19.3320 · Mozione · 2019-03-22
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie per incrementare gli sforzi forniti dal nostro Paese a favore del promovimento militare della pace.
Begründung
Nel giugno 2017 l'ex consigliere federale Didier Burkhalter, parlando alla stampa, ha dichiarato: "La nostra sicurezza non inizia alle nostre frontiere." Egli aveva capito perfettamente che il promovimento attivo della pace, unitamente all'aiuto allo sviluppo, costituiscono mezzi efficaci per garantire una maggiore sicurezza, anche in Svizzera. Aiutare a pacificare il mondo che ci circonda, creando condizioni di vita più dignitose e una speranza reale per le popolazioni locali, contribuirebbe certamente a una maggiore pace e sicurezza nel nostro Paese e più globalmente in Europa, riducendo le condizioni oggettive che costituiscono un terreno fertile per il terrorismo, quali le guerre e gli Stati falliti. Il promovimento della pace, la sicurezza umana e l'aiuto allo sviluppo sono strettamente legate, poiché l'insicurezza ostacola lo sviluppo di un Paese scoraggiando le iniziative private e gli investimenti, mentre lo sviluppo economico, fornendo lavoro, perspettive per il futuro e migliori condizioni di vita, costituisce un presupposto essenziale per garantire pace, sicurezza e stabilità durature sul posto.
Il promovimento militare della pace è uno dei tre compiti costituzionali dell'esercito, ma è condannato al ruolo di parente povero. Nei suoi rapporti sulla sicurezza, il Consiglio federale riafferma tuttavia la sua intenzione di pervenire a lungo termine a uno spiegamento più consistente di militari svizzeri all'estero. L'obiettivo previsto è di 500 militari, ma siamo ancora lontani, poiché attualmente l'effettivo, essenzialmente impiegato in seno alla Swisscoy nell'ambito della KFOR in Kosovo, non raggiunge nemmeno la metà di tale cifra.
Un altro campo d'attività da sviluppare consisterebbe nell'invio di agenti di polizia per inquadrare e formare i loro omologhi locali nei Paesi in fase di ricostruzione, per rafforzare la qualità e l'efficacia delle forze statali, e per combattere la criminalità e la corruzione, flagelli che ostacolano lo sviluppo dei processi democratici, indeboliscono gli Stati e frenano lo sviluppo economico.
Attualmente le missioni internazionali di pace sotto l'egida dell'ONU e dell'Unione europea sono moltissime. Il nostro Paese è regolarmente sollecitato al riguardo. Procedere a un potenziamento è possibile e sarebbe molto utile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Attualmente sono impiegati circa 250 militari per il promovimento militare della pace. Pertanto questo impegno basta a impiegare un contingente in Kosovo (Swisscoy con attualmente 190 persone al massimo), un distaccamento in Bosnia ed Erzegovina (26 persone al massimo) e singole persone, come gli osservatori militari, gli ufficiali di stato maggiore e gli ufficiali di collegamento o gli esperti militari (ad. es. sminamento a scopo umanitario). La prosecuzione degli impieghi militari attuali di promovimento della pace rimane una priorità del Dipertimento federale della difensa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). L'obiettivo resta quello formulato nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (FF 2016 6979) di poter impiegare contemporaneamente fino a 500 militari.
Un aumento sostanziale del numero di militari impiegati nel promovimento militare della pace implica che oltre alla Swisscoy si possa inviare un altro contingente, poiché soltanto con un ulteriore contingente è conseguibile l'ampliamento previsto a 500 militari.
L'esercito dispone sostanzialmente dei mezzi per estendere il suo impiego. Il materiale dell'esercito già in uso presenta tuttavia delle caratteristiche che, come illustrato nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2016, consente impieghi dell'esercito dell'entità di un contingente unicamente nella nostra zona climatica e in quelle limitrofe. L'invio di piccoli distaccamenti e di esperti è possibile a livello globale.
A queste condizioni e in presenza di un mandato dell'ONU o dell'OSCE secondo l'articolo 66 della legge militare (RS 510.10) l'esercito è già attualmente in grado di applicare le direttive del rapporto sulla politica di sicurezza.
Negli ultimi anni le condizioni quadro del promovimento militare della pace sono mutate. La NATO e l'UE hanno posto l'accento contenutistico dei nuovi impeghi all'estero sull'allenamento di forze armate locali. Queste missioni di norma non si basano su un mandato del Consiglio di sicurezza dell'ONU. L'ONU continua ad avere per contro necessità di contingenti di truppe, ma in particolare di prestazioni altamente tecnologiche (la ricognizione con droni) o di conoscenze specialistiche in ambito militare (ad es. sminamento a scopo umanitario).
L'ONU ha recentemente rivisto i requisiti qualitativi e i processi per la costituzione delle proprie missioni di pace e li ha trascritti negli United Nations Military Unit Manuals (UNMUM). L'esercito è in grado di fornire prestazioni in determinati settori e di inviare in impiego entro sei a dodici mesi un contingente che può raggiungere la forza di una compagnia. In linea di principio è inoltre possibile, in cooperazione con una Nazione partner, costituire parti di una formazione o contribuire a prestazioni individuali (ad es. ufficiali di stato maggiore). Nell'estate del 2019 sono previsti accertamenti da parte dell'ONU sulle condizioni per la registrazione e la certificazione di contributi svizzeri.
L'Esercito svizzero sostiene anche gli sforzi dell'ONU volti ad incrementare la qualità. Oltre alla collaborazione in gruppi di esperti, nel febbraio del 2019 ha avuto luogo in Svizzera un primo corso ONU in questo ambito. L'offerta dei corsi sarà ulteriormente ampliata e sarà stipulato un accordo con l'ONU. Saranno quindi definite le condizioni quadro per una collaborazione per quanto riguarda i corsi di formazione in Svizzera per missioni di pace internazionali. L'accodo si baserà sugli articoli 48a e 150a della legge militare e sarà adottato dal Consiglio federale.
Come richiesto dall'autore della mozione, entro la metà del 2020 il DDPS presenterà al Consiglio federale un rapporto sulle possibili misure volte ad ampliare il promovimento militare della pace.
In considerazione dell'impegno attuale e delle misure già attuate per il suo ampliamento, il Consiglio federale ritiene adempiuto l'obiettivo della mozione e propone quindi di respingerla.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.