19.4604 · Mozione · 2019-12-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a sottoporre al Parlamento un progetto che imponga ai Cantoni di presentare basi fattuali e giuridiche per ogni progetto di risanamento dei deflussi residuali che preveda finalmente "adeguati deflussi minimi", come richiesto dal 1975 dal Popolo nell'articolo 76 capoverso 3 della Costituzione federale. Se un'autorità deve decidere in merito all'autorizzazione della costruzione, dell'ampliamento, del rinnovo o del risanamento di una centrale idroelettrica, l'interesse nazionale al rispetto assoluto di "adeguati deflussi minimi", conformemente alla Costituzione, deve essere considerato prioritario nella ponderazione degli interessi. Ciò vale anche per prevenire, nella misura del possibile, il minaccioso declino della biodiversità. Sono esclusi gli impianti comunali e regionali per la produzione di acqua potabile e le centrali di pompaggio d'importanza nazionale.
Begründung
Nel settembre 2018 e il 15 aprile 2019 il Consiglio federale ha confermato che la Svizzera dispone di un potenziale energetico su tetti e facciate pari a 67 TWh/a. A questi si aggiungono 90 TWh/a di perdite energetiche eliminabili negli edifici (IP 10.3873). Questo potenziale energetico domestico di 157 TWh/a è quindi 4,3 volte superiore alla produzione totale di energia idroelettrica della Svizzera e riduce e sostituisce più volte le emissioni di CO2 rispetto alla produzione totale di energia idroelettrica del nostro Paese. Detto potenziale può essere facilmente sfruttato con Minergie-P o PlusEnergieBauten, come l'innovativa industria edilizia conferma da anni. Altri studi sull'energia vanno ben oltre e mostrano, con valori misurati ufficialmente, che le PMI innovative nel settore dell'edilizia possono generare o sostituire, a seconda dello scenario energetico, A 108 TVVh/a, B 144 TWh/a, C 185 TWh/a e D 257 TWh/a. Questo approvvigionamento energetico globale pulito e privo di emissioni di CO2 può essere realizzato per circa 3 cts./kWh se viene rispettato l'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione federale (principio di proporzionalità DTF 1861 87 consid. 3.2), ossia una frazione dei costi delle piccole centrali idroelettriche (da 16 cts./kWh a 38,5 cts./kWh; CS di Zugo, 13.06.2018).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'articolo 76 capoverso 3 della Costituzione federale (Cost; RS 101) incarica il legislatore di emanare prescrizioni sulla garanzia di adeguati deflussi minimi. Questo incarico è stato attuato nella legge sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.20). Le disposizioni entrate in vigore con la LPAc nel 1992, volte a garantire deflussi minimi adeguati, costituiscono un compromesso, basato su un ampio consenso, tra interessi di protezione e interessi di utilizzazione. L'obiettivo di protezione è in particolare la biodiversità, oggi particolarmente pregiudicata nei e lungo i corsi d'acqua.
Le disposizioni sui deflussi residuali prevedono una procedura a due fasi:
tutte le centrali idroelettriche già in funzione nel 1992 avrebbero dovuto secondo l'articolo 80 segg. LPAc essere risanate entro il 2012, a condizione che il risanamento fosse economicamente sostenibile. Al momento à stato risanato l'87 per cento dei prelievi d'acqua da risanare.
Nel caso di nuove centrali o del rinnovo delle concessioni di centrali in funzione prima del 1992, i gestori delle centrali sono tenuti a rispettare deflussi residuali adeguati secondo gli articoli da 31 a 33 LPAc. Al momento, soltanto un decimo circa delle centrali idroelettriche si è visto rinnovare le concessioni e può quindi rispettare deflussi residuali adeguati. Tenuto conto della durata massima possibile di 80 anni della concessione, occorrerà attendere il 2072 affinché la concessione di tutte le altre centrali, pari al 90 per cento della produzione, sarà stata rinnovata. Fino a quella data, il risanamento sarà, semmai, soltanto parziale.
I Cantoni fissano deflussi residuali adeguati dopo aver ponderato gli interessi di protezione e di utilizzazione e tenendo conto tra l'altro del fatto che la protezione di spazi vitali e biocenosi rari vieta deflussi minimi inferiori. La base per la ponderazione degli interessi dei Cantoni è costituita dal rapporto sui deflussi residuali previsto dalla legge, il quale fornisce tutte le basi tecniche necessarie a tal fine (art. 33 cpv. 4 LPAc.
Anche la legge federale sull'energia (LEne; RS 730.0) tiene conto della biodiversità. Essa impegna infatti i Cantoni a delimitare sezioni di corsi d'acqua adeguate per lo sfruttamento idroelettrico e, al contempo, per salvaguardare la biodiversità consente loro anche di preservare dallo sfruttamento idroelettrico dei corsi d'acqua inutilizzati, preziosi e allo stato seminaturale (art. 10 LEne). L'articolo 12 della LEne esclude inoltre la costruzione di nuovi impianti idroelettrici in biotopi d'importanza nazionale.
Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione secondo cui la produzione energetica mediante fotovoltaico offre ancora un notevole potenziale. Inoltre, anche il potenziale di efficienza nel settore degli edifici è elevato. Si tratta di potenziali che possono essere sfruttati a costi ambientali relativamente modesti.
Un secondo pilastro centrale della Strategia energetica 2050 è costituito dalla forza idrica, il cui potenziale deve essere utilizzato in modo ottimale ai fini della realizzazione degli obiettivi. Per tale ragione, la LEne prevede, oltre a valori indicativi sull'efficienza, anche valori indicativi per le energie rinnovabili e, in particolare, per la forza idrica.
La proposta dell'autore della mozione avrebbe come conseguenza che le disposizioni secondo l'articolo 29 segg. LPAc verrebbero applicate alle centrali esistenti anche nel quadro di rinnovamenti e di ampliamenti indipendenti dal rilascio delle concessioni. Si tratterrebbe di un intervento in diritti acquisiti legittimamente che il Cantone dovrebbe risarcire secondo il diritto vigente. Quale alternativa, il legislatore potrebbe decidere che i costi debbano essere a carico dei gestori. Questa decisione violerebbe tuttavia i diritti acquisiti legittimamente dai concessionari e quindi il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), la garanzia della proprietà (art. 26 Cost.) come pure la libertà economica (art. 27 Cost). Inoltre, i deflussi residuali adeguati dovrebbero inoltre essere considerati prioritari in quanto d'interesse nazionale e la ponderazione cantonale, in particolare nei confronti dell'interesse nazionale all'utilizzazione delle energie rinnovabili, verrebbe a cadere (art. 12 LEne).
La biodiversità nei corsi d'acqua può essere migliorata con deflussi residuali variabili. La LPAC prevede già questo aumento della dinamica, in quanto non possono esservi deflussi minimi inferiori. I Cantoni possono già oggi sfruttare questa possibilità a favore della biodiversità, alquanto pregiudicata in Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.