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Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione. Aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera. Modifica

22.044 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-05-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 18 maggio 2022 concernente la modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera)

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.05.2022

La Confederazione potrà sostenere finanziariamente i Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera

In Svizzera le autorità federali e cantonali devono poter fermare per un breve periodo le persone tenute a lasciare il Paese e sprovviste di un titolo di soggiorno, così da assicurarne la consegna alle autorità di uno Stato limitrofo in virtù di un accordo di riammissione. Inoltre, se il numero di attraversamenti illegali della frontiera è straordinariamente elevato, la Confederazione deve poter partecipare alle spese d'esercizio che sono soprattutto a carico dei Cantoni con centri di partenza in prossimità del confine. Questo è quanto ha deciso il Consiglio federale nella seduta del 18 maggio 2022. Il messaggio sulla modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) è sottoposto al Parlamento.

Il messaggio sulla modifica della LStrI prevede la possibilità di sostenere finanziariamente i Cantoni che in situazioni straordinarie gestiscono alloggi temporanei per stranieri da allontanare senza formalità. In tal modo Il Consiglio federale attua la mozione 17.3857 "Aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera".

Sostegno finanziario e fermo di breve durata

I Cantoni di frontiera sono maggiormente confrontati con questo tipo di consegna agli Stati limitrofi di quanto non lo siano gli altri Cantoni. Pertanto, se il numero di entrate irregolari è particolarmente elevato, la Confederazione deve poter partecipare con una somma forfettaria giornaliera alle spese d'esercizio per il fermo di breve durata in un centro cantonale di partenza situato in prossimità della frontiera. Questi centri sono destinati all'alloggio a breve termine di stranieri fermati mentre attraversavano illegalmente la frontiera e allontanati senza formalità.

Per attuare la mozione, è necessario integrare anche la disposizione sul fermo di breve durata: la competente autorità federale o cantonale può fermare, per massimo tre giorni in un centro cantonale di partenza, chi è sprovvisto di permesso di soggiorno di breve durata, di permesso di dimora o di permesso di domicilio per assicurarne la consegna alle autorità di uno Stato limitrofo in virtù di un accordo di riammissione.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2022

Rinvio facilitato stranieri, aiuto forfettario ai Cantoni

La Confederazione deve partecipare alle spese d'esercizio dei cosiddetti "centri di partenza" cantonali situati in prossimità del confine. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando - con 182 voti a favore, un contrario e due astenuti - una modifica della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione.

La riforma legislativa prevede esplicitamente la possibilità per Berna di sostenere finanziariamente con una somma forfettaria i Cantoni che in situazioni straordinarie gestiscono alloggi temporanei per stranieri che possono essere allontanati senza che una decisione formale sia necessaria (ossia senza una decisione di un giudice, ndr.), ha spiegato il relatore commissionale Damien Cottier (PLR/NE). Ad essere interessati dalla novità sono in particolare i Cantoni di frontiera, che sono maggiormente confrontati con questo tipo di consegna agli Stati limitrofi.

La legge prevede anche una modifica delle disposizioni sul fermo di breve durata: la competente autorità federale o cantonale potrà trattenere in un centro cantonale di partenza per un massimo di tre giorni chi è sprovvisto di permesso di soggiorno di breve durata, di dimora o di domicilio. Questo tipo di fermo è ammissibile solo quando esiste un accordo di riammissione facilitato con uno Stato limitrofo (come quello concluso con l'Italia, ndr.).

La modifica legislativa trae origine da una mozione depositata dall'ex "senatore" Fabio Abate (PLR/TI) e approvata dal Parlamento nel 2018. Nel suo atto parlamentare Abate faceva riferimento all'apertura a Rancate di un centro asilanti provvisorio nel 2016. All'epoca la Confederazione aveva concluso un accordo eccezionale con le autorità ticinesi in merito a un aiuto finanziario. La legge adottata oggi permette di assicurare le basi legali per eventuali altri sostegni di questo tipo, ha spiegato Cottier.

Durante l'esame di dettaglio la sinistra ha tentato di inserire nella legge l'obbligo di ordinare per iscritto il fermo. La persona fermata dovrebbe anche avere facoltà di ricorrere presso una autorità giudiziaria che dovrebbe esaminarne entro 24 ore la legittimità.

"Non si tratta di ritardare l'espulsione ma di rispettare lo Stato di diritto", ha sostenuto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE). La Costituzione garantisce il diritto a chi è privato della libertà di essere informato, ha ricordato la ginevrina. L'emendamento è inutile perché la prassi già oggi prevede la notificazione per iscritto, ha replicato Cottier convincendo il plenum che ha bocciato la proposta con 115 voti a 64.

Lo schieramento rosso-verde, sostenuto dai Verdi liberali, ha poi chiesto l'esclusione dal fermo dei bambini fino a 15 anni. La detenzione, anche per soli tre giorni, di un minore viola la Convenzione sui diritti del fanciullo, ha affermato Klopfenstein Broggini. La proposta permetterebbe quindi di colmare un vuoto giuridico. "Bisogna tener conto del benessere dei bambini", ha aggiunto Samira Marti (PS/BL).

L'esperienza del centro di Rancate ha mostrato come una tale struttura possa essere realizzata anche tenendo conto delle famiglie e dei giovanissimi, ha replicato Marco Romano (Centro/TI). Le strutture in questione - ha proseguito il ticinese - non sono centri di detenzione, si tratta invece di mettere a disposizione un tetto e una cena alle persone interessate in modo da evitare che dormano per strada o finiscano nelle mani dei passatori. La maggioranza non l'ha però seguito ed ha approvato l'emendamento con 94 voti contro 87.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.11.2022

Rinvio facilitato stranieri, aiuto forfettario ai Cantoni

La Confederazione deve partecipare alle spese d'esercizio dei cosiddetti "centri di partenza" cantonali situati in prossimità del confine, come quello di Rancate nel Mendrisiotto.

Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando all'unanimità una modifica della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per una divergenza: i "senatori" non vogliono escludere dal fermo di breve durata - fino a tre giorni - fanciulli e adolescenti sotto i 15 anni per non dividere le famiglie.

Se per Stefan Engler (Centro/GR) si tratta invece di preservare la dignità dei fanciulli, per la maggioranza le strutture in questione non sono centri di detenzione, bensì luoghi che consentono alle persone interessate di avere un tetto e una cena. Keller-Sutter ha poi fatto notare che i casi di bambini o giovani finiti in questi centri negli ultimi anni si contano sulle dita di una mano.

La riforma legislativa prevede esplicitamente la possibilità per Berna di sostenere finanziariamente con una somma forfettaria i Cantoni che in situazioni straordinarie - come nel 2016-2017 in Ticino - gestiscono alloggi temporanei per stranieri che possono essere allontanati senza che una decisione formale sia necessaria (ossia senza una decisione di un giudice, ndr.).

Ad essere interessati dalla novità sono in particolare i Cantoni di frontiera, maggiormente confrontati con questo tipo di consegna agli Stati limitrofi. Nel corso del dibattito, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha più volte fatto riferimento al centro di Rancate, tanto che ha parlato anche di "Lex Ticino".

Come accennato, la legge prevede anche una modifica delle disposizioni sul fermo di breve durata: la competente autorità federale o cantonale potrà trattenere in un centro cantonale di partenza per un massimo di tre giorni chi è sprovvisto di permesso di soggiorno di breve durata, di dimora o di domicilio. Questo tipo di fermo è ammissibile solo quando esiste un accordo di riammissione facilitato con uno Stato limitrofo (come quello concluso con l'Italia, ndr.).

La modifica legislativa trae origine da una mozione depositata dall'ex "senatore" Fabio Abate (PLR/TI) e approvata dal Parlamento nel 2018. Nel suo atto parlamentare Abate faceva riferimento proprio all'apertura a Rancate di un centro asilanti provvisorio nel 2016. All'epoca la Confederazione aveva concluso un accordo eccezionale con le autorità ticinesi in merito a un aiuto finanziario. La legge adottata oggi dai "senatori" permette di assicurare le basi legali per eventuali altri sostegni di questo tipo, ha spiegato la ministra di giustizia e polizia.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2022

CN: migranti, allontanamenti senza protezione speciale dei minori

I cantoni di frontiera, come il Ticino, responsabili dell'allontanamento di migranti nei Paesi confinanti riceveranno un sostegno finanziario dalla Confederazione per coprire le spese d'esercizio dei cosiddetti "centri di partenza".

Benché il progetto governativo non fosse contestato, il Consiglio nazionale avrebbe voluto inserire nella legge una clausola a protezione dei minori, a differenza del Consiglio degli Stati. Oggi la Camera del popolo ha tuttavia fatto marcia indietro, eliminando l'ultima divergenza su questo aspetto del progetto, oramai pronto per le votazioni finali.

In caso di livelli eccezionalmente elevati di arrivi illegali, la Confederazione dovrà pagare una somma forfettaria giornaliera a copertura dei costi di alloggiamento nei centri di partenza ubicati nei pressi del confine, come quello di Rancate, nel Mendrisiotto. La durata del finanziamento sarà limitata nel tempo.

Inizialmente il Consiglio nazionale voleva proteggere specificamente i bambini e gli adolescenti di età inferiore ai 15 anni. La Camera dei Cantoni si è sempre opposta, poiché accade raramente che in questi centri vengano custoditi minori di 15 anni.

A nome della commissione, Marianne Binder-Keller (Centro/AG) ha spiegato la decisione di adeguarsi agli Stati sostenendo che le persone accolte in questi centri sono "detenute": si tratta solo di una sistemazione provvisoria nell'attesa di venir rinviati nel paese vicino, ha aggiunto. Inoltre, "non ha senso" a suo avviso separare i bambini dai genitori.

La legge prevede anche una modifica delle disposizioni sul fermo di breve durata: la competente autorità federale o cantonale potrà trattenere in un centro cantonale di partenza per un massimo di tre giorni chi è sprovvisto di permesso di soggiorno di breve durata, di dimora o di domicilio. Questo tipo di fermo è ammissibile solo quando esiste un accordo di riammissione facilitato con uno Stato limitrofo (come quello concluso con l'Italia, ndr.).

Come accennato, la riforma prevede esplicitamente la possibilità per Berna di sostenere finanziariamente con una somma forfettaria i Cantoni che in situazioni straordinarie - come nel 2016-2017 in Ticino - gestiscono alloggi temporanei per stranieri che possono essere allontanati senza che una decisione formale sia necessaria (ossia senza una decisione di un giudice, ndr.).

Ad essere interessati dalla novità sono in particolare i Cantoni di frontiera, maggiormente confrontati con questo tipo di consegna agli Stati limitrofi. Nel corso dei dibattiti alle camere, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha più volte fatto riferimento al centro di Rancate, tanto che ha parlato anche di "Lex Ticino".

La modifica legislativa trae infatti origine da una mozione depositata dall'ex "senatore" Fabio Abate (PLR/TI) e approvata dal Parlamento nel 2018. Nel suo atto parlamentare Abate faceva riferimento proprio all'apertura Rancate di un centro asilanti provvisorio nel 2016. All'epoca la Confederazione aveva concluso un accordo eccezionale con le autorità ticinesi in merito a un aiuto finanziario. La legge permette di assicurare le basi legali per eventuali altri sostegni di questo tipo.

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