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22.4212 · Mozione · 2022-09-30

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La Confederazione è incaricata di prevedere dei prestiti alle imprese affinché possano far fronte ai problemi di liquidità dovuti ai costi elevati dell'elettricità e dell'energia. I crediti devono essere rimborsati entro sette anni.

Begründung

La guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina fa aumentare i prezzi dell'elettricità e dell'energia e di conseguenza i costi di produzione. Se a medio termine questi costi supplementari vengono trasferiti sui prodotti finali, il rincaro aumenta ulteriormente, con ripercussioni negative per i nuclei familiari (perdita di potere d'acquisto) e per le imprese (recessione).

A essere particolarmente interessati dai massicci aumenti dei prezzi sono determinati grandi utenti, che da un lato acquistano energia elettrica a prezzi elevati sul libero mercato e dall'altro ne consumano grandi quantità. Rischiano quindi di dover sostenere costi molto elevati per l'energia e di trovarsi di fronte a problemi di liquidità che potrebbero minacciare le loro attività.

Il Consiglio federale deve prevedere, come misura a breve termine, prestiti rimborsabili per le imprese particolarmente toccate (analogamente ai crediti COVID-19), affinché possano mantenere la liquidità e ripartire su più anni l'aumento dei costi. Le imprese devono inoltre aver diritto all'indennità per lavoro ridotto nel caso di un calo della produzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi dell'elettricità. Il 31 agosto 2022, ha incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale "Prezzi dell'energia" (DEFR, DATEC, DFI, DFF, DFGP), sotto l'egida del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), di esaminare l'impatto dell'incremento dei prezzi dell'energia sulle famiglie, sui settori e sulle imprese, in particolare su quelle che finora hanno concluso contratti sul libero mercato dell'energia elettrica.

Il gruppo di lavoro ha avuto anche il compito di esaminare la necessità nonché i vantaggi e gli svantaggi di eventuali misure statali. Le misure comporterebbero tuttavia notevoli interventi, potenziali problemi d'esecuzione ed effetti collaterali indesiderati. Dopo aver considerato la situazione economica generale e l'andamento dell'inflazione e dei prezzi dell'energia, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che per l'inverno 2022-23 non vi sia la necessità di adottare misure straordinarie. A suo avviso, è in primo luogo compito delle imprese gestire l'attuale aumento dei prezzi dell'elettricità. Dal suo punto di vista la situazione non può essere paragonata agli interventi statali come le chiusure aziendali durante la pandemia.

L'economia privata ha inoltre varie possibilità per far fronte ai picchi dei prezzi, per esempio la stipula di contratti di lunga durata per la fornitura di energia elettrica.

Secondo il Consiglio federale la concessione di crediti garantiti da una fideiussione solidale è solo in parte uno strumento adeguato nel contesto dei prezzi elevati dell'energia. In questo caso sarebbe molto difficile circoscrivere la cerchia dei beneficiari in base a criteri amministrativi o economico-aziendali. Nella primavera del 2020, sostanzialmente tutte le aziende avevano accesso a crediti COVID-19 garantiti. Nella situazione attuale in cui solo una parte delle aziende sul libero mercato dell'energia elettrica è interessata dai prezzi elevati dell'elettricità, una simile soluzione, ampia e articolata, non sarebbe opportuna e inciderebbe notevolmente sulle finanze federali. Le imprese solventi dovrebbero inoltre poter richiedere dei crediti anche sul mercato dei capitali privato quando hanno problemi di liquidità. Secondo un sondaggio del 31 agosto 2022 sulla concessione di crediti condotto dalla Banca nazionale svizzera presso 15 banche, non vi sono al momento segni di una stretta creditizia.

Lo scopo dell'indennità per lavoro ridotto (ILR) è di evitare licenziamenti e mantenere posti di lavoro messi a rischio dalla situazione economica. Si ha diritto all'ILR se sono soddisfatte le condizioni della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0). Questo vale anche nel contesto attuale dell'aumento dei prezzi dell'elettricità. Affinché l'ILR possa essere versata, l'impresa deve, tra le altre cose, aver subito una perdita di lavoro temporanea e inevitabile. Il datore di lavoro deve intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente pretendere da lui per evitare perdite di lavoro (obbligo di ridurre il danno). Non è invece compito dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) compensare mediante l'ILR le riduzioni volontarie della produzione da parte delle imprese. In questo contesto per l'AD e gli organi d'esecuzione cantonali si pongono una serie di interrogativi non trascurabili che vengono via via chiariti congiuntamente. Le precisazioni che ne risultano vengono messe a disposizione in forma adeguata sia degli organi d'esecuzione cantonali dell'AD come supporto per trattare le domande ILR legate ai prezzi elevati dell'energia, sia delle imprese. Nel contempo alcune imprese che sono fortemente interessate dall'aumento dei prezzi dell'energia e che non sono in grado di evitare le conseguenti probabili perdite di lavoro, hanno già ottenuto un'autorizzazione per il lavoro ridotto.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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