18.3721 · Interpellanza · 2018-09-10
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nella sua risposta all'interpellanza de Buman 13.3620, "La cattiva idea dei sacchetti oxo-biodegradabili", il Consiglio federale non prende realmente posizione su questo materiale. Inoltre, nella sua risposta, suscita dubbi sui sacchetti poiché utilizza la designazione "oxo-biodegradabile", mentre la designazione corretta sarebbe "oxo-degradabile" oppure "oxo-frammentabile". Infatti, questi sacchetti non sono biologici perché, in realtà, sono sacchetti di plastica arricchiti con additivi ossidanti affinché alla luce e al calore si scompongano in migliaia di piccoli pezzi. Questi piccoli frammenti di plastica contaminano l'ambiente e la catena alimentare e sarà impossibile rimuoverli (chi raccoglierebbe milioni di particelle di plastica?).
Il Consiglio federale non è l'unico ad essere stato ingannato. Questi sacchetti sono infatti utilizzati da molti commercianti perché li ritengono identici ai sacchetti biodegradabili. Ci si rende invece subito conto che i venditori di questi sacchetti oxo-degradabili hanno semplicemente ingannato i commercianti pretendendo che i loro prodotti oxo-degradabili fossero biodegradabili.
Non possiamo chiedere alla popolazione di questo Paese di frequentare un corso di chimica avanzato per capire la differenza. Quando un prodotto come questo è così ingannevole e più dannoso per l'ambiente rispetto ai sacchetti di plastica tradizionali, occorre vietarlo. La Francia, ad esempio, lo ha già fatto. I francesi sono infatti giunti alla conclusione che la plastica oxo-frammentabile è degradabile ma che non può essere smaltita da microorganismi. Non è, quindi, compostabile secondo le norme vigenti per il recupero di rifiuti organici.
1. Il Consiglio federale è disposto a vietare i sacchetti oxo-degradabili? In caso contrario, perché?
2. Se il Consiglio federale non vuole vietare questi sacchetti, comunichi almeno se informerà l'opinione pubblica sul loro impatto reale, affinché si smetta di ingannare i commercianti.
3. Il Consiglio federale non ritiene che questi sacchetti causino confusione tra la popolazione e inquinino inutilmente gli impianti di compostaggio?
4. Può il Consiglio federale vietare l'uso improprio del termine "biodegradabile"?
Stellungnahme des Bundesrates
L'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sta attualmente conducendo indagini su incarico della Commissione europea in merito a restrizioni sulle plastiche oxo-degradabili. In Svizzera, il Politecnico federale di Zurigo, su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), ha avviato un progetto di ricerca sulle materie plastiche oxo-degradabili. Nel quadro di questo progetto verrà fornita una panoramica degli usi di queste plastiche in Svizzera, della loro identità chimica come pure delle quantità dei diversi tipi di plastiche oxo-degradabili immesse sul mercato. I risultati sono attesi nel corso del 2019.
Il Consiglio federale non ritiene opportuno emanare prescrizioni che limitino la commercializzazione o l'uso di plastiche oxo-degradabili prima che siano disponibili i risultati del suddetto progetto di ricerca. Prima dell'emanazione di una regolamentazione in questo ambito, occorrerebbe inoltre chiarire la necessità di una normativa europea o essere a conoscenza di misure regolatrici concrete attuate a livello di UE, al fine di evitare che la Svizzera proceda in solitaria a una regolamentazione.
Il Consiglio federale condivide le riflessioni dell'autrice dell'interpellanza in merito al fatto che l'informazione dei consumatori e degli utilizzatori professionali di prodotti in plastica che in vari modi sono descritti come "degradabili" è oggi spesso insoddisfacente. Esso esaminerà i possibili miglioramenti al riguardo e presenterà i risultati nel rapporto previsto menzionato nel suo parere del 15 agosto 2018 sul postulato Munz 18.3496, Piano d'azione per la riduzione delle immissioni di plastica nell'ambiente.
Risposta del Consiglio federale.