la qualità delle prestazioni nei settori in cui ciò è d'interesse pubblico. La procedura per ottenere l'equipollenza delle qualifiche professionali mira a mantenere la qualità richiesta dalla regolamentazione. Quando l'esercizio di una professione non è regolamentato, è il mercato del lavoro a determinare liberamente le condizioni per l'assunzione; una maggiore ingerenza dell'Amministrazione federale non sarebbe giustificata.
1. Quando la formazione conseguita all'estero non permette di raggiungere gli standard qualitativi minimi richiesti in Svizzera, vengono disposte delle misure di compensazione che hanno lo scopo di permettere agli individui formatisi all'estero di raggiungere il livello formativo richiesto facilitandone così l'inserimento nel mercato del lavoro. Nel caso delle professioni regolamentate è in ogni caso molto raro che il riconoscimento venga negato.
2./3. Non è possibile redigere liste per il riconoscimento collettivo dal momento che i vari tipi di formazione cambiano molto rapidamente, sia in Svizzera sia all'estero. Non potendo essere precise, tali liste rischierebbero da una parte di creare condizioni di ammissione eccessivamente favorevoli a scapito degli standard minimi richiesti dal nostro Paese, dall'altra, al contrario, di causare respingimenti ingiustificati. Tenere aggiornate tali liste genererebbe proprio una di queste trafile burocratiche avulse dalla pratica; ciò vale a maggior ragione per le professioni non regolamentate per le quali un eventuale respingimento della domanda di equipollenza non produce alcun effetto formale, dal momento che è il mercato del lavoro a decidere liberamente le condizioni per l'assunzione. Per approfondimenti il Consiglio federale rimanda al postulato Fetz 15.3632.
4. L'ammissione agli studi è di competenza delle scuole universitarie. Queste ultime e i rispettivi servizi d'ammissione tengono in dovuta considerazione la questione dell'accesso semplificato per i cittadini di Paesi terzi che hanno iniziato o concluso la formazione terziaria. A tal proposito si ricorda la "Convenzione di Lisbona" il cui obiettivo è facilitare il reciproco riconoscimento dei titoli di studio rilasciati dai Paesi firmatari.
Per di più Swissuniversities (Swiss ENIC) fornisce gratuitamente valutazioni sul valore dei titoli di formazione terziaria esteri nel caso delle professioni non regolamentate. Nell'ambito del progetto "Sfruttare il potenziale dei migranti" della Segreteria di Stato della migrazione, si indaga inoltre su come semplificare l'accesso dei cittadini di Paesi terzi ai cicli di studio professionali riconosciuti. Il progetto si concluderà nel 2018 e i risultati saranno discussi assieme agli attori del settore della formazione.
Risposta del Consiglio federale.