Il costo del riscaldamento esplode. Prolungare in via temporanea i termini di pagamento delle spese accessorie in caso di mora del locatario
22.4125 · Mozione · 2022-09-29
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Visto il repentino aumento del costo dell'energia, il Consiglio federale è invitato a proporre una modifica dell'articolo 257d capoverso 1 del Codice delle obbligazioni per permettere al Consiglio federale di prolungare temporaneamente, da 30 a 90 giorni, la scadenza per il pagamento delle spese accessorie in caso di messa in mora del conduttore. Dato che dall'inizio del 2022 il prezzo dell'energia fa registrare un drastico aumento, la proroga temporanea deve valere per i conguagli del 2023 e, se necessario, del 2024. A fine 2023 la situazione verrà nuovamente esaminata per stabilire se sarà necessaria un'ulteriore proroga.
Begründung
Nel 2022 il prezzo dell'energia è fortemente aumentato. L'aumento riguarda il gas, l'olio da riscaldamento e l'elettricità. Probabilmente i prezzi non hanno ancora raggiunto il culmine, soprattutto se la guerra di aggressione in Ucraina continua e s'intensifica. Gli inquilini, che devono per forza di cose accettare il sistema di riscaldamento e la qualità dell'isolamento dell'appartamento in cui vivono, sono particolarmente toccati da questi aumenti.
La maggior parte dei conduttori versa acconti mensili per coprire le spese di riscaldamento e di acqua calda. Alla fine dell'anno contabile il locatore invia agli inquilini il conguaglio: se gli acconti non bastano a coprire le spese effettive, gli inquilini devono versare la differenza entro 30 giorni; in caso contrario, il locatore può mettere in mora l'inquilino e intimare la disdetta del contratto di locazione.
Risulta dunque urgente adottare misure per evitare che gli inquilini vengano sfrattati a causa di una difficoltà di pagamento.
Per migliorare la protezione degli inquilini contro la perdita dell'alloggio occorre quindi consentire un prolungamento temporaneo di due anni per il pagamento delle spese accessorie. Questa misura consentirà ai locatari a basso reddito che incontrano difficoltà nel pagamento delle maggiori spese di riscaldamento e acqua calda a causa della crisi energetica di distribuire i pagamenti su più mesi o di ottenere un aiuto statale.
A livello legislativo si propone di modificare con urgenza il Codice delle obbligazioni e di delegare al Consiglio federale la decisione di prolungamento dei termini di pagamento. In questo modo sarebbe disponibile una base legale che permetterebbe al Consiglio federale di intervenire se un'analoga esplosione dei costi dovesse protrarsi o ripresentarsi negli anni a venire.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole delle sfide poste dall'aumento dei prezzi dell'energia e delle conseguenze sulle spese accessorie e di riscaldamento che potrebbero essere causate dalla situazione geopolitica e dal conflitto in Ucraina.
A fine agosto 2022, preoccupato dalla volatilità dei prezzi e dalla situazione ancora instabile, il Consiglio federale ha incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale "Prezzi dell'energia", composto da rappresentanti di DEFR, DATEC, DFI, DFF e DFGP, di valutare la situazione delle economie domestiche, dei settori professionali e delle imprese a seguito dell'aumento dei prezzi dell'elettricità e di vagliare l'introduzione di misure di ammortizzazione economica. Sulla base di questi lavori, a inizio novembre il Consiglio federale è giunto alla conclusione che non è necessario adottare misure di sostegno. Secondo il gruppo di esperti della Confederazione, nel 2022 l'inflazione dovrebbe essere del 3,0 in media annua. L'ultimo rapporto trimestrale della BNS indica che l'anno in corso e quello seguente saranno caratterizzati da un'evoluzione salariale rafforzata. Per la maggior parte delle economie domestiche l'eventuale perdita del potere d'acquisto dovrebbe così situarsi nettamente al di sotto dell'attuale tasso d'inflazione. Da rilevare inoltre che il potere d'acquisto dei salari è fortemente aumentato nell'ultimo ventennio, anche e soprattutto per effetto del tasso d'inflazione basso o addirittura negativo.
Il 1° gennaio 2023 le rendite AVS/AI e gli importi delle prestazioni complementari (PC) destinati a coprire il fabbisogno vitale verranno adeguati all'evoluzione dei prezzi e dei salari. La rendita minima AVS aumenterà di 30 franchi al mese, ossia del 2,5 per cento. Alla luce degli aumenti dei costi abitativi, il Consiglio federale ha anche deciso di aumentare del 7,1 per cento gli importi massimi per la pigione previsti nelle prestazioni complementari. Tutto questo dovrebbe permettere di evitare situazioni sociali difficili fra i beneficiari di PC che dovranno pagare il conguaglio delle spese accessorie. Le altre prestazioni sociali legate al bisogno - fra cui l'aiuto sociale - destinate a persone ed economie domestiche a basso reddito sono di norma di competenza cantonale e comunale, e dunque disciplinate e adeguate a tale livello. Le spese accessorie di locazione sono parte integrante del fabbisogno vitale e rientrano dunque fra le spese prese in carico dall'aiuto sociale. Per tutti questi motivi il Consiglio federale ritiene che intervenire in modo incisivo e indiscriminato nel diritto di locazione non è né necessario né opportuno, così come non risulta praticabile rafforzare la protezione del diritto di locazione solamente per le persone e le imprese più toccate.
Inoltre, in collaborazione con il settore economico, il Consiglio federale porta avanti una campagna di risparmio energetico a livello nazionale con misure di risparmio facilmente attuabili ("L'energia è scarsa. Non sprechiamola."). Adottando questi accorgimenti è possibile risparmiare sui costi energetici, e quindi anche sulle spese di riscaldamento e sulle spese accessorie in generale.
Il Consiglio federale è del parere che il diritto di necessità, così come proposto nella motivazione, vada usato con parsimonia.
Per la modifica auspicata è dunque possibile avvalersi soltanto della procedura legislativa ordinaria, sebbene l'esperienza dimostri che quest'ultima non permetterà di intervenire per i conguagli in questione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.