Nuova ubicazione delle Officine FFS ad Arbedo-Castione. Come si intende affrontare il tema degli espropri delle superfici necessarie e in particolare di quelle agricole?
18.3523 · Interpellanza · 2018-06-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale:
1. Corrisponde al vero che l'ubicazione di Lodrino quale futura sede delle Officine è stata valutata senza informare le autorità locali? Se sì, come si spiega?
2. Per quanto riguarda l'opzione di Arbedo-Castione quante sono le superfici industriali e agricole che dovrebbero essere espropriate?
3. I proprietari interessati sono stati preventivamente coinvolti e informati?
4. Conferma che nell'ambito della prevista procedura è necessario un piano settoriale, giusta l'articolo 18 capoverso 5 LFerr? Se no, quale procedura si applica?
5. Sono state adeguatamente valutate le possibili implicazioni di possibili ricorsi e i relativi ritardi per la realizzazione del progetto? Se sì, quali sono le conclusioni?
Begründung
Nelle scorse settimane è la arrivata la conferma circa la decisione delle FFS di spostare la sede delle Officine di Bellinzona ad Arbedo-Castione. Contestualmente le stesse FFS hanno comunicato di aver inoltrato all'UFT una richiesta per una zona di progettazione riservata per circa 150 000 mq. per impianti ferroviari. Questa opzione ha prevalso su altre due possibili ubicazioni, e segnatamente Bodio-Giornico e Lodrino. Nel frattempo sono emersi alcuni elementi che stanno suscitando qualche perplessità ed alcune legittime domande. La prima è quella legata alla presunta candidatura del Comune di Riviera ad ospitare le Officine, visto che si è poi appreso che nessuno (nè Comune e nemmeno l'ERS) ne fossero a conoscenza: un fatto per lo meno curioso. Ma tornando alla variante prescelta la questione centrale riguarda la necessità di esproprio di una superficie importante di terreni privati che hanno già provocato delle reazioni di preoccupazione fra i proprietari toccati, in particolare un'azienda del settore dei trasporti e degli inerti che occupa circa 300 dipendenti che teme per il proprio futuro. Ancora più critico appare il tema dei preannunciati espropri di terreni agricoli, che toccherebbero importanti e pregiate superfici SAC (superfici di avvicendamento agricolo). La reazione dell'associazione dei contadini ticinesi non si è fatta attendere, la quale ha già preannunciato battaglia a tutela degli interessi della categoria. Scopo della presente interpellanza è dunque quello di capire quali sono i rischi legati all'opzione prescelta per la nuova ubicazione delle Officine, per non pregiudicare la realizzazione di questo importante progetto per il nostro Cantone.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Cantone Ticino ha comunicato alle Ferrovie Federali Svizzere sette possibili ubicazioni, tra le quali figura anche Lodrino. Le FFS hanno successivamente esaminato e valutato le ubicazioni proposte. Di proposito le autorità locali non sono state coinvolte in quanto la migliore variante doveva essere analizzata e individuata prevalentemente dal punto di vista dell'esercizio ferroviario.
2. Per assicurare le superfici necessarie al progetto del futuro stabilimento di manutenzione in Ticino, le FFS chiedono la determinazione di una zona riservata di 150 000 metri quadrati, costituiti da 60 000 metri quadrati di zona industriale, 78 500 metri quadrati di zona agricola e 11 500 metri quadrati di strade. Si sottolinea tuttavia come, nell'ambito della procedura di determinazione di una zona riservata, non si procede ad alcun esproprio delle superfici.
3. I proprietari i cui terreni fanno parte della zona riservata sono stati contattati telefonicamente dalle FFS il 5 giugno 2018. Poco tempo dopo, lo stesso giorno, le FFS hanno depositato la domanda all'UFT. Fatta eccezione per un proprietario che non è stato possibile contattare telefonicamente, quindi, tutti i proprietari sono stati informati prima dell'avvio formale della procedura da parte dell'UFT. Il medesimo giorno le FFS hanno informato per iscritto tutti i proprietari in merito alle conseguenze della zona riservata e all'esercizio dei loro diritti di proprietà. Gli stessi sono stati inoltre invitati ad una serata informativa che si è tenuta giovedì 14 giugno 2018. In quell'occasione le FFS hanno illustrato le tappe successive della loro domanda nonché le conseguenze legate ad una zona riservata. Durante l'incontro i proprietari hanno avuto modo di porre delle domande.
4. In ossequio all'articolo 18 capoverso 5 della legge federale sulle ferrovie (Lferr), per i progetti che incidono considerevolmente sulla pianificazione del territorio e sull'ambiente, occorre un piano settoriale. A seguito della domanda delle FFS per la determinazione di una zona riservata, l'UFT sta attualmente esaminando se il progetto, per il quale viene richiesta la zona riservata, ai sensi dell'articolo 18 capoverso 5 Lferr implichi una modifica del "Piano settoriale dei trasporti, parte infrastruttura ferroviaria (SIS)". La sola determinazione di una zona riservata, invece, non richiede una modifica del SIS. L'UFT chiarirà inoltre con il Cantone Ticino la procedura per un eventuale adeguamento del piano direttore cantonale. Costituendo la succitata domanda delle FFS una richiesta volta alla determinazione di una zona riservata, la stessa segue la procedura dell'articolo 18n Lferr in combinato disposto con gli articoli 18 e seguenti Lferr. Nell'ambito della procedura, il Cantone stabilisce un termine per una presa di posizione e/o opposizione da parte dei proprietari, così da rispettare il loro diritto di essere sentiti. Contro la decisione dell'UFT, nell'ambito della quale saranno esaminate le richieste dei proprietari, dei Comuni e del Cantone, potrà essere interposto ricorso presso il Tribunale amministrativo federale.
5. Nell'ambito di una procedura di approvazione sono sempre possibili ritardi dovuti a opposizioni e ricorsi. Ciò è la conseguenza delle garanzie offerte dalla legge per la protezione degli interessi pubblici e privati. La presa in considerazione di tali ritardi spetta in primo luogo al richiedente.
Risposta del Consiglio federale.