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18.3160 · Mozione · 2018-03-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali cosicché il canone radiotelevisivo (art. 69 segg. LRTV) sia sostituito da un canone basato sulla capacità economica. In tale contesto l'indipendenza della radiotelevisione secondo l'articolo 3a LRTV non deve essere compromessa in alcun modo.

Begründung

L'attuale canone radiotelevisivo secondo l'articolo 68 LRTV si applica allo stesso modo a tutte le economie domestiche di persone fisiche, a differenza del canone per le imprese che è dovuto a partire da un valore minimo della cifra d'affari ed è calcolato in funzione di quest'ultima (art. 70 segg. LRTV). Considerato l'onere non indifferente che le economie domestiche con un reddito esiguo devono sostenere a causa di imposte e tasse, è inammissibile questa deroga dal principio della capacità economica. La legge dovrà pertanto esser adeguata in modo che il canone per le economie domestiche sia sostituito da un canone sui media basato sulla capacità economica. Quale base di calcolo e di riscossione può essere applicata l'imposta federale diretta (percentuale) o una regolamentazione speciale. Nell'attuazione occorrerà verificare se una tale imposta debba essere incassata dalla Confederazione con l'imposta federale diretta o continuare ad essere riscossa da un servizio esternalizzato come avviene finora per tutelare l'indipendenza dei media (art. 3a LRTV).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel quadro della revisione della LRTV il Parlamento ha discusso intensamente le diverse possibilità riguardo ai canoni, alla loro riscossione e al loro allestimento. Il passaggio dal canone di ricezione a un canone radiotelevisivo generale dal 2019 segnerà la riduzione dell'importo annuo per economia domestica dagli attuali 451 franchi a 365 franchi. Al momento della determinazione dell'importo del canone il Consiglio federale ha dichiarato espressamente che già nel 2020, e da lì in poi a cadenza biennale, verificherà l'ammontare del canone allo scopo di ridurlo ulteriormente, diminuendo così ancora l'onere a carico delle economie domestiche. Occorre inoltre osservare che le persone che percepiscono prestazioni complementari annue all'AVS o all'AI possono chiedere di essere esentate dal pagamento del canone. Per cinque anni questa possibilità vale anche per le economie domestiche senza possibilità di captare programmi radiofonici o televisivi. Inoltre, i costi del canone per le economie domestiche sono considerati nel forfait per il mantenimento delle persone che beneficiano di aiuti sociali. Queste misure consentono già di tenere conto in misura determinante delle richieste formulate nel postulato. Considerare un ulteriore cambiamento del sistema di riscossione prima ancora che avvenga l'imminente passaggio al nuovo sistema, e prima dunque di raccogliere le relative esperienze, sarebbe pertanto spropositato e creerebbe insicurezze presso chi è tenuto a pagare il canone.

In aggiunta, nell'ambito dei lavori di preparazione per il nuovo sistema del canone, il Consiglio federale ha già esaminato la possibilità di un finanziamento del servizio pubblico in ambito radiotelevisivo in funzione della capacità economica, in particolare tramite le entrate delle imposte federali dirette, il che avrebbe determinato un aumento delle relative tariffe. Tale variante implica però notevoli svantaggi rispetto ad altri possibili sistemi di finanziamento. Rappresenterebbe un onere sproporzionatamente elevato per il ceto medio, a causa dell'esenzione delle persone con un reddito molto basso; e, in definitiva, anche dell'esenzione delle persone con un reddito molto elevato, vista la fissazione di un'aliquota d'imposizione massima prevista dalla Costituzione. Il finanziamento tramite le imposte federali dirette è risultato essere il più caro di tutti i metodi allora esaminati, poiché conformemente alla Costituzione federale il 17 per cento dei ricavi provenienti da queste imposte è destinato ai Cantoni. Infine, tale sistema potrebbe intaccare l'indipendenza della radiotelevisione garantita dalla Costituzione, in quanto il Parlamento avrebbe il potere di influire indirettamente, tramite il preventivo, sull'allestimento dei programmi.

Altri sistemi di canone in funzione della capacità economica causerebbero considerevoli oneri amministrativi e aumenterebbero quindi i costi di riscossione. Il problema persisterebbe anche se ci si potesse basare sui dati inerenti le imposte già in possesso dei Cantoni o dei Comuni e se un'impresa privata incaricata si occupasse della riscossione dei canoni. Oltre a considerare un finanziamento tramite le entrate delle imposte federali dirette, il Consiglio federale ha analizzato anche la riscossione, da parte delle autorità fiscali cantonali, di un canone a tariffa fissa per ogni economia domestica. È giunto alla conclusione che un tale modello causerebbe oneri analogamente elevati al finanziamento tramite le imposte federali dirette, dovuti innanzitutto all'organizzazione fortemente federalista della tassazione fiscale e della riscossione delle imposte in Svizzera. Se il canone venisse inoltre graduato in funzione della capacità economica, l'onere amministrativo sarebbe ancora più elevato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.