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23.4006 · Interpellanza · 2023-09-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale:

1. Può confermare che l'immigrazione di massa, senza criteri qualitativi, contribuisce a generare bisogni di nuove infrastrutture, beni e servizi?

2. A quanto corrisponde il costo che ogni immigrato causa sulla società (la quota parte generata dall'aumento dei bisogni di nuove infrastrutture, beni e servizi?)

3. Un'immigrazione di qualità, cioè quella che permetterebbe di beneficiare solo di profili qualificati che mancano all'economia, senza la massa che concorre a creare nuovi bisogni, potrebbe contribuire a risolvere più velocemente la carenza di manodopera altamente specializzata?

Begründung

In 20 anni circa, cioè da quando è entrata in vigore l'Accordo bilaterale sulla libera circolazione (ALC), sono immigrate in Svizzera 1,5 milioni di persone. Una quantità enorme, se paragonata alla moderata popolazione residente e soprattutto, se relazionata con la morfologia del nostro paese. Gli effetti negativi di tanta immigrazione sono sotto gli occhi di tutti: territorio molto sfruttato, traffico perennemente congestionato, affollamento dei mezzi pubblici, carenza di alloggi, diminuzione in percentuale della nostra produzione agricola e aumento generale dei prezzi. Ma anche, a causa della manodopera frontaliera non più regolamentata, pressione sui salari e difficoltà per i nostri giovani nel trovare degli impieghi ben remunerati, in particolare in Ticino, Cantone che più di altri soffre gli effetti negativi dell'immigrazione. Oltre a ciò, malgrado l'eliminazione dei criteri per regolare l'immigrazione, l'economia ha avuto la possibilità di assumere personale straniero in abbondanza e la carenza di manodopera qualificata è tutt'ora irrisolta.

Una domanda sorge pertanto spontanea: è il cane che si morde la coda? Ovvero, l'immigrazione di massa che abbiamo vissuto in questi anni, non ha portato a un generale miglioramento delle condizioni. Il PIL procapite che non aumenta ne è la dimostrazione. Si può dunque affermare che l'immigrazione di massa provoca più problemi che benefici, genera maggiori bisogni e non risolve la mancanza di personale qualificato. Un'immigrazione di qualità, cioè quella che davvero necessita al paese, risolverebbe la cronica mancanza di personale qualificato e permetterebbe di registrare un saldo migratorio con numeri molto più moderati, riducendo di conseguenza la necessità di nuove strutture, beni e servizi.

Stellungnahme des Bundesrates

1. L’economia e la popolazione sono cresciute nel corso degli ultimi vent’anni. La crescita reale del PIL pro capite è stata dello 0,93 per cento all’anno. Nel 2022 il PIL pro capite superava del 21 per cento quello del 2001, l’anno precedente l’entrata in vigore dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea (ALC; RS 0.142.112.681). Anche le misure adottate a livello politico e gli sviluppi tecnologici svolgono un ruolo importante per quanto riguarda il tipo e la portata dell’utilizzo di infrastrutture, beni e servizi. I redditi più elevati e l’aumento del tenore di vita hanno comportato un aumento della domanda di beni e servizi che richiede anch’essa corrispondenti investimenti nelle infrastrutture (p. es.: elevata superficie abitabile per abitante, incremento della mobilità, maggiore ricorso ai servizi medici, ecc.). L’immigrazione nel quadro dell’ALC, risultante principalmente dal fabbisogno di manodopera, ha sì contribuito alla crescita della popolazione e alla domanda di infrastrutture, ma ha pure rallentato l’invecchiamento e contribuito alla prosperità del Paese.2. L’immigrazione contribuisce alla crescita demografica. La performance della nostra economia si sviluppa di conseguenza. Questi due fattori presuppongono un determinato sviluppo delle infrastrutture. In Svizzera, le infrastrutture sono finanziate dagli utenti e dai contribuenti, dei quali fa parte la popolazione immigrata. Le persone ad alto reddito tendono a contribuire all’aumento della domanda di beni e servizi, con costi supplementari in termini di infrastrutture, ma contribuiscono anche in maggior misura al finanziamento della società. Dato che il calcolo dei costi e dei benefici dell’immigrazione dipende da diversi fattori, non è possibile quantificare un importo per persona immigrata.3. L’immigrazione principale nel nostro Paese è un’immigrazione di lavoratori, perlopiù europei, che giungono nel quadro della libera circolazione delle persone. Il 52 per cento delle persone immigrate in Svizzera nel 2022 sono venute per esercitare un’attività lucrativa. In questo ambito, l’immigrazione è essenzialmente determinata dalla domanda di manodopera da parte delle imprese. Dato che il potenziale di manodopera nazionale è già ben sfruttato in Svizzera e che la popolazione attiva non registra più alcun incremento naturale, l’immigrazione risponde al crescente fabbisogno di manodopera, aumentandolo a sua volta. Anche se attualmente la domanda di manodopera altamente qualificata è in forte aumento, esiste pure un fabbisogno costante di personale nelle professioni che richiedono qualifiche medio-basse. Siccome la popolazione nazionale tende ad abbandonare le professioni mediamente o poco qualificate, il fabbisogno di lavoratori in determinate professioni deve essere coperto in parte dalla manodopera immigrata proveniente dall’UE/AELS. Il sistema di ammissione binario, che distingue i cittadini degli Stati membri dell’UE/AELS da quelli dei Paesi terzi, è risultato efficace, e garantisce che il fabbisogno di manodopera sia qualificata che poco qualificata sia coperto.