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Un mito da sfatare. La Confederazione potrebbe perdere la sua attrattiva come datore di lavoro

17.4260 · Interpellanza · 2017-12-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Dalle contrattazioni salariali emerge che la Confederazione potrebbe perdere la sua attrattiva come datore di lavoro e faticherebbe a competere con il settore privato, se si prospettassero ulteriori risparmi. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.

1. Quando in passato si sono adottate misure per ridurre i costi del personale federale (p. es. soppressione dei privilegi, contrattazioni salariali senza aumenti, ecc.), si sono registrati licenziamenti in massa o un numero nettamente inferiore, per quantità e qualità, di candidature? Se sì, il Consiglio federale può provarlo con cifre alla mano?

2. Come giudica l'importanza di fattori intangibili ("soft-factor") per l'attrattiva della Confederazione come datore di lavoro, ad esempio la sicurezza del posto di lavoro, l'offerta di attività sportive, la promozione della salute al lavoro, i corsi di lingue, le possibilità di formazione continua, le opportunità di carriera, un lavoro interessante e spesso legato all'attualità politica, le buone opportunità di networking, l'immagine del datore di lavoro, i modelli e gli orari di lavoro personalizzati o flessibili?

3. Come valuta il pacchetto complessivo di prestazioni sociali della Confederazione, tra cui il congedo di paternità, i giorni di ferie, la custodia dei bambini, le indennità giornaliere e l'assicurazione contro gli infortuni o le prestazioni della cassa pensioni rispetto a quanto offrono le PMI svizzere, le possibilità di pensionamento anticipato, l'indennità unica, i supplementi, ecc.?

4. Oggi il senso del lavoro acquisisce sempre più importanza nel settore delle start-up, ma anche nelle grandi aziende innovative. Molti giovani avviano un'impresa o cercano un'occupazione che permetta loro di trovare un senso in ciò che fanno. Non sono questi i fattori determinanti che rendono attrattivo un datore di lavoro al giorno d'oggi?

5. Alla luce di questi fattori, il Consiglio federale potrebbe effettuare una valutazione complessiva dell'attrattiva della Confederazione come datore di lavoro rispetto alle PMI e alle start-up dell'economia svizzera?

6. Il Consiglio federale riesce a quantificare la crescita del personale federale e i relativi costi negli ultimi 20 anni, rispetto allo sviluppo della popolazione, al numero di imprese, al PIL e al PIL pro capite?

7. Dal punto di vista della politica statale, come valuta il fatto che il confronto con il settore privato in termini di attrattiva sia in realtà solo parzialmente rilevante, poiché le condizioni di lavoro nel settore privato devono essere garantite dalle entrate sul libero mercato, mentre per lo Stato si basano sulle imposte e sui tributi versati collettivamente e obbligatoriamente?

Stellungnahme des Bundesrates

Nei prossimi anni il mercato del lavoro sarà caratterizzato da una penuria di personale qualificato, dallo sviluppo tecnologico, dall'individualizzazione, dal pluralismo dei valori, dalla digitalizzazione del lavoro e dalla globalizzazione dell'economia. Le pressioni al risparmio esercitate sulla pubblica amministrazione e le aspettative riposte nell'Amministrazione federale in qualità di datore di lavoro esemplare restano elevate e continueranno ad aumentare.

In particolare la crescente individualizzazione si ripercuote sulla lealtà e sull'impegno dei collaboratori. I fattori intangibili ("soft-factor") hanno acquisito maggiore importanza e si sovrappongono ai fattori d'influenza tradizionali quali la retribuzione e le opportunità di carriera. È il caso soprattutto quando i collaboratori giudicano i fattori tradizionali conformi al mercato.

Il contesto competitivo del mercato influenza i diversi fattori in modo tale che un deterioramento delle condizioni in un determinato settore richiede miglioramenti in altri settori. In caso contrario, il personale altamente qualificato cambia rapidamente posto di lavoro, tendenza che, vista l'assenza di personale specializzato, non pone problema e che viene accentuata dal calo di lealtà tra datore di lavoro e lavoratore. In questo caso persino le incertezze legate al passaggio a un altro datore di lavoro e un'eventuale minore sicurezza dell'impiego rivestono solo un'importanza secondaria.

Il Consiglio federale non dispone di dati che mostrano la variazione della qualità delle candidature o le oscillazioni del tasso di ricambio del personale dopo l'adeguamento delle condizioni di assunzione.

Non esiste un collegamento generale tra lo sviluppo della crescita del personale federale, o dei relativi costi, e lo sviluppo della popolazione, del numero di imprese e del PIL. Si può tuttavia affermare che questi fattori influenzano l'evoluzione dell'effettivo del personale in talune unità amministrative.

In considerazione dei suoi compiti, della sua eterogeneità, della sua dimensione, della sua complessità e della sua portata, l'Amministrazione federale può essere paragonata soprattutto a grandi imprese, amministrazioni cantonali e imprese parastatali. Un confronto con le PMI o le start-up fornirebbe risultati poco attendibili.

Infine, per quanto riguarda la parziale rilevanza del confronto tra l'amministrazione pubblica e il settore privato va evidenziato che, analogamente alle imprese private, la Confederazione deve reclutare i propri collaboratori sul mercato del lavoro pubblico. Essa dunque si trova inevitabilmente in concorrenza con il settore privato, indipendentemente dal fatto che la retribuzione avvenga mediante i soldi dei contribuenti o attraverso capitale conseguito privatamente.

Risposta del Consiglio federale.

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