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19.4156 · Mozione · 2019-09-25

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare il Codice delle obbligazioni al fine di obbligare il datore di lavoro ad approntare dispositivi tesi a limitare l'utilizzo degli strumenti digitali da parte del dipendente al di fuori dell'orario di lavoro.

Begründung

Nel 2015, uno studio condotto in Francia evidenziava che il 71 per cento dei quadri consulta la propria posta elettronica al di fuori dell'orario di lavoro e che il 76 per cento ritiene che gli strumenti digitali abbiano un impatto negativo sulla loro vita personale.

Le esperienze maturate nelle imprese dimostrano sempre più che la produttività aumenta quando gli impiegati non sono costantemente connessi al loro lavoro. Alcune multinazionali tedesche l'hanno capito: ad esempio, VW ha introdotto dal 2011 un sistema di blocco della posta elettronica di alcuni suoi collaboratori tra le 18.15 e le 07.00. Altre imprese quali Canon France, Orange, Viacom, Michelin, Intel o Mercedes hanno adottato misure in tale direzione.

Di recente, la giurisprudenza francese ha riconosciuto concretamente il diritto alla disconnessione, sancito nella legge sul lavoro, accordando un indennizzo a un impiegato che doveva essere sempre raggiungibile. Anche il Belgio ha legiferato in materia.

Nel parere sulla mozione Mazzone 17.3201, il Consiglio federale ha in sostanza indicato che non è necessario legiferare in materia. Il tempo di lavoro è infatti definito nella legge sul lavoro (LL) e l'articolo 13 OLL 1 prevede che la durata del lavoro corrisponde al tempo in cui il lavoratore deve essere a disposizione del suo datore di lavoro.

Tuttavia, la LL non si applica a numerose categorie di lavoratori e d'imprese (cfr. art. 2 seg. LL). Inoltre, la protezione dei lavoratori sottostanti alla LL, in particolare i più precari, non è ottimale, in quanto tutti gli impiegati si sentono in qualche modo obbligati ad essere costantemente a disposizione dei loro datori di lavoro, che sia in ragione di direttive esplicite, di un sistema di valutazione che incita alla prestazione o di una situazione di fatto come un clima di concorrenza tra colleghi.

Esiste pertanto una lacuna nel diritto svizzero attuale. Una normativa che sancisca un diritto alla disconnessione per tutti gli impiegati, a prescindere dalla loro funzione, è quindi indispensabile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già pronunciato in merito al quadro giuridico del diritto alla disconnessione nel parere sulla mozione Mazzone 17.3201, "Disconnessione al di fuori delle ore di lavoro. Necessità di precisare il quadro legale per accompagnare l'evoluzione tecnologica del lavoro". Il diritto alla disconnessione si deduce dalle regole sul tempo di lavoro e il tempo libero. Durante il tempo di lavoro, il lavoratore deve essere a disposizione del datore di lavoro, all'occorrenza essendo raggiungibile. Non è invece giuridicamente obbligato a rispondere alle sollecitazioni professionali per e-mail o telefono al di fuori del tempo di lavoro. Il diritto alla disconnessione deriva pertanto già dal diritto vigente sul tempo di lavoro e non deve essere oggetto di regole legali speciali. Deve inoltre essere attuato a livello dell'impresa, in funzione della sua organizzazione nonché delle specificità della professione e della funzione del lavoratore.

Le legislazioni francese e belga non prevedono un diritto alla disconnessione ma un obbligo di negoziare questo punto a livello dell'impresa (art. L 2242-17, n. 7 del Codice del lavoro, code du travail; art. 16 della legge relativa al rafforzamento della crescita e economica e della coesione sociale, loi du 26 mars 2018 relative au renforcement de la croissance économique et de la cohésion sociale). Nemmeno la Corte di cassazione francese ha istituito un tale diritto. Ha ritenuto che il fatto di essere raggiungibile costituisce tempo di lavoro da retribuire come un tempo di disponibilità (temps d'astreinte), che nel diritto svizzero corrisponde al servizio di picchetto o all'obbligo di essere a disposizione in caso di lavoro su chiamata.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.