Introdurre una deduzione fiscale per le ore supplementari volontarie per ovviare alla penuria di manodopera qualificata
23.3890 · Mozione · 2023-06-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale sull’imposta federale diretta che introduca una deduzione fiscale per le ore supplementari prestate dalle persone occupate a tempo pieno.
Begründung
La penuria di manodopera qualificata si acutizza. Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel primo trimestre del 2023 le imprese hanno registrato 126 600 posti vacanti, ossia il 5,9 per cento in più rispetto all’anno precedente. I motivi dell’aumento sono vari: l’evoluzione demografica, il pensionamento della generazione dei baby boomer e la domanda crescente di determinati beni e servizi, come l’alloggio e le cure mediche, causata dall’immigrazione di massa. Un altro motivo va ricercato nella tendenza sempre più diffusa a lavorare a tempo parziale. Nel decennio 2012‒2022 il numero delle persone occupate a tempo parziale è aumentato di oltre tre volte rispetto a quello delle persone occupate a tempo pieno. Attualmente, in Svizzera un terzo della popolazione attiva lavora a tempo parziale. La proporzione degli uomini è in forte crescita, soprattutto fra i diplomati del livello terziario. L’introduzione di una deduzione fiscale per le ore supplementari avrebbe l’obiettivo di incoraggiare il lavoro a tempo pieno e contribuire così ad attenuare la penuria di manodopera qualificata. Il fatto di lavorare di più non deve essere sanzionato con imposte più elevate, bensì ricompensato attraverso una deduzione fiscale delle ore supplementari.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La statistica del volume di lavoro dell’Ufficio federale di statistica nel 2022 contava 136 milioni di ore supplementari. Ciò corrisponde a una quota dell’1,7 per cento sul volume effettivo di lavoro, pari a 7922 milioni di ore, la quale è relativamente bassa. Pertanto, l'eventuale impulso che un incentivo fiscale per le ore supplementari potrebbe avere sulla lotta alla penuria di manodopera qualificata risulterebbe probabilmente piuttosto basso anche in presenza di un forte cambiamento del comportamento.
Con un’interpretazione in senso lato, la mozione potrebbe prevedere anche un bonus fiscale per le persone occupate a tempo pieno, che concederebbe una deduzione di, ad esempio, 30 franchi sulla parte del tasso di occupazione che eccede una durata normale del lavoro da definire di, ad esempio, 1600 ore all’anno. Se, per ipotesi, la durata di lavoro effettiva fosse di 1932 ore, con un reddito da attività lucrativa effettivo di 100 000 franchi confluirebbero nella base di calcolo dell’imposta sul reddito solo 90 040 franchi. Con un’interpretazione in senso lato l’impulso, ma anche le minori entrate per Confederazione e Cantoni (quota dei Cantoni sull’imposta federale diretta), sarebbero molto più elevati rispetto a un’interpretazione in senso stretto.
Già nel suo parere relativo all’interpellanza<*SP*/>23.3057 il Consiglio federale ha fatto presente che, in vista dell’aumento dell’offerta di lavoro, risulta più efficace effettuare una certa differenziazione che preveda aliquote più basse per le persone occupate a tempo parziale e aliquote più elevate per le persone occupate a tempo pieno, poiché le persone occupate a tempo parziale (prevalentemente donne) reagiscono in modo più elastico all'onere fiscale marginale rispetto alle persone occupate a tempo pieno (prevalentemente uomini). La deduzione fiscale proposta nella presente mozione riduce invece l’onere fiscale marginale delle persone occupate a tempo pieno, che reagiscono in maniera meno elastica. L’impulso all’offerta di lavoro sarebbe quindi più contenuto rispetto a misure alternative con minori entrate equivalenti ma non rivolte solo alle persone occupate a tempo pieno, che reagiscono in maniera meno elastica. Di conseguenza, nel suo parere relativo all’interpellanza<*SP*/>23.3057 il Consiglio federale ha anche spiegato di voler rafforzare gli incentivi a svolgere un’attività lucrativa basati sui mandati del Parlamento, passando dall'imposizione congiunta all'imposizione individuale. Il 2 dicembre 2022 ha posto in consultazione il relativo progetto. L’imposizione individuale incentiva l’offerta di lavoro in maniera mirata, in quanto riduce l'onere fiscale sul secondo reddito dei coniugi, rivolgendosi quindi in particolare alle persone coniugate occupate a tempo parziale, che reagiscono in maniera più elastica.
Un altro argomento contro la misura richiesta dall’autore della mozione è che essa promuove la specializzazione all’interno di economie domestiche composte da coppie. Infatti, potrebbe valere la pena rinunciare a un tasso di occupazione equamente distribuito tra due coniugi o concubini di, ad esempio, l’80 per cento ciascuno a favore di due tassi occupazionali diseguali di, ad esempio, il 100 per cento uno (oltre alle eventuali ore supplementari) e il 60 per cento l’altro (meno il tempo necessario per supportare la persona occupata a tempo pieno quando presta ora supplementari). Ciò va contro la politica della parità della Confederazione.