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È tempo di prendere sul serio la popolazione e accordare la priorità assoluta alla protezione del clima come compito trasversale della politica federale

19.3024 · Interpellanza · 2019-03-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale riconosce che la mitigazione dei cambiamenti climatici e delle loro gravi conseguenze è un compito federale di massima priorità?

2. Il Consiglio federale è disposto a considerare gli effetti sul clima di ogni affare che li riguarda e, per quanto possibile, a trattare in via prioritaria gli affari che mitigano i cambiamenti climatici o le loro conseguenze?

3. Come è possibile, per esempio, conciliare il forte potenziamento delle strade come proposto dal Consiglio federale nei programmi sulle strade nazionali e in quelli d'agglomerato con la mitigazione dei cambiamenti climatici? Non c'è forse bisogno di intelligenza piuttosto che di cemento?

4. Il Consiglio federale ritiene che sia necessario agire anche nel settore del traffico aereo. Per raggiungere gli obiettivi climatici non sono necessarie misure quali una tassa sui biglietti aerei o moderazione nell'ulteriore ampliamento delle infrastrutture del traffico aereo?

5. Il Consiglio federale è disposto a concepire misure future in modo coerente secondo il principio "incentivare piuttosto che sostenere"? Condivide il timore che senza un'efficace tassa d'incentivazione gli obiettivi necessari per ridurre i cambiamenti climatici possono essere raggiunti soltanto mediante sovvenzioni consistenti e prescrizioni rigorose?

Begründung

Il 2 febbraio 2019 migliaia di persone in tutta la Svizzera hanno risposto all'appello di numerosi studenti e sono scesi in piazza. Le richieste sono chiare: Parlamento e Governo devono agire ora per scongiurare la minaccia dei cambiamenti climatici. A causa delle emissioni di CO2, le temperature globali sono già aumentate di 1 grado Celsius rispetto all'era preindustriale. È essenziale ridurre in modo massiccio e il più rapidamente possibile le emissioni di gas serra, anche in Svizzera. Già un aumento di 1,5 grado Celsius della temperatura globale comporta tra l'altro un innalzamento del livello dei mari che rende inabitabili vaste aree costiere. La Banca mondiale stima che nei prossimi 30 anni il numero di rifugiati climatici salirà a oltre 140 milioni. La Svizzera è colpita dai cambiamenti climatici in misura maggiore rispetto alla media per esempio nei settori dell'agricoltura e del turismo invernale.

Non ci si può e non ci si deve aspettare che questo problema si risolva esclusivamente attraverso la responsabilità individuale e i singoli individui. Sono necessarie misure a tutti i livelli statali. Quelle attuate finora non sono sufficienti a limitare il riscaldamento globale a 1,5 grado Celsius entro il 2050.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale attribuisce una grandissima importanza alla politica climatica. Nel suo messaggio del 27 gennaio 2016 sul programma di legislatura 2015-2019, il Consiglio federale si è basato sulle "Prospettive 2030". Queste ultime illustrano le opportunità e i pericoli per la politica federale basando i diversi scenari sulle diverse politiche climatiche. Il Consiglio federale ha trasmesso il 1° dicembre 2017 al Parlamento il suo messaggio sulla politica climatica della Svizzera dopo il 2020. L'urgenza attribuita allo sviluppo ulteriore e all'attuazione della politica climatica non dipende tuttavia solo dal Consiglio federale ma anche dal Parlamento, dai Cantoni e dall'opinione pubblica. Il Consiglio nazionale durante la votazione sul complesso ha respinto nel dicembre 2018, dopo un anno di deliberazioni, il disegno. Detto disegno è attualmente trattato dalla commissione competente del Consiglio degli Stati.

2. Negli ultimi anni, il Consiglio federale ha risposto agli interventi parlamentari incentrati sul tema del clima entro la sessione immediatamente successiva e svolto i mandati d'esame nei tempi previsti. Di regola, nei messaggi destinati al Parlamento, un capitolo è dedicato agli effetti sull'ambiente, che analizza, se del caso, anche gli aspetti legati al clima.

3. A seguito dell'attesa crescita demografica ed economica e in assenza di misure più incisive, le capacità delle infrastrutture del traffico raggiungeranno sempre più i loro limiti. Lo dimostrano le Prospettive di traffico 2040 della Confederazione. Nell'ambito del dibattito sulla fase di potenziamento 2019 delle strade nazionali e del credito d'impegno (18.066) il Consiglio nazionale voleva in un primo tempo forzare ancora di più il potenziamento delle strade rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale.

Con numerose misure, il Consiglio federale punta a una mobilità più rispettosa del clima. Il Governo pone in particolare l'accento sul coordinamento degli insediamenti e del traffico come pure sullo sviluppo centripeto, promossi con successo tra l'altro attraverso il Programma Traffico d'agglomerato (PTA). Il volume di traffico viene in tal modo ridotto, favorendo la mobilità rispettosa del clima. In Svizzera, la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTCPC) rappresenta inoltre un ottimo incentivo finanziario nel trasporto di merci su strada.

Altre misure sono le prescrizioni in materia di emissioni di CO2 per le automobili e, a partire dal 2020, per i veicoli commerciali leggeri, la promozione della mobilità elettrica, ad esempio nel quadro del programma specifico (Roadmap mobilità elettrica 2022), o dell'installazione di stazioni di ricarica presso le aree di sosta lungo le strade nazionali. Altri programmi per la promozione di una mobilità ad alta efficienza energetica e a basse emissioni, come il programma SwissEnergy, sostengono il car sharing e il car pooling, la guida efficiente dal punto di vista energetico (eco-drive) o la gestione della mobilità.

4. La forte crescita delle emissioni dell'aviazione internazionale non è conforme all'Accordo di Parigi. Il Consiglio federale ritiene qui opportuno intervenire con un'azione di politica climatica poiché tutti i settori, e quindi anche quello dell'aviazione, devono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra. Dal 2020, intende pertanto integrare il traffico aereo intereuropeo al sistema di scambio di quote di emissioni. Per i voli internazionali sostiene la misura adottata dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI) di compensare con certificati esteri le emissioni superiori al livello del 2020. Un'eventuale tassa sui biglietti aerei è attualmente oggetto dei dibattiti relativi alla revisione della legge sul CO2. Sotto forma di tassa d'incentivazione, quest'ultima avrebbe potuto contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 del traffico aereo.

5. Il Parlamento non è entrato in materia nel 2017 sul disegno di un sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia, con il quale il Consiglio federale voleva sancire nella Costituzione il passaggio dalla promozione all'incentivazione.

Risposta del Consiglio federale.

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