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20.4021 · Interpellanza · 2020-09-17

Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione

Liquidato

Wortlaut

Lo scorso 12 settembre, mentre era seduto con gli amici su una terrazza a Morges, un giovane è stato ucciso con un'arma da taglio da un ventiseienne svizzero-turco.

L'autore è stato arrestato rapidamente dalla polizia vodese, con un lavoro e una rapidità d'azione apprezzabili.

Questo omicidio ha avuto una grande eco sulla stampa, mettendo in luce diverse probabili lacune, mentre il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e le autorità cantonali vodesi si passano le responsabilità.

Secondo alcune fonti, l'autore di questo omicidio era noto ai servizi federali dal 2017 per propaganda islamista; posto in detenzione preventiva dall'aprile 2019 per incendio intenzionale di una stazione di servizio a Prilly, il giovane svizzero-turco era stato liberato nel luglio 2020 su richiesta del MPC in base a una perizia psichiatrica.

Il MPC menziona inoltre di aver ordinato misure di vigilanza sostitutive che le autorità cantonali vodesi non avrebbero evidentemente rispettato; queste ultime avrebbero addotto di non disporre di un luogo dove ospitare il giovane in un ambiente adeguato.

Oggi possiamo girare e rigirare la faccenda come vogliamo ma rimane il fatto che è stato commesso un omicidio a causa di probabili lacune e del lassismo di diverse autorità.

Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

- Il Ministero pubblico della Confederazione aveva adottato sufficienti precauzioni prima di ordinare la liberazione dell'autore di questo omicidio?

- La perizia psichiatrica menzionava il rischio di un simile atto?

- Il MPC ha richiamato all'ordine le autorità vodesi a causa del mancato rispetto delle misure di vigilanza sostitutive che aveva ordinato?

- Le autorità vodesi hanno rispettato le misure di vigilanza ordinate?

- Quali altre misure avrebbero potuto essere adottate e a che livello per evitare il verificarsi di un simile omicidio?

- A che livello dovrebbero essere intraprese riforme legislative per evitare nuovi casi di questo tipo?

Ringrazio il Consiglio federale per le risposte che potrà fornirmi.

Antrag des Bundesrates

Risposta dell’Autorità di vigilanza

Stellungnahme des Bundesrates

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha presentato all'AV-MPC la sua presa di posizione in merito alle domande di questa interpellanza. A titolo di chiarimento, occorre precisare quanto segue:

L'articolo 7 della legge sul Parlamento (LParI), il quale disciplina i diritti d'informazione dei singoli parlamentari, si riferisce a informazioni da parte del Consiglio federale o dell'Assemblea federale. Tale disposizione non è applicabile alle domande d'informazione ai tribunali della Confederazione, al MPC ed all'AV-MPC (von Wyss, in: Kommentar zum Parlamentsgesetz, N. 19 sull'articolo 7 LParI).

In base all'articolo 52 LParl, l'alta vigilanza parlamentare viene svolta dalle Commissioni della gestione; le relazioni di servizio tra l'Assemblea federale e i tribunali della Confederazione nonché l'AV-MPC sono rette dall'articolo 162 LParI. Pertanto, per le informazioni dei tribunali della Confederazione o dell'AV-MPC sono determinanti i diritti d'informazione delle Commissioni, ma non quelli di singoli parlamentari. In base all'articolo 26 cpv. 4 LParl, il controllo di merito delle decisioni giudiziarie e delle decisioni del MPC non è oggetto dell'(alta) vigilanza parlamentare. Questa regolamentazione serve tra l'altro a proteggere i tribunali della Confederazione e il MPC da influenze politiche.

Le singole risposte del MPC:

1.-5. L'imputato, in seguito al presunto incendio intenzionale di una stazione di servizio nell'aprile 2019, era in carcerazione preventiva. Essa è stata più volte prolungata dal giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC), inizialmente su richiesta del Ministero pubblico del Cantone di Vaud e poi del MPC, dopo che quest'ultimo aveva ripreso il procedimento penale (a causa del sospetto di un possibile sfondo jihadista). Nel luglio 2020 il GPC di competenza ha rilasciato l'imputato su richiesta del MPC, che si basava in particolare su una perizia psichiatrica, subordinatamente alla condizione e all'esaurimento delle misure processuali penali sostitutive disponibili, che sono state elaborate dalle autorità coinvolte in stretta collaborazione. Tra le misure sostitutive ordinate dal giudice vi erano il divieto di uscire di notte, l'obbligo di annuciarsi e il divieto di portare armi. Fino all'omicidio del 12 settembre 2020 non vi era stata alcuna violazione delle misure sostitutive imposte che, secondo la direzione del procedimento, avrebbe giustificato un nuovo incarceramento. I provvedimenti coercitivi, in particolare gli ordini di arresto, devono essere impartiti nel rispetto delle prescrizioni e dei limiti di cui al Codice di diritto processuale penale e alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

6. La Confederazione rafforza costantemente il suo dispositivo per la lotta e la difesa contro il terrorismo. Il 25 settembre 2020 il parlamento ha emanato il decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero la Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo e il relativo Protocollo addizionale e potenzia il dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata (FF 2020 6945 segg.) nonché la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) (FF 2020 6795 segg.). Il MPC ha sostenuto questi impegni legislativi. In particolare con l'MPT sono stati messi a disposizione delle autorità di sicurezza ulteriori strumenti di polizia preventivi.

Risposta dell’Autorità di vigilanza